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Milano
Suicida in carcere, l' "esultanza" delle guardie su facebook: "Uno in meno, giustizia è fatta"

"Speriamo abbia sofferto", "Uno in meno, che sicuramente non avrebbe scontata la pena per intero, ci sarebbe costato parecchi denari e che all’uscita avrebbe creato di nuovo problemi". "3 mq a disposizione per qualcun’altro". "Consiglio di mettere a disposizione più corde e sapone", "Giustizia fu’ fatta. Ora ci sarà la giustizia Divina a fare il resto». Questo il tenore dei commenti che si sono riversati su facebook al link, comparso sulla pagina dell'Alsippe, alleanza sindacale polizia penitenziaria, e su quella del Giornale della Polizia penitenziaria, che dava notizia del suicidio di Ioan Gabriele Barbuta, romeno detenuto nel carcere di Opera. A manifestare online la loro soddisfazione per la morte del 39enne, profili di persone che paiono con ogni probabilità essere a loro volta guardie carcerarie.

Ed esplode naturalmente la polemica. Luigi Pagano, vicecapo vicario del Dap, dipartimento amministrazione penitenziaria di Roma, ha detto: "Stiamo facendo accertamenti per capire, intanto, che sindacato è questo e se effettivamente i commenti sono stati scritti da agenti della polizia penitenziaria, risaliremo all’identità e nel caso prenderemo gli opportuni provvedimenti". Sulla stessa linea Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria: "Chi ha dato dimostrazione della sua stupidità ed insensibilità se ne assumerà le responsabilità. Quel che è certo è che non rappresentano affatto le donne e gli uomini del Corpo Polizia Penitenziaria che ogni giorno lavorano nelle carceri con professionalità, abnegazione ma soprattutto umanità".

Della vicenda se ne sta occupando anche la politica. Così Alessandro Giungi e Gabriele Ghezzi, consiglieri Pd del Comune di Milano: "Sconvolge che sulla pagina Facebook di uno dei sindacati della Polizia penitenziaria, siano comparse frasi ignobili nei confronti di Ioan Gabriel Barbuta, pochi giorni fa detenuto suicidatosi nel carcere di Opera. Chiediamo che vengano adottati i più severi provvedimenti amministrativi e disciplinari del caso, in quanto non è tollerabile il dileggio verso chi ha compiuto la scelta estrema di togliersi la vita, tra l’altro in una situazione di restrizione della libertà; in particolare se tale dileggio proviene da chi è tenuto a garantire la sicurezza delle persone recluse. Tutto ciò, confermando il rispetto e la considerazione verso i tantissimi agenti di Polizia penitenziaria che svolgono, quotidianamente, il loro lavoro con passione e abnegazione, sopportando, anch’essi, i disagi di strutture carcerarie obsolete, sovraffollate e con un organico di Polizia penitenziaria non sufficiente". "I barbari insulti apparsi su Facebook ad opera di membri del sindacato di polizia penitenziaria Alsippe sono un intollerabile dileggio commesso da chi avrebbe il compito di garantire la sicurezza delle persone recluse. Presenteremo un'interrogazione al Ministro Orlando perché sia fatta necessaria e urgente chiarezza", afferma il parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà Daniele Farina. "Si tratta dell'ennesimo episodio che conferma la necessità di una commissione di indagine parlamentare sulle morti in carcere, richiesta avanzata da Sel e di cui chiediamo l'immediata deliberazione", conclude Farina.

"I fatti accaduti nel carcere milanese di Opera e poi su facebook sono gravissimi e per questo venerdì andrò nel penitenziario a verificare la situazione. Chiediamo inoltre al ministro Orlando di individuare e punire le responsabilità". Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia, eletto a Milano. "Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha già avviato un'inchiesta interna ma è evidente - prosegue Mirabelli - che il tenore dei commenti, scritti peraltro anche da rappresentanti sindacali degli agenti, denota un clima degradato e inaccettabile sul quale è necessario intervenire al più presto".

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