Milano/ Paolo Massari (Pdl) ad Affaritaliani.it: “L’Ecopass? Lo tolgo solo se ci sono alternative”

Lunedì, 16 novembre 2009 - 15:07:00


paolo massari

Paolo Massari (Pdl)

"Un fulmine a ciel sereno". Paolo Massari non se l'aspettava proprio e fa fatica a trattenere la gioia dopo la decisione del sindaco Moratti che l'ha promosso assessore all'Ambiente al posto di Croci.

Non solo politica nella sua vita. Tra le sue skills anche il fascino del latin lover (dicono le voci più maliziose). Prima di sposarsi con Olivia, da cui ha avuto la piccola Beatrice, e fin dagli anni della laurea in economia alla Bocconi di Milano (dove ora insegna) pare fosse molto apprezzato dal gentil sesso. Un Casanova del Palazzo: sportivo (sempre in giro in scooter con giubbotto da moto) e charmant. Il suo interesse per la politica si manifesta già durante il suo esordio come giornalista a Panorama, poi al Sole 24 ore fino  all’approdo a Mediaset in trasmissioni come Parlamento in e Secondo voi.

E ora il quarantenne berlusconiano doc sceglie Affaritaliani.it per rilasciare la sua prima intervista da assessore e per esporre i punti cardine del suo programma: "Pulire l'aria, l'acqua e la terra di Milano". L'Ecopass? "Ha dato i suoi frutti: lo tolgo solo se ci sono alternative". E su i parcheggi annuncia: "Vorrei lanciare un progetto pilota di zone a traffico limitato in periferia"

Come ha appreso la notizia della sua nomina?
"Ero a Lisbona con le mamme antismog e con Maurizio Baruffi per parlare di inquinamento atmosferico e mi è arrivata la telefonata della Moratti che mi ha comunicato la notizia".

Dunque un fulmine a ciel sereno...
"E' proprio la stessa espressione che ho usato io".

Cosa farà una volta insediato in giunta?
"Penso che il compito dell'assessore all'Ambiente sia quello di pulire Milano: aria, acqua e terra".

Ha già in mente delle misure specifiche per fare questo?
"E' ancora presto per parlarne: appena arriverò in giunta vedrò. Io non sono un tecnico, ma un politico e da cittadino milanese ho una certezza: l'aria di Milano puzza e la città è sporca. Da politico, usando i tecnici, dovrò cercare di pulirla insieme agli altri membri della giunta visto che ci sono competenze divise tra più persone"

L'Ecopass che fine farà?
"E' un impegno del sindaco e della giunta: finché questo impegno non cambia sono sulla linea dell'Ecopass. Questo lo dico facendo una semplice considerazione...".

Quale?
"Tutti i milanesi dicono che l'aria a Milano è sporca: se non volete l'Ecopass dovete dirmi che cosa volete. Perché non si può dire che l'Ecopass non va bene, se non mi date un'alternativa per togliere l'inquinamento da Milano"

Però l'Ecopass dal punto di vista della diminuzione delle polveri sottili ha prodotto poco...
"Ha prodotto poco anche perché è stato fatto di tutto per impedire che venisse applicato nella sua pienezza: In ogni caso, prima dell'introduzione del provvedimento, il 60% delle auto che entravano in centro erano inquinanti il 40% no. Con l'Ecopass la percentuale si è ribaltata".

Rimarrà tutto così dunque?
"Cambierà qualcosa, ma l'Ecopass ha dato i suoi frutti: lo tolgo solo se ci sono alternative".

Ma allora perché è stato sostituito Croci che dell'Ecopass ha fatto la sua bandiera?
"Questo deve chiederlo alla Moratti. Il fatto che venga sostituito da un politico e non da un tecnico è un segnale di discontinuità"

Dunque è stato un modo per accontentare i consiglierei comunali?
"Parlerei di un'attenzione alla politica che sulla tecnica ha una priorità. La tecnica, se non viene mediata dalla politica, è più difficile da far accettare alle persone. Fare politica vuol dire avere un confronto. Il tecnico prende decisioni che gli altri devono applicare senza discussioni"

Le saranno affidate anche le deleghe alla Mobilità?
"E' prematuro parlarne. L'assessore all'Ambiente deve avere un unico obiettivo: tenere Milano pulita: se questo lo può fare perché ha tutte le deleghe bene, altrimenti lo farà in sintonia con la giunta"

Dal punto di vista dei parcheggi cosa ha in mente di fare?
"Vorrei lanciare un progetto pilota di zone a traffico limitato in periferia: ci sono angoli bellissimi della periferia che i cittadini vorrebbero pedonalizzati per poterli vivere meglio".

Daniele Riosa

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