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Milano

 

 

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Una complessa nebulosa di societa' di servizi, al centro della quale c'erano Cinzia Mangano, figlia del boss Vincenzo Mangano, l'ex "stalliere di Arcore", assunto con funzioni di amministratore nella villa di Berlusconi, Enrico Di Grusa, marito dell'altra figlia di Mangano, e Giuseppe Porto, imprenditore da tempo sotto osservazione per i suoi legami con 'Cosa Nostra': ecco il bersaglio dell'Operazione "Esperanza", condotta nelle prime ore dell'alba dalla Squadra Mobile di Milano, coordinata dalla DDA, che ha portato all'arresto di 8 persone. Per tutti l'accusa e' di associazione a delinquere di stampo mafioso, emissione di false fatturazioni e sfruttamento di manodopera clandestina. Decine le perquisizioni fatte nei comuni di Peschiera Borromeo, Bresso, Lodi, Cremona, Corsico, Tibiano, Monza, San Donato Milanese, Brugheruo, Varese e Trezzano. Il sistema era radicato in tutto il territorio lombardo almeno dal 2007 e si avvaleva di commercialisti, funzionari di banca e imprenditori compiacenti. Le cooperative, che fornivano servizi di autotrasporti e facchinaggio, accumulavano fondi neri grazie all'emissione di fatture false e allo sfruttamento di manodopera clandestina, impiegata in condizioni "animalesche".

Una "mafia imprenditoriale", come viene definita dagli investigatori, emanazione diretta del mandamento di Pagliarello di Cosa Nostra, che impiegava i fondi neri accumulati con questo sistema per prestare sostegno logistico ed economico a latitanti e famiglie di mafiosi in carcere. La gang, come dimostra l'ordinanza, non aveva bisogno di esercitare la violenza: "Lei sa perfettamente chi siamo" dice Cinzia Mangano in una conversazione telefonica con un imprenditore vittima di estorsione. Secondo gli inquirenti sarebbe la leader del gruppo e avrebbe "sostenuto le famiglie dei condannati per mafia e detenuti nel carcere di Opera", favorito la latitanza "di personaggi come Giovanni Nicchi". I beni sequestrati ammontano a 3 milioni e il giro di fatturazioni false individuate finora ammonta a 650 mila euro. Gli altri arrestati sono Orlando Basile, Antonio Fabiano, Walter Tola e Vincenzo Tumminello. Nella corposa ordinanza di custodia cautelare c'e' anche il capitolo intitolato "rapporti con esponenti politici". "Pur non essendovi tra gli scopi contestati all'associazione il cosiddetto 'voto di scambio' - scrive il gip Stefania Donadeo - sono emersi rapporti tra Porto e diversi soggetti che, in vista delle elezioni, a lui si rivolgono per ottenere un aiuto". Secondo quanto emerge Porto, raccolse voti per far eleggere l'ex assessore alla Casa lombardo del Pdl, Domenico Zambetti, arrestato nell'ottobre del 2012, con l'accusa di avere comprato voti dalla 'ndrangheta. E, fu sempre Proto, a "raccogliere consensi per Gianni Lastella (appartenente alla Gdf, segretario regionale del Cobar della Gdf in Lombardia)", che poi si presentera' alle Comunali a Milano, senza essere eletto.

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operazione antimafia mangano






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