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Milano

di Matteo Mauri,
parlamentare Pd

1) Continuare a cercare un'intesa alla luce del sole su alcuni punti con il M5S. La strada che sta perseguendo Bersani in questi giorni è strettissima ma giusta. Bisogna mettere Grillo di fronte alle proprie responsabili...tà, quelle da cui cerca di sfuggire con il suo iper-tatticismo, quelle a cui lo chiamano i suoi oltre 8 milioni di elettori. Persone che non vogliono il “tanto peggio, tanto meglio” ma che gli chiedono di risolvere i problemi che vivono ogni giorno.

2) Se Grillo non ci sta e gioca allo sfascio ostacolando ogni tentativo di fiducia a qualsiasi tipo di Governo si vada al voto appena è tecnicamente possibile, meglio se con una legge elettorale nuova. Proviamole tutte ma con una certezza: NIENTE INCIUCI con il PDL e NIENTE GOVERNI DI LARGHE INTESE.

3) Dal voto a Grillo dobbiamo imparare che non abbiamo dato sufficienti segnali di CAMBIAMENTO. Da dopo le Primarie sono tornate troppe facce già straviste a rappresentare il PD in TV e non solo e a prenotare posti da Ministro o simili. Doveva essere il punto di svolta invece è stata un inversione a U! I giovani che sanno cosa dire e fare li abbiamo. Mettiamoli in prima linea, anzi METTIAMOCI in prima linea.

Attenzione: Grillo prende voti allo stesso modo da destra e da sinistra (e dall’astensionismo). Era inevitabile che ne prendesse molti, ma la novità è che ne prende così tanti che, per la prima volta dal ’94, si tri-polarizza il sistema politico. Ma non con una rappresentanza autonoma nello spazio di centro, che evidentemente non esiste (e qualcuno anche dentro il PD dovrebbe farsene una ragione), ma fuori dall’asse classico destra-sinistra. La rottura dell’equilibrio esistente l’ha costruita sull’asse conservazione-CAMBIAMENTO.

4) Dal crollo dei voti a Berlusconi e Lega dobbiamo capire il perché ancora una volta nessuno (ma dico nessuno) dei loro tantissimi ex elettori abbia votato per noi. Nel bipolarismo dovrebbe essere la normalità.
Una parte della risposta è che siamo stati percepiti come ancora troppo dentro i nostri recinti tradizionali, come poco attrattivi fuori. E questo è un problema visto che l’Italia è storicamente più di centrodestra che di centrosinistra, e ancora più grosso se non basta provare a tenere i propri voti visto quanti ce ne sono scappati da Grillo. Vent'anni di viscerale ANTIBERLUSCONISMO non ci hanno aiutato di certo in questo. Lo slogan "Una scelta di campo" non a caso l'ha inventato lui, non noi.
La risposta perciò NON è "che dovevamo spostare ancora più a Sinistra l'asse del PD”! Il problema non è riposizionarci più a destra o a sinistra. Il punto è dare un'identità al centrosinistra che si liberi dall'antiberlusconismo e che faccia i conti fino in fondo con la domanda di cambiamento sostanziale che proviene soprattutto, ma non solo, dalle nuove generazioni e dai più colpiti dalle politiche del Governo Monti.

PROPOSTA:
Se si fa o meno un Governo con noi e con il M5S, a maggior ragione in questa fase delicatissima per il Paese, non è un problema privato tra Grillo e noi. E’ una questione che tocca il futuro di TUTTI gli italiani, compresi quelli che non li hanno votati. Questa è una cosa perciò da affrontare in modo iper-trasparente e trovando il modo di coinvolgere nella scelta milioni di persone. Un cosa da non risolvere nelle segrete stanze dei Palazzi a Roma o nelle ville sulla spiaggia di Marina di Bibbona, ma con il popolo delle Primarie insieme a quello dei Meetup e a tutti quelli che lo vogliano. Si faccia allora SUBITO una GRANDE CONSULTAZIONE POPOLARE sul web e nelle piazze in cui CHIEDIAMO AI CITTADINI COSA NE PENSANO. Chiediamogli un SI’ o un NO sulla base di un comune programma radicale, limitato e chiaro. Organizziamola tutti insieme con chi ci sta e impegniamoci a rispettarne l’esito. Poi facciamo insieme quelle cose, dopo al voto.

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grillo voto







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