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antonio panzeri 400

di Fabio Massa

Antonio Panzeri, europarlamentare eletto in Lombardia, in un'intervista ad Affaritaliani.it lancia il suo appello affinché il governo "sia protagonista a livello economico, ma anche a livello di politica estera". Poi, al Partito Democratico, pone un interrogativo importante per la sua collocazione ideologica: "Abbiamo deciso che i socialdemocratici sosterranno Schulz come presidente della commissione europea. Il Pd lo sosterrà? Prenderà una posizione?". Infine, sui congressi, dà un impostazione molto precisa: "L'importante è che si tengano tutti entro il 2013. Sia quello nazionale che quelli locali. Non importa da che parte si vuole iniziare, l'importante è avviare un dibattito sulle idee e non sulle persone". Cuperlo? "Lo apprezzo molto ed è un amico. L'importante non è partire dalle persone, ma dai programmi"

Onorevole Antonio Panzeri, dal suo osservatorio di Bruxelles come vede il Governo Letta? Come ci vede l'Europa?
L'Europa ci guarda adesso con una certa fiducia perché il problema che loro si pongono è sempre lo stesso: l'importante è che ci siano governi stabili. Poi è ovvio che dobbiamo metterci alla prova non solo sul fronte italiano ma anche su quello europeo. Mi auguro che Enrico Letta voglia essere protagonista su entrambi i campi. E non solo a livello economico ma anche a livello di politica estera.

Quali sono le urgenze, in Europa?
Ne sottolineo due. Prima di tutto, il 26 giugno, il consiglio europeo si riunisce per richiedere un cambio di passo sul tema dell'occupazione, in particolar modo dell'occupazione giovanile. E' un tema fondamentale: dobbiamo sbloccare fondi per gli investimenti. Ma ripeto: non c'è solo la politica economica. A livello di esteri, ad esempio, qualcosa sulla Siria, prima o poi, dovremo pur dirla. In modo chiaro e netto.

Quanto resisterà questo governo di larghe intese?
Direi che l'obiettivo è di 18 mesi. L'alleanza è obbligata. Siamo obbligati a reggere questa alleanza e a fare le riforme. Vale per il Pd e vale per il Pdl. Dobbiamo fare tre quattro cose fondamentali altrimenti l'opinione pubblica non capirebbe. Non si può affatto vivacchiare.

Il Pd ha vissuto un momento molto buio. Che cosa si deve fare adesso?
Facciamo qualche premessa. Le elezioni non le abbiamo vinte. Dobbiamo riconoscerlo. Non dobbiamo sottovalutare, pur registrando il passo avanti con le amministrative, la natura profondamente diversa delle due consultazioni. Ripeto: è un buon risultato, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Ora dobbiamo proporre davvro un cambiamento per la società italiana, chiedendoci prima di tutto perché la nostra proposta non ha convinto alle elezioni politiche. Dobbiamo fare una grande riflessione.

Nell'ambito del congresso, immagino.
Esatto, nell'ambito del congresso. E' una riflessione di natura congressuale, quella che va fatta. Lo dico in modo netto: non mi interessa che sia fatta un mese prima o un mese dopo. Entro il 2013 però una fase di chiarimento su quel che va fatto è obbligatoria. Dobbiamo coinvolgere gli iscritti, mettere regole chiare, parlare della linea politica.

Cuperlo, Epifani, Renzi, Chiamparino, Civati... Qual è il suo candidato preferito?
Ecco, appunto. Bisogna confrontarsi sulle idee, non sui nomi. Cerchiamo le idee migliori e dibattiamone. Però poi non torniamo cento volte su cose già dette e già scritte. Non possiamo permetterci un Pd quotidianamente contendibile.

Si dice che lei stimi molto Cuperlo.
Lo apprezzo ed è un amico. Ma la discussione non è sui nomi. Per esempio: abbiamo festeggiato i 150 anni della socialdemocrazia in Germania. Il candidato alla commissione europea dei socialdemocratici è Schulz. Il Pd che cosa farà? Io non ho dubbi in proposito, ma magari una posizione va pure presa.

Lei è un milanese. In questo periodo le posizioni sui congressi provinciali e su quello regionale sono due: o prima o dopo il nazionale. Lei che cosa ne pensa?
Penso che non è un problema quando si fanno. Il tema non è se si fanno prima quelli locali e poi quello nazionale, ma che si facciano entro il 2013. Nell'assemblea nazionale abbiamo detto ottobre. Se anche si arrivasse a novembre, non mi scandalizzerei. Ma sarebbe poco serio appoggiare un ordine del giorno e poi rimandare il congresso. Anche perché non ci scordiamo che nel 2014 ci sono le Europee. Non vorremo mica arrivarci impreparati.

@FabioAMassa

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