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Milano
Pd, Centinaio ad Affari: "La città metropolitana non sia una fotocopia"

di Fabio Massa

Alberto Centinaio è il sindaco di Legnano. Del Partito Democratico è risultato (un po' a sorpresa per alcuni) il primo degli eletti al consiglio della città metropolitana. C'è chi lo ha dipinto come bersaniano, ma ora lui spiega ad Affaritaliani.it: "Mi sento un uomo libero, che ragiona col suo cervello. Le correnti le odio. Voglio una città metropolitana che non sia la fotocopia della Provincia. Altrimenti era meglio lasciare quella". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Sindaco Centinaio, è stupito di essere stato il più eletto?
Guardi, io penso che più che le campagne elettorali alal fine conta il lavoro che uno fa sul territorio. E' da 15 anni che mi occupo di città metropolitana. Pensi che anni fa fondai l'associazione Alto Milanese in Rete, con alcuni amici. E' il senso del mio legame con il territorio, del lavoro attivo, dell'impegno. Da quando sono diventato sindaco, due anni e mezzo fa, ho collaborato molto con le altre amministrazioni e probabilmente il lavoro che ho fatto è stato apprezzato.

La città metropolitana parte con un gap da colmare di distanza rispetto ai cittadini, vista l'elezione di secondo livello.
Io credo che la città metropolitana non debba e non possa essere la fotocopia della Provincia. I cittadini hanno delle priorità, vogliono un governo del territorio che sia fatto con criterio, vuole trasporti che siano efficienti, meno burocrazia possibile, un piano dell'economia e del lavoro che possa ridare sviluppo alle zone come l'alto milanese che si sta impoverendo. Una cosa è certa: se dobbiamo fare la fotocopia della Provincia allora era meglio lasciare la Provincia.

E' d'accordo con le elezioni di primo livello per il sindaco?
Sono d'accordissimo. Io mi batterò per questo.

Di lei è stato scritto che è un bersaniano.
Mi sento un uomo libero, sono un cattolico democratico che si sente a pieno titolo nell'area riformista. Ragiono con il mio cervello. Non ho mai amato le correnti, a meno che non siano correnti dialettiche. Se le correnti sono espressione di potere le detesto.

Ripeto: è bersaniano?
Non ricordo, forse una volta devo aver sottoscritto qualcosa per Bersani. Ma credo siano cose vecchie che sono andati a recuperare perché non mi conoscevano.

Se lei fosse stato in direzione, come avrebbe votato l'altro giorno sull'articolo 18?
Avrei votato per Renzi. Io sono un imprenditore, ho vissuto l'esperienza del lavoro. So quel che vuol dire. Molto spesso non si assume perché si ha la paura di non poter più licenziare. La tutela dei lavoratori ci deve essere, non sono contro il sindacato, però credo che una riforma dell'articolo 18 sia assolutamente necessaria.

Si dice che dopo la direzione sarà difficile far convivere nella segreteria milanese civatiani e renziani...
Ripeto: faccio fatica a identificare le correnti. Ho dei rapporti con le persone e mi fido di loro. Mi interessa che cosa esprimono e che cosa fanno per il territorio.

Allora parliamo di persone: Pietro Bussolati sta facendo bene?
Pietro è una persona valida, ma lo conosco da poco tempo. Per quel che mi riguarda penso che si sia mosso bene. Ma non voglio dare giudizi definitivi.

@FabioAMassa

Tags:
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