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Milano
Mobilità e città metropolitana: ecco il futuro dei trasporti pubblici

L’assessore  alla Mobilità, Pierfrancesco  Maran, ha  illustrato  alla  Giunta il Piano della mobilità sostenibile  (Pums).  Il  documento  è  frutto di un confronto aperto con la città e con gli enti coinvolti avviato nel 2013 ed è stato redatto sotto la supervisione di un  Comitato scientifico. Il piano è destinato a ridisegnare la mobilità di Milano nei prossimi 10 anni e ridefinisce i confini della Città  metropolitana,  andando  a servire e collegare ampie zone extraurbane. “Abbiamo di fronte una grande sfida, riuscire a garantire dei servizi ancora  più  efficienti  e sostenibili a un maggior numero di persone - ha dichiarato Maran - Oggi Milano è già un punto di riferimento a livello internazionale  per  le politiche di mobilità, ma la nascita della Città metropolitana ha ridefinito i confini comunali, rendendo indispensabile una rimodulazione dei servizi in base alle reali esigenze di chi ogni vive e transita a Milano. Il Piano va proprio in questa direzione, aumentando i servizi nelle periferie e verso la Città metropolitana. Il Piano non è una scatola chiusa, ma può essere ancora arricchito grazie al contributo che le associazioni di categoria, comitati, cittadini e consiglieri comunali vorranno apportare nei prossimi 60 giorni”.

Il piano prevede il potenziamento della rete con il prolungamento di alcune le linee metropolitane oltre i confini comunali, in particolare: la M2 da Cologno Nord a Brugherio e da Assago a Rozzano, la M3 da San Donato a San Donato est, la M5 da San Siro a Settimo e la M4 da San Cristoforo a Corsico-Buccinasco. A questo si aggiunge la progettazione d i una sesta linea, lungo la connessione radiale Nord-Ovest, Sud-Est, con servizio sugli assi Certosa/Sempione e Tibaldi/Quaranta. Il documento prevede inoltre la modernizzazione  della  M2,  con  il  rinnovo del materiale rotabile, l’impermeabilizzazione delle gallerie e il restyling delle stazioni. Sul reperimento delle risorse, che per questi investimenti sono sempre stati in larga parte statali, il piano non ha titolo per entrare nel merito.Tuttavia  per la prima volta negli strumenti di piano vi è un allegato dettagliato che analizza l’utilità marginale di ogni singolo investimento e che potrà aiutare Comune di Milano, Città Metropolitana, Regione e Governo a definire costi benefici di ogni investimento per orientare le scelte e l’allocazione delle risorse disponibili nei prossimi anni. Alcune delle attuali linee tranviarie vedranno inoltre allungare il loro percorso  e  si trasformeranno nelle cosiddette Linee T, linee di forza più veloci e complementari alla rete delle metropolitane. Il  Piano  considera poi di istituire sistemi rapidi su gomma per collegare la  città ad alcune importanti direttrici adoggi non ancora servite: Arese- Lainate, Vimercate, Segrate-Pioltello, Paullo, Binasco e del Cusago.

Il Piano individua come azione prioritaria la realizzazione di una Low Emission Zone posta in prossimità del confine comunale ma all’interno della cerchia delle tangenziali. Uno strumento che prevede l’installazione di varchi elettronici in grado di controll are in maniera automatica il rispetto delle regole adottate dalla Regione  Lombardia  sulla  circolazione veicolare, in funzione delle classi emissive Euro, consentendone un effettivo controllo sul territorio comunale di  Milano,  nonché  il  controllo di camion e veicoli di ampie dimensioni, seguendo il modello londinese.

Il Piano promuove l’ulteriore diffusione dei mezzi in condivisione. Già oggi Milano è, con Parigi e Berlino, un punto di riferimento europeo per questi servizi, che verranno estesi al punto che con ogni probabilità nei prossimi anni ogni cittadino sarà registrato ad almeno un servizio di sharing. E’ un’evoluzione  già  in  corso, grazie all’avvio del car sharing nel 2013, e che nei prossimi mesi vedrà l’aggiunta dello scooter sharing e delle bici a pedalata  assistita, con l’estensione di Bikemi fuori dalla cerchia della 90/91. Un  altro  aspetto  fondamentale del Piano è la valorizzazione dello spazio urbano, attraverso interventi di moderazione della velocità veicolare (zone 30 e isole ambientali) che renderanno la città più sicura e sostenibile. "Tra le grandi città italiane, Milano è quella che registra il più basso indice di mortalità sulle strade. La nostra priorità è rendere le strade di Milano sempre più sicure attraverso provvedimenti mirati a ridurre la velocità stradale" , sottolinea l'assessore Maran. Parallelamente il Pums incentiva  la  mobilità dolce, rafforzando o la rete ciclabile e prevedendo una rete di itinerari pedonali.

Il  Piano cerca di rendere anche più efficienti le imprese milanesi e lombarde attraverso una gestione più smart della logistica merci, che sviluppi alcuni progetti sperimentali già in corso, integrandoli con la low emission zone e consentendo una migliore gestione dei sistemi di carico e scarico. Il Piano renderà Milano una città accessibile a tutti. In questo contesto si inserisce l’elaborazione del Piano di Eliminazione  delle Barriere Architettoniche (Peba), che prevede l’offerta di applicazioni tecnologiche in grado di fornire informazioni sulle condizioni di accessibilità dei percorsi stradali, oltre ad interventi puntuali per le aree di interscambio del trasporto pubblico. La piena attuazione del Pums avrà come effetti positivi la riduzione del 25% del  traffico nelle zone a velocità moderata, l’aumento della velocità del trasporto  pubblico del 17%, il decremento della congestione da traffico dell’11% e la riduzione delle emissioni di gas climateranti del 27%.  Inoltre  il  PUMS  porterà  un  aumento  della  popolazione con buona accessibilità al trasporto pubblico del 142%. Il valore dei benefici complessivi per la collettività, secondo il documento presentato, risulta essere oltre il  doppio del valore dei costi per la collettività, comprensivi degli investimenti.

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