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Milano

di Fabio Massa

 

IL PDL: "CHIEDIAMO A MARONI UNA RIUNIONE DI MAGGIORANZA"

“Agli alleati della Lega e al Presidente Maroni, il Gruppo Popolo della Libertà chiede di passare più rapidamente dagli annunci alle attuazioni effettive delle decisioni che il difficile contesto economico-sociale richiede.” Questo in sintesi il giudizio emerso dalla riunione del Gruppo del Popolo della Libertà in Regione Lombardia, svoltasi oggi presso gli uffici del Palazzo Pirelli. A darne notizia il capogruppo del Popolo della Libertà, Mauro Parolini, e il co-capogruppo Claudio Pedrazzini al termine dell’incontro che ha visto la partecipazione dei consiglieri regionali e della delegazione della Giunta del partito.

“Il Popolo della Libertà – spiegano Parolini e Pedrazzini – è portatore di una visione della politica che mette l’istituzione al servizio delle persone, delle famiglie e delle imprese e non viceversa. In questo avvio di legislatura abbiamo tradotto questa visione in leggi e atti di governo utili per rendere operativi questi indirizzi.”

“Rivendichiamo – proseguono - l’eccellenza di Regione Lombardia e concordiamo con il Presidente Maroni sulla necessità che anche le altre Regioni riducano le spese ed eliminino gli sprechi. L’applicazione dei costi standard sulla sanità, già avviati da tempi in Lombardia, devono essere estesi anche a tutti gli altri territori.”

“Agli alleati della Lega e al Presidente Maroni – continuano – chiediamo di passare più rapidamente dagli annunci all’attuazione effettiva delle decisioni che il difficile contesto economico e sociale richiede. La questione delle nomine è per noi un elemento puramente marginale, il nostro unico interesse è che alla guida delle società regionali, che sono ormai ridotte allo stretto necessario, ci siano persone competenti e capaci per attuare i compiti per cui esistono.”

“Il Pdl è convinto – concludono – che solo una condivisione forte dei progetti e delle decisioni tra Pdl, Lega e gli altri alleati sia lo strumento adatto per imprimere un’ulteriore accelerazione ai lavori già avviati in questi pochi mesi di governo. Per questo chiederemo già domani che sia convocata, nei prossimi giorni, una riunione di maggioranza per ragionare su questa impostazione e mettere al centro dell’azione di governo le priorità per le quali siamo stati eletti dai cittadini.”

LA REPLICA/ "Siamo assolutamente disponibili al dialogo e al quotidiano confronto, che già avviene in Giunta e in Consiglio Regionale, con gli alleati del Popolo della Libertà. Se il confronto riguardasse le poltrone non ci interessa. Se si tratta invece di rafforzare l'azione della maggioranza a favore dei cittadini lombardi, non possiamo che essere soddisfatti della richiesta fattaci dai 2 capigruppo del PdL. Nei primi cento giorni di giunta Maroni si sono ottenuti infatti già concreti ed evidenti risultati che sono sotto gli occhi di tutti, dall'anticipo della CIG ai tagli dei costi della politica, dal miliardo alle imprese alla moratoria sui centri commerciali, e intendiamo proseguire su questa strada di buona amministrazione." Così Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio al Pirellone, risponde a Parolini e Pedrazzini capigruppo del PdL.

Il caso delle nomine in Lombardia, e il caso Abelli, scuotono il Pdl regionale nelle fondamenta. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it sono due le notizie della giornata. La prima è l'addio definitivo all'ipotesi di Giancarlo Abelli alla guida di Ersaf. L'ex assessore, il Faraone di Pavia, è stato stoppato sulla via di Arcore. Pare infatti che Roberto Maroni abbia telefonato direttamente al Cavaliere per accertarsi della possibilità di fermare Abelli per promuovere un altro nome meno ingombrante, ricevendo di fatto un via libera assoluto. Anche perché il nome che il Pdl spingerà, adesso, è quello di Fabio Saldini, architetto vicino a Paolo Berlusconi. D'un tratto, infatti, nessuno più sostiene Abelli. Non i ciellini, non i laici, e ovviamente non i leghisti.

La seconda notizia è l'iter di costruzione di una maggioranza composita (alcuni ciellini, alcuni malpancisti laici) per sfiduciare Claudio Pedrazzini, co-capogruppo del Pdl in quota Mantovani. L'idea è di criticare apertamente il vertice regionale per il tramite del suo uomo in consiglio, quel Pedrazzini tanto spinto. Che, stando a voci di corridoio, adesso potrebbe però chiudere il suo breve ciclo a patto che lo faccia anche Mauro Parolini, il capogruppo ciellino. Insomma, l'idea è di cambiare entrambi i vertici, o solo quello legato a Mantovani. La motivazione è che sulle nomine si è creato un pantano che adesso darà vita a una situazione balcanizzata: sacrificare Infrastrutture Lombarde e Lombardia Informatica in cambio di Ersaf e Arpa non è stata una mossa gradita ai consiglieri. A proposito di nomine, non è ancora finita. Pare infatti che Navigli Lombardi possa andare a Loris Zaffra, ex presidente di Aler Milano. Infine c'è la partita sulla Fondazione Fiera. Un posto che dovrebbe spettare al Pdl, ma sul quale il Comune vuole dire la sua.

@FabioAMassa

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