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Milano
Martina: "Expo non è a rischio. Le inchieste? Eredità politica non nostra"

di Fabio Massa

Maurizio Martina, ministro dell'Agricoltura, in un'intervista ad Affari nell'ambito di una iniziativa pubblica organizzata da Primavera Democratica alla Casa della Cultura di Milano, fa da "paciere" tra Madia e Giannini, le ministre divise dalla polemica sul pensionamento degli statali: "Noi dobbiamo affrontare gli effetti della Legge Fornero, dobbiamo cambiarla. Io dico che non si può ridurre tutto al pubblico, ma dobbiamo operare sui due fronti, quello privato e quello pubblico". Poi, sulle dichiarazioni di Grasso: "Il tema non è l'abolizione ma la riconfigurazione". Infine, parla di Expo: "Non è a rischio, e dovremmo smettercela di chiedercelo. Il patto di stabilità? Questione complessa, va imbastita a livello europeo". L'INTERVISTA DI AFFARI

Ministro Martina, Grasso dice: "Non abolite il Senato". Renzi ha legato all'abolizione del Senato la sua sopravvivenza politica. Adesso che cosa si fa?
Io credo che il tema di fondo sia ampiamente condiviso. Il tema di tutta questa discussione che oggi si rende ulteriormente evidente è il superamento del bicameralismo per come l'abbiamo conosciuto fin qui. Da anni parliamo di questo superamento. 
Se ce la facciamo questa volta, anche e soprattutto per un presidente del consiglio e di una maggioranza che vuole fare fino in fondo la sua parte, diamo una risposta a un'esigenza. Basta vedere quanto è sfasato il tempo delle istituzioni e della società reale. Poi discuteremo sul come lo si supera. Il tema non è l'abolizione ma riconfigurazione. Io condivido l'idea di un Senato delle Autonomie, come luogo di equilibrio e rapporto tra le specificità territoriali italiane e il governo nazionale. Dobbiamo discutere su come arriviamo lì. Discuteremo di modalità, ma stiamo sul punto fondamentale: abbiamo davanti un'agenda che ci può consentire di fare una cosa che da anni l'Italia aspetta. Dentro questo passaggio il Pd gioca la sua credibilità. 

Un altro tema agita il governo: la polemica tra le due ministre Madia e Giannini. Chi ha ragione?
E' una questione seria, che non si può riassumere in chi ha torto e chi ha ragione. Io dico che bisogna affrontare il tema della legge Fornero, e di come cambiare gli effetti di una legge che ha prodotto diversi guasti. Il tema di come questo cambiamento diventa un fatto, ed è quello di cui bisogna parlare. Ma vorrei dire una cosa chiara.

Prego.
Se si apre questa discussione la apriamo tanto per il pubblico quanto per il privato. Sarebbe poco comprensibile che si facessero delle cose solo su uno dei due fronti. Poi è ovvio che la Madia fa il suo mestiere e si rivolge soprattutto all'ambito della Pubblica Amministrazione. Un governo deve però recuperare la dimensione complessiva di questo lavoro e siccome abbiamo migliaia di persone anche nel privato che aspettano qualche segnale, noi dobbiamo collegare queste due cose. Altrimenti rischiamo una sfasatura incomprensibile.

Passiamo ad Expo. Dopo le inchieste in Lombardia le Esposizioni sono a rischio?
No, e forse dovremmo smetterla di ripetercelo. Expo sarà una grande occasione per la Lombardia. Noi Pd, a tutti i livelli, dal Comune al Governo, abbiamo preso questa sfida molto seriamente. Ci ricordiamo i passaggi complicatissimi degli anni scorsi, in particolare tra la Moratti e Formigoni, i commissari che andavano e venivano in base a qualche riunione di partito. Un atteggiamento contrario del governo Berlusconi. Noi abbiamo ereditato tutta quella storia. Le ultime vicende legate a Infrastrutture Lombarde, sono figlie di quella stagione politica e di quell'assetto. Questo non vuol dire che non ci siano responsabilità dell'attuale vertice di Regione Lombardia. Non compete a me dire come l'attuale presidente della Regione avrebbe potuto segnare una forte discontinuità anche sul fronte delle partecipate della Lombardia, ma segnalo un punto: noi in questi mesi, e qui c'è un merito del governo Letta, abbiamo rimesso Expo nell'agenda nazionale. Questo è un fatto. Poi uno può dire "è tanto, o è poco". I miei amici del Comune di Milano fanno la loro parte, e tutti i giorni chiedono qualcosa al Governo, anche legittimamente, ma io dico a tutti che noi abbiamo fatto tanto. Io penso che Expo sarà un'occasione. E' uno strumento che questo territorio ha per uscire dall'appiattimento di prospettiva che questa crisi ha scaricato sui territori. 
Certo che se continuiamo tutti a non dare segnali di convinzione su Expo, perché dovremmo attirare investitori? Noi dobbiamo rimontare la china di un lavoro complicato, che abbiamo ereditato. Io ho contestato il presidente Maroni, quando esattamente come Formigoni, ha stilato una lista dei desideri di infrastrutture da due miliardi di euro. Non ci arriveremo mai a completare opere per 2 miliardi entro il 2015, diciamocelo subito. Evitiamo il libro dei sogni, concentriamoci sulle cose fondamentali. Noi stiamo lavorando tanto sui fatti.

A proposito di fatti che gli amministratori attendono. Arriverà la deroga al patto di stabilità? E se sì, quando?
Sulla deroga al Patto si sono fatte legittimamente delle discussioni che però non tenevano conto di un tema più strutturale, che gli amministratori conoscono bene. Distinguere nella vicenda dell'uscita dal patto alcune voci da altre non è così semplice. Vogliamo fare un'operazione di sistema? Possiamo ragionarci. Ma quell'operazione va imbastita a livello europeo, cosa che Renzi ha cominciato a fare. Quando è andato al consiglio europeo di settimana scorsa ha iniziato a affrontare il problema dal lato giusto. Detto questo, se noi ce la facciamo ad alleggerire il patto di stabilità su alcuni investimenti, e cerchiamo di recuperare risorse, io sono l'uomo più felice del mondo. Vorrei aggiungere una cosa...

Prego.
E' come quando si parla del pagamento dei debiti della PA. Tutti dicono di pagare e poi sapete che cosa scopriamo? Che la stragrande maggioranza dei debiti, soprattutto in alcune aree del Paese, non è certificata. Non ci sono le pezze giustificative. E' un'operazione enorme, quella di ricostruire questi debiti. Spero che vada in porto il tentativo che giustamente il Governo ha messo su con Cassa depositi e prestiti, perché è l'unico modo che abbiamo. Ma non è semplice. 

@FabioAMassa

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