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di Fabio Massa

Spera e spara, Pierfrancesco Majorino. Assessore comunale ai Servizi Sociali, in un'intervista ad Affaritaliani.it parla a 360 gradi del congresso del Pd. "Concordo con Ambrosoli, mi piacerebbe una combinazione tra Renzi premier e Civati segretario. Cuperlo? Grande persona e grande spessore culturale. Ma è usato per altri fini". Sulla Lombardia e sull'ipotesi di Alfieri segretario spiega: "Non abbiamo bisogno di candidati scelti in base alle correnti. Diana De Marchi al provinciale? Mi piace. Ma non è detto nulla, l'importante è che ci siano facce nuove, slegate dalle correnti e soprattutto che vogliano sostenere la giunta di Milano". Infine attacca il Governo: "Non sta facendo nulla per il sociale. Non ci sono mutamenti rispetto al governo Monti e al governo Berlusconi. Possibile che abbiamo 250mila famiglie a Milano sotto la soglia di povertà e io non sappia qual è la proposta del Pd a livello nazionale?". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT


Assessore Majorino, il capogruppo in Regione Ambrosoli propone un'alleanza tra Renzi e Civati. Eppure hanno due proposte politiche molto diverse...
Sono molto d'accordo con il punto di partenza di questo ragionamento: il Pd e il centrosinistra devono essere ampi e devono riuscire a sviluppare il massimo di relazione tra impostazioni anche diverse. Bisogna lavorare sulla sintesi di storie differenti. Questa era l'impostazione del Pd di Veltroni: continuo a crederci.

 

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Quindi, Renzi e Civati?
Il punto è costruire una grande aggregazione. E non parlo di storie del passato, che appartengono agli storici. In quest'ottica ritengo stimolante l'ipotesi di combinare anche leadership diverse. Sono convinto ci sia un aspetto inequivocabile, oggi come oggi: l'unico che può essere candidato alla premiership si chiama Matteo Renzi. Questa tesi è difficile da contrastare.

Per la segreteria chi sostiene?
Ho scritto e detto che mi piacerebbe una combinazione Renzi candidato premier, Civati candidato segretario. Forse gli eventi mi costringeranno a scegliere perché saranno tutti e due candidati alla segreteria. E allora valuterò...

Chi sceglierà?
Deciderò in base al progetto del quale si faranno portatori.

Perché Civati e Renzi e non Cuperlo?
A me piace Gianni Cuperlo, come persona e sul piano dello spessore culturale e politico. Il suo è un contributo stimolante intellettualmente. E' una bellissima figura. Usata però con altri fini. Francamente quando vedo le sfilate dei capicorrente a Roma per tentare di impedire a Renzi di diventare un leader del centrosinistra mi viene tristezza. Penso che ci sia davvero bisogno che chi ha fatto la strada a sinistra non tocchi più palla: parlo dei leader 60-70enni. Questa è una condizione indispensabile. Se Cuperlo saprà emanciparsi totalmente da operazioni che invece lo possono usare in modo strumentale diventerà un'opzione interessante.

Andiamo sulla realtà lombarda. Probabilmente il renziano Alfieri competerà con un altro candidato, come Cornelli o altri. Come vede la candidatura di Alfieri?
Io la vedrei malissimo in quanto renziani, bene in quanto Alfieri.

Si spieghi.
Non credo che abbiamo bisogno di candidati scelti sulla base di appartenenze alle correnti nazionali. Abbiamo tutto lo spazio per un confronto vero sul Pd in Milano e Lombardia. Rompiamo le appartenenze. Se mi si dice il candidato deve essere un renziano, dico che non capisco di che cosa si sta parlando. Preferisco non partecipare neanche a una discussione di questo genere. Se invece ci sono progetti portati avanti da singoli esponenti, sono prontissimo a ragionarne in tutti i sensi. Ci sono questi nomi, potrebbero essercene altri.

Si dice che l'area che fa riferimento a lei, possa candidare Diana De Marchi alla segreteria provinciale.
L'area che fa a me riferimento si sta occupando di capire come contrastare le povertà a Milano. Mi considero un militante e un lobbista del sociale. Voglio continuare a fare questo in futuro. Per quanto riguarda la questione della segreteria, ci sarà tempo per parlarne. L'importante è che siano figure nuove e slegate dalle correnti. Abbiamo bisogno di una nuova intensità nella relazione con la città. I nomi possono essere diversi.

Non ha risposto su Diana De Marchi...
Diana mi è sempre piaciuta molto e non smette di piacermi adesso. Vedremo. Discutiamo. Per quello che riguarda Milano, ad esempio, sosterrò candidati che in modo serio si pongano il tema di come aiutare l'azione di governo della giunta Pisapia e del centrosinistra milanese. Quelli che invece vogliono trovare una visibilità nuova secondo uno strano principio di autonomia dall'azione di governa non avranno mai il mio voto. Questo è molto semplice.

Lei è un assessore comunale del Pd. Perché un'area del Pd non gradisce Pisapia?
I
o non credo che sia un problema di area. Sono convinto del fatto che ci siano esponenti del Pd che su questo terreno del sostegno anche dialettico alla giunta non facciano sempre quello che dovrebbero. Il problema semmai è il Governo: si sta dimenticando delle grandi città e degli enti locali, impegnati a raccogliere un grande evento come Expo. Vorrei che a tutte le rassicurazioni spese da Letta e Napolitano seguissero atti concreti. E faccio riferimento, ad esempio, sulle politiche sociali: ci stanno dimenticando.

La sua critica riguarda anche i parlamentari?
No. Credo che stiano facendo quello che possono. Io mi riferisco al governo.

Nel governo c'è anche Maurizio Martina, proprio con il mandato ad Expo...
Su una partita come Expo la responsabilità è di tutto il governo. Ma non voglio parlare solo di Expo. Il governo non sta facendo nessuna importante azione di contrasto alle povertà. Su questo terreno non è cambiato nulla rispetto al governo Monti e al governo Berlusconi, eccetto che sulla legge per i figli naturali. Questo è un problema. Abbiamo 250mila famiglie sotto la soglia di povertà. E io ignoro quale sia la proposta del Pd a livello nazionale su questo tema.

@FabioAMassa

Tags:
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