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Milano
Pasini: "L'uomo del 2014? Sarà Salvini"

 di Fabio Massa

I top e i flop del 2013. L'uomo del 2014. Le grandi sfide della politica lombarda e nazionale. Nicola Pasini, docente di scienza politica all'Università degli Studi di Milano, in un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega: "A livello di enti, il top sono state le università. A livello di associazioni, Assolombarda. E a livello di politici, Roberto Maroni". I flop? "Le amministrazioni locali, e tutti quelli che pensavano di mandare in soffitta il bipolarismo". L'uomo di punta nel 2014? "Dico Matteo Salvini: sarà in competizione con il M5S. Euro e questione dell'integrazione degli immigrati: Salvini ha davanti a se una sfida importante che può far ritrovare alla Lega un'identità". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Professor Pasini, iniziamo dai top. Quali enti sono stati un orgoglio per l'Italia e per Milano?
Non per parlare pro domo mea, ma a fronte di tutte le grosse difficoltà che si sono registrate, soprattutto dal punto di vista economico, le università lombarde hanno dato il meglio di se stesse. Sono in controtendenza rispetto al resto del Paese. Essendo stato il 2013 il 150esimo del Politecnico, vorrei evidenziare come proprio il Politecnico ha dato molto alla comunità milanese e lombarda. E non solo dal punto di vista formativo, ma anche di ricerca: ormai l'università è un attore fondamentale per competere su scala europea.

Passiamo alla politica.
Tra i top metto la vittoria di Maroni alle regionali, benché la Lega Nord abbia subito se non un tracollo quantomeno una grandissima crisi di identità, smarrendo l'indole originaria di essere contro un sistema clientelare. Maroni è riuscito a mantenere una coalizione coesa. Nella prima fase, fino alle elezioni, Maroni ha mostrato di essere sul pezzo. Ora penso che abbia capito che amministrare e governare sono cose diverse dal fare la campagna elettorale. Vedremo come si comporterà nel 2014.

Parliamo di ceto produttivo.
Il presidente di Assolombarda, Rocca, ha una visione molto interessante di quel che significa fare impresa: uscire dai confini locali e territoriali ma mantenendo una certa identità. La presidenza Rocca farà bene perché ha una sensibilità forte per l'educazione e la ricerca. Vuole coniugare il mondo produttivo con il mondo dell'università: è la scelta giusta.

I flop del 2013?
La situazione è più sfumata. Non ci sono flop singoli: qui c'è un sistema che non riesce a pensare lungo.

A livello politico che cosa pensa?
Penso che c'è sempre più la consapevolezza che oggi la politica rispetto al passato è nell'angolo. La politica è più confinata rispetto ai grandi fatti. La politica non detta più l'agenda, da Obama che fallisce la politica sanitaria alle politiche locali dove il sindaco in campagna elettorale promette qualcosa e dopo due mesi si rende conto che non riesce a realizzarle perché la politica basata sulla iper partecipazione, sul consenso molto ampio, non riesce più a decidere. E poi c'è il flop di coloro che pensavano di mettere in soffitta il bipolarismo non facendo i conti con il M5S. E, ultimo flop, è quello di chi ancora pensava che il centro fosse illuogo di rappresentanza della politica italiana. Non è così.

Facciamo le previsioni per il 2014.
Dal punto di vista politico ci sono scadenze importanti come il semestre europeo. L'Italia è un paese molto importante in Europa e bisogna presentarsi con le carte a posto. Poi ci sono le elezioni europee: per la prima volta più che sanzionare o premiare il governo nazionale, serviranno per capire la tenuta dei partiti europeisti e antieuropeisti. Qui sarà molto interessante la dinamica competitiva. Questo metterà in discussione le famiglie tradizionali dei partiti politici come il  PPE e il PSE. Ci potrebbero essere nuovi blocchi localisti. Vedo che Salvini su questo è molto ruspante (non rampante).

Sarà lui l'uomo del 2014?
Sarà in competizione con il M5S. L'euro e la questione dell'integrazione degli immigrati sono i temi del 2014. Salvini da questo punto di vista ha davanti a sè una sfida importante che può far ritrovare alla Lega un'identità. Poi ci sono le implicazioni su scala regionale delle questioni nazionali. Ad esempio sarà importante capire come Matteo Renzi possa intercettare gli umori di una zona molto ampia come la Lombardia. Qui il Pd finora con tutti i leader del passato non è mai riuscito ad essere maggioranza sociale e politica.

Poi c'è la sfida del Nuovo Centrodestra.
Partiamo da un fatto: nessuno ha vinto contro Berlusconi. La stagione politica del Cav è al termine, ma tutte le volte che i numeri due o i numeri tre hanno provato a sfidarlo, come la coalizione di Casini, come Monti, ha finito per perdere. Dico di più: credo che Monti abbia fatto bene nel 2012, ma nel 2013 è stato il più grande flop. Non è riuscito a intercettare neppure i moderati. In questo senso Alfano deve stare attento. Se è vero che Berlusconi volge al termine, è anche vero che così ammaccato o decaduto ha comunque il 20 per cento. E poi non ci dobbiamo scordare che nel 2014 il concetto di leadership sarà ancora importante.

@FabioAMassa

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