A- A+
Milano

Alcuni clienti dopo aver addentato un panino hanno avvertito un forte bruciore alla bocca, si tratta clienti delle panetterie Princi, ed è accaduto in due punti vendita differenti, in via Speronari e in via Ponte Vetero attorno alle 12. La polizia è intervenuta assieme al personale del 118 e sono in corso accertamenti.

Il problema sarebbe stato causato dal fatto che accidentalmente della soda caustica si sarebbe mischiata all'impasto per produrre il pane servito nei negozi. La Asl ha diramato un avviso per tutti coloro che avessero comprato stamani pane nei negozi Princi perché non venga consumato.

"Soda caustica nel pane di tipo Bretzel, 5 intossicati". Così la Asl che su Twitter invita "a non consumare questo tipo di pane acquistato nei punti vendita Princi". Il pane rimasto invenduto è già stato ritirato dal commercio, fa inoltre sapere la Asl.

La preparazione del pane brezel prevede "l'immersione dell'impasto in acqua bollente e bicarbonato prima della cottura". E' quanto spiega la Asl di Milano in merito all'intossicazione di 5 persone che hanno consumato il pane comprato nelle panetterie Princi e che, secondo quanto emerso, è stato 'impastato' con soda caustica in fase di preparazione. Asl ribadisce "già da stamattina i brezel rimasti invenduti sono stati ritirati dal commercio".

Tra i 5 intossicati dalla soda caustica contenuta nei brezel venduti nei negozi Princi di via Speronari e di via Ponte Vetero ci sono due bimbi di 2 e 3 anni. Il più piccolo è greco, era con i padre, entrambi turisti, e appena avvertito il bruciore, si sono recati con la propria auto all'ospedale Policlinico. Nessun danno grave, ustioni lievi nel cavo orale come anche il bambino di 3 anni che con la madre 48enne è stato accompagnato al Fatebenefratelli dal personale del 118. La prima segnalazione era avvenuta attorno alle 12 in via Speronari e poco dopo ne è arrivata un'altra da via Ponte Vetero, dove si sono recati prima la polizia e poi i Nas, inviati dall'Asl che ha diramato un'allerta ai cittadini per non consumare il pane tedesco acquistato da Princi in mattinata. Tra le ipotesi sulle cause dell'incidente ci sarebbe quella di una soluzione non abbastanza diluita di acqua bollente e bicarbonato, soluzione in cui la ricetta del pane prevede una immersione pre-cottura. Un'altra possibilità è quella di presenza di farina contaminata da sostanze tossiche quali la soda caustica.

IL CODACONS

 

Cinque persone sono rimaste intossicate dopo aver mangiato  pane che conteneva soda caustica. Secondo le prime ricostruzioni il panettiere milanese, per errore, avrebbe fatto cadere la soda caustica nell'impasto per produrre il pane.

 

Per il Codacons questo incidente sarebbe stato sicuramente evitato se si fosse accolta la proposta che l'associazione avanza da anni, da quando, a partire dal 2002 si sono verificati gravi casi, anche mortali, di persone avvelenate al bar per aver bevuto soda caustica: 28 luglio 2002 a Cecina muore una donna di 35 anni, il 19 maggio 2002 a Milano servono soda caustica a un bimbo di tre anni, 25 luglio 2001 una ragazza di 23 anni ricoverata a Mantova per ustioni dopo aver bevuto detersivo al posto di acqua minerale, 31 maggio 2001 a La Spezia di nuovo soda caustica al posto di acqua minerale, 27 maggio 2001 succede a Foggia, il 15 marzo 2000 succede a San Miniato (Pisa).

Tra le proposte del Codacons quella di colorare tutti i veleni, dall'acido muriatico alla soda caustica, proposta che il Governo nel 2009 aveva annunciato di aver finalmente accolto, ma che a tutt'oggi è rimasta lettera morta. Se si colorassero queste sostanze tossiche, ad esempio di viola o di nero, difficilmente potrebbero essere confuse con l'acqua o, come nel caso di oggi, la farina. Il panettiere, insomma, si sarebbe subito accorto della contaminazione. Ma il ministero dello Sviluppo economico non ha emanato questo decreto.

Inoltre il Codacons aveva chiesto, e rinnova oggi la richiesta, controlli a tappeto in bar, ristoranti ed esercizi vari. La normativa è chiara. L’art. 9 della L. n. 283 del 30 aprile 1962 stabilisce che “le sostanze, il cui impiego non è consentito nelle lavorazione di alimenti e bevande, non possono essere detenute nei locali stessi di lavorazione o comunque in locali che siano in diretta comunicazione con questi”. Ma secondo un'inchiesta fatta all'epoca dal Codacons la norma, per comodità, è violata. I detergenti, infatti, sono spesso tenuti, per praticità, in prossimità delle lavastoviglie.

Ancora più stringenti sono poi le regole relative ai veri e propri veleni, tossici per l’uomo. I controlli sono demandati ai NAS, al Servizio di Igiene e degli Alimenti e della Nutrizione presso le Aziende Sanitarie Locali e ai vigili dei Comuni che sono tenuti a far rispettare i Regolamenti locali di igiene. Nessuno, però, effettua i necessari controlli.

Per il Codacons chi compera detersivi in quantità industriali all'ingrosso e, quindi, in contenitori grandi, travasa queste pericolose sostanze detergenti e disinfettanti in recipienti più comodi, come le bottiglie d’acqua. Essendo piccole, sono infatti più pratiche per un uso quotidiano, rispetto al recipiente originale che può contenere anche decine di Kg o litri di prodotto. La bottiglia di acqua minerale si presta a questo utilizzo improprio perché, essendo trasparente, consente di verificare se il prodotto sta finendo. Tutte queste abitudini sono spesso all'origine di questi incidenti.

 

Tags:
panetterie princi







A2A
A2A
i blog di affari
Filming Italy Sardegna Festival, conclusa la 4ª edizione con oltre 50 titoli
Alkemia sigla contratto triennale con l’India per materie prime
Covid, lockdown in autunno: la colpa sarà dei non benedetti dal siero
L'OPINIONE di Diego Fusaro


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.