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Milano

di Fabio Massa

Salvate il soldato Abelli. Il Pdl farà una battaglia senza quartiere per il Faraone di Pavia. Oggi è il tempo delle nomine per la Regione Lombardia, come anticipato da Affaritaliani.it. I rumors da Palazzo della Regione vedono i cambi dell'ultimo minuto. Prima di tutto pare tramontata definitivamente l'ipotesi di Roberto Castelli a Infrastrutture Lombarde. Il suo nome non sarebbe nella lista neppure dei papabili. Entra invece, in quota Carroccio, con decisione, l'ingegnere di Serravalle Paolo Besozzi. Un nome sul quale Maroni vorrebbe puntare in modo netto. Lo "swap" di posizioni tra l'altro, si è perfezionato ieri in una serie di incontri. In un primo tempo Infrastrutture Lombarde e Lombardia Informatica sarebbero spettate al Pdl. Poi, come riferito da Affari, il Carroccio ha ottenuto Infrastrutture in cambio di Arpa. Infine, anche Lombardia Informatica dovrebbe andare alla Lega in cambio dell'Ersaf, l'ente per l'agricoltura e le foreste.

I giochi si stanno facendo in queste ore, ma pare che per Lombardia Informatica, nella lista di nomi che i dominus della partita hanno sul tavolo, si faccia il nome di Dario Comini, lecchese classe 1962, ingegnere, molto sponsorizzato da Garavaglia. Più complessa la partita per le nomine pidielline. Bruno Simini è sempre spinto da Daniela Santanché e potrebbe andare all'Arpa. Se la gioca con Loris Zaffra, ex presidente di Aler Milano. Ma la vera battaglia è su Giancarlo Abelli. L'ex assessore di Formigoni dovrebbe andare all'Ersaf, ma Maroni non lo vuole. Mantovani ha convocato i consiglieri per capire se andare avanti con questa battaglia. In giornata si saprà chi ha vinto la partita.

Altro discorso è quello del Corecom, l'ente che eroga i fondi per i media e le televisioni. Ormai alla presidenza pare avviato senza se e senza ma Gianluca Savoini, in quota Lega Nord, sostenuto da Roberto Maroni. C'è invece caos sul nome di Giulio Boscagli, che dovrebbe entrare nel cda insieme a Federica Zanella. Su quest'ultima il Pdl non ha obiezioni, mentre su Boscagli i laici insistono sull'incompatibilità dovuta al decreto anticorruzione di Monti.

@FabioAMassa

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nomine regione







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