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Milano

Sono stati sequestrati anche quattro rolex di cui uno dal valore di 22mila euro e 16mila euro durante l'indagine che ha portato all'arresto di 7 persone fra cui anche funzionari pubblici e un tecnico dei comuni di Desio e Solaro, in provincia di Milano. Gli orologi erano a casa di Roberto Santambrogio, dipendente dell'ufficio contratti e appalti del Comune di Desio. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri di Desio, Santambrogio avrebbe pilotato almeno tre appalti, fornendo indicazioni alle imprese i cui responsabili sono anche loro stati arrestati.

In manette, oltre a Santambrogio, e' finito un suo collaboratore, Maurizio Manzotti, 59 anni, geometra. Fra gli imprenditori arrestati c'e' Stefano Parravicini, 36 anni, titolare della Valera Scavi srl una delle aziende che ha ottenuto appalti dal Comune. Il nome di Parravicini era gia' emerso nel 2010 nell'ichiesta Infinito che aveva smantellato una costola della 'Ndrangheta in Lombardia. Accanto a lui Rosario Britti, 46 anni, nipote di Domenico Pio, condannato a 16 anni, sempre in seguito all'inchiesta infinito; Alfredo Crotti, 80 anni, imprenditore, posto agli arresti domiciliari; Pietro Corati, 40 anni, collaboratore di Parravicini; Giovanni De Michele, 39 anni, ingegnere impiegato al Comune di Solaro. Le gare finite sotto la lente degli investigatori sono 4. Le prime tre a Desio riguardano forniture per un servizio di ripulitura neve dalle strade per un totale di 86mila euro; lavori di manutenzione di segnaletica stradale per un totale di 350mila euro; manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e marciapiedi per un totale di 100mila euro e manutenzione stradale e sgombero neve per il comune di Solaro per un totale di 350mila euro.

Secondo gli investigatori i funzionari arrestati avevano "frequentazioni continue con gli imprenditori" ai quali consigliavano come fare i bandi per poi poterli vincere. Dalle indagini e' emerso che in un'occasione un appalto e' stato vinto da una 'impresa amica', senza che quest'ultima ne avesse i requisiti. "Gli arrestati si muovevano con estrema disinvoltura - ha dichiarato Cataldo Pantaleo, comandante della Compagnia dei carabinieri di Desio - mentre i dipendenti collusi anziche' curare gli interessi pubblici favorivano gli imprenditori". I funzionari pubblici tentavano cosi' di impedire che il numero delle offerte per ogni appalto superasse il numero di 9, perche' altrimenti la scelta avveniva attraverso un calcolo piu' sofisticato e piu' difficile da prevedere, anziche' guardando l'offerta piu' vantaggiosa.

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