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Milano
Mario Mantovani

di Fabio Massa

Mario Mantovani, coordinatore regionale del Pdl, in un'intervista ad Affaritaliani.it risponde pacato a Guido Podestà. Il presidente della Provincia ha dichiarato di essere "pronto a lasciare il Pdl, perché c'è un cerchio magico di potere". Pacato, ma duro, Mantovani risponde: "Sono dispiaciuto. Se ne vuole andare? Siamo il Popolo della Libertà, rispettiamo le scelte di tutti. I "miei" candidati? Mi sono permesso di segnalare solo tre persone che sono rappresentanti di categorie nazionali". Poi lancia la sfida: "Se vuole candidarsi, lui è liberissimo di farlo. Io sarei anche lieto della sua candidatura: una corsa alle regionali sarebbe anche un modo per misurarci". Getta acqua sul fuoco per quanto riguarda l'addio a Palazzo Isimbardi dell'assessore Luca Squeri, al quale Podestà ha ritirato le deleghe: "Scelta legittima di Podestà, Luca deve dedicarsi alla campagna elettorale, visto che è stato candidato". Infine, sulle Regionali: "Abbiamo bisogno di gente sana. Ambrosoli? Nessuno vorrà ripetere l'esperienza che si vive a Milano con Pisapia..."

Coordinatore Mantovani, Podestà l'ha attaccata duramente. Sul Corriere dice che è pronto a lasciare il Pdl perché c'è un cerchio magico di potere. E' un attacco forte a lei...
Sono profondamente dispiaciuto per la posizione che assume perché nei confronti del presidente della Provincia, da parte nostra, si porta avanti un metodo inclusivo e non si emargina nessuno. Dopodiché siamo il Popolo della Libertà: rispettiamo le scelte di tutti.

Podestà dice: "Nelle liste lombarde per le politiche si è escluso chi non risponde a Cl o al coordinatore regionale Mantovani". E' vero che ha "piazzato" i suoi ovunque?
No, guardi. Io mi sono permesso di segnalare tre candidati a cui il presidente Berlusconi teneva particolarmente, che erano i tre rappresentanti di categorie nazionali. E nello specifico: il presidente dei Farmacisti Italiani, il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, il presidente dell'associazione Benzinai d'Italia. Ho segnalato queste tre persone e naturalmente sono state inserite in buona posizione. Ma non è finita qui...

Prego.
Sono stati inseriti tutti gli uscenti meritevoli di essere ricandidati. Abbiamo candidato 12 sindaci, amministratori locali, tante donne. Ci sono tre under-40. Sono liste molto rappresentative della realtà lombarda.

L'assessore Luca Squeri, candidato al Parlamento, è stato sostituito da Podestà, che gli ha levato le deleghe in Provincia. Si è parlato di ritorsione immediata...
Ma no. Credo che sia una scelta legittima quella del Presidente della Provincia, perché ora Luca Squeri non potrà occuparsi dell'assessorato perché entra in campagna elettorale. Deve dedicare tutte le proprie forze, il proprio entusiasmo, il proprio impegno, a una campagna che si presenta non scontata. Ha fatto una scelta giusta Podestà a garantire la libertà a un assessore che altrimenti avrebbe avuto vincoli istituzionali.

Lei butta acqua sul fuoco...
E' la verità. Certo, se Podestà ne avesse parlato con il partito sarebbe stato meglio. Ma si sa che gli assessori li nomina e li revoca il presidente della Provincia. E' una scelta che rispettiamo.

Se Podestà dovesse lasciare il partito, il Pdl ne avrebbe un vulnus, un danno?
Non ci sono ragioni sufficienti per lasciare un partito come il Popolo della Libertà. Non c'è nessun cerchio magico. C'è solo molto impegno e determinazione per fare scelte nel rispetto dei ruoli e delle regole dell'associazione politica alla quale apparteniamo. Guido Podestà è sempre stato invitato ai tavoli, il più delle volte non si è presentato. Credo che dipenda dai grandi impegni che ha avuto come presidente della Provincia. Dopodiché, se avesse fatto qualche scelta e l'avesse comunicata al partito, sarebbe stato meglio. Comunque, se vuole candidarsi, lui è liberissimo di farlo. Io sarei anche lieto della sua candidatura: una corsa alle regionali sarebbe anche un modo per misurarci, nel senso della sana competizione elettorale.

Stanno per essere varate le liste per le regionali. C'è un dubbio sul nome di Alessandro Colucci. Correrà?
Io credo che Alessandro sia un buon candidato e non ci siano ragioni per poterlo escludere. Anche perché i criteri di esclusione sono stati fissati e parlano di massimo due legislature. Lui non le ha raggiunte, quindi sarà sicuramente candidato.

Si parla di lei come il vice di Maroni. Lei corre per il Senato e per un posto da consigliere regionale. Dove vuole arrivare?
Io ho sempre detto di essere un soldato a disposizione degli obiettivi e dei progetti del Popolo della Libertà. Credo che tutti si debbano porre in questa prospettiva. Spero di essere funzionale a un progetto che sarà indicato dal presidente Berlusconi. Ci metteremo all'opera appena sarà definita la mia posizione, se al Senato, se in consiglio regionale o se come vicepresidente di Maroni.

Lei non teme un effetto Pisapia in Lombardia? Anche allora la Moratti era data per vincente e c'era un candidato che si professava lontano dai partiti...
Dire che Ambrosoli è lontano dai partiti mi sembra un po' un'espressione grottesca. E' sostenuto da tutto l'armamentario della sinistra con le sue ideologie e i suoi propositi. La Lombardia non si può consegnare a un progetto di quel tipo.

Pisapia sarà un valore aggiunto per Ambrosoli?
Pisapia l'abbiamo conosciuto in questi anni di governo di Milano. Alla sua base c'è la tassazione delle famiglie e l'uso smodato della leva fiscale. Rallenta lo sviluppo della città. Non credo che i lombardi, essendo gente pratica, vorranno proseguire su quella strada.

Il suo slogan è "una politica sana per una terra sana"...
E oggi aggiungo: "Con gente sana".

C'era qualcuno che non era sano?
Gli eventi sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei che si evitassero certe figure che nel passato, anche nel Pdl e nella Lega, abbiamo dovuto vedere. Credo che le liste del rinnovamento debbano andare in questa direzione. Gente nuova e facce nuove per una nuova politica lombarda.

Chiudo con una domanda al candidato Mantovani, più che al senatore o al coordinatore regionale. Quali sono i due temi sui quali punta per convincere i cittadini?
Lavoro per i giovani: è l'aspetto fondamentale sul quale ci sarà un grande impegno. Riduzione dei costi della politica e delle tasse, a beneficio delle famiglie.

@FabioAMassa

Tags:
mantovani podestà pdl






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