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Milano

Incontro "informale" sui temi dell'occupazione tra Roberto Maroni e le parti sociali, in mattinata, a Palazzo Lombardia. La riunione, la seconda dall'insediamento, si e' svolta nella sala che il governatore lombardo ha voluto intitolare al giuslavorista ucciso dalle nuove Br, Marco Biagi. "E' stato un esperimento interessante e ben riuscito", ha spiegato il segretario federale della Lega Nord, conversando coi giornalisti al termine dell'incontro, "ho deciso di rendere questi incontri informali un 'format permanente'".

"Sul tema del lavoro, come sulla legalita', non ci devono essere divisioni e ho apprezzato che siano intervenuti tutti anche i rappresentanti politici, compresi quelli dell'opposizione", ha aggiunto Maroni, che ieri, durante la prima seduta del Consiglio regionale lombardo, aveva invitato i capigruppo all'incontro. Al centro della discussione lo sblocco dei fondi per la cassa integrazione in deroga, che Maroni aveva chiesto in un incontro, ancora prima dell'insediamento, al ministro del Lavoro Elsa Fornero, ottenendo una risposta negativa. E proprio il "sostegno agli ammortizzatori sociali in deroga con il problema della copertura finanziaria per il secondo semestre dell'anno", oltre a "una buona flessibilita' in entrata nel mercato del lavoro con la conferma e valorizzazione del ruolo dell'apprendistato come strada maestra per l'ingresso dei giovani nelle imprese" sono le "priorita'" che ha indicato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Lombardia.

"Apprezzo la scelta del nuovo presidente di dedicare uno dei primi atti del suo mandato al tema del lavoro, incontrando le parti sociali", ha commentato il segretario generale della Cgil Lombardia, Nino Baseotto, in una nota. "Il lavoro e' oggi la vera emergenza per la Lombardia e per il Paese. In questi giorni siamo chiamati a dare risposte urgenti ad un'emergenza che e' rappresentata dal finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, e che richiede risposte strutturali che debbono venire dal governo e dal Parlamento. I 42 milioni aggiuntivi assegnati ieri alla Lombardia sono del tutto inadeguati a coprire il fabbisogno". A Maroni, quindi, la Cgil chiede che la "giunta reperisca subito nel bilancio regionale risorse da anticipare per evitare il tilt della cassa in deroga" per la quale "ci sono accordi che valgono sino a meta' anno". Inoltre, la Regione, chiede, "intervenga con gli strumenti a sua disposizione per attivare un circuito virtuoso con il sistema bancario che dia un po' di ossigeno al tema irrisolto dell'accesso al credito per le imprese ed al problema dell'anticipo degli importi della cassa che Inps oggi non garantisce piu' a seguito delle decisioni del governo Monti"."Infine - conclude - e' secondo noi necessario aprire con le parti sociali un confronto su come far ripartire la crescita e l'occupazione in Lombardia". "Il tavolo di confronto con le parti sociali tenutosi questa mattina e' un bel segnale, ma non fermiamoci troppo ai complimenti e agli auspici", avverte Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia, in una nota. "Stiamo vivendo una stagione che richiede di andare oltre gli aggettivi 'bello, buono o interessante': occorrono risposte concrete alle emergenze del lavoro e del sociale. Il confronto avviato oggi sara' positivo se nei prossimi giorni ci saranno provvedimenti che vadano nella direzione del lavoro". Per contrastare gli effetti della crisi sull'occupazione la Cisl lombarda sollecita la Regione - precisa - ad attivare un ampio ventaglio di strumenti: "politiche attive allargate, sostegno alla contrattazione per la ricollocazione, apprendistato chiavi in mano, credito alle imprese, patti intergenerazionali"

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