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Milano

 

 

assemblea pd 500 (8)

di Fabio Massa

 

Il sisma di Roma si propaga a Milano. Nell'ultima settimana i vertici del Partito Democratico hanno iniziato un vero e proprio tourbillon di incontri e pranzi e cene e riunioni per capire che cosa succederà, stante la crisi del governo Letta, per la città di Milano (con gli allarmi di Pisapia, ormai un mantra quotidiano) e per il partito milanese. La segreteria provinciale è in scadenza e le regole - decise proprio alla vigilia della decisione del Cavaliere - prevedono che vada a rinnovo entro novembre. Tempi brevissimi, insomma. Le incompatibilità dello Statuto del Pd, che non è stato modificato dalla direzione, hanno tagliato fuori - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it - i candidati più accreditati per il posto di Roberto Cornelli, il segretario uscente che non si ricandiderà: Fabio Pizzul, Massimo D'Avolio e Sara Valmaggi, consiglieri regionali, non potranno correre, con le regole attuali. A questo punto, saltata l'idea di un accordo globale, ogni area sta privilegiando i suoi: i renziani stanno facendo un pressing asfissiante su Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio. Il problema, in questo caso, è che l'accordo che sottende all'elezione a segretario regionale di Alessandro Alfieri è più ampio del gruppo dei renziani. E quindi, se il Provinciale e il cittadino saranno dei fedelissimi del sindaco di Firenze, le altre "famiglie" cercheranno di fermare la partita regionale.

Il gruppo di Matteo Mauri sta sostenendo l'opzione di Arianna Cavicchioli. Area Democratica, con Franco Mirabelli, spinge su Arianna Censi o - in alternativa - su Alessandro Lorenzano, giovane sindaco di San Giuliano Milanese. Poi ci sono i civatiani, che candideranno la consigliera provinciale Diana De Marchi. Tra l'altro, piccola curiosità, tra i fondatori di Milano per Civati, il movimento che si presenterà domani in una conferenza stampa, non c'è l'assessore Pierfrancesco Majorino, che tuttavia potrebbe convergere sull'amico Pippo, preferendolo a Matteo Renzi. Nell'area che fa riferimento all'assessore al Welfare, da sempre vicino alla De Marchi, si vocifera anche di una possibile candidatura del consigliere comunale David Gentili.

Tanti nomi e tante aspettative per un Partito che appare quantomeno frammentato. E c'è anche chi inizia a sostenere che sia un fibrillare ampiamente inutile, in vista di primarie per la premiership, se la situazione a Roma dovesse ulteriormente precipitare. A urne in procinto di aprirsi, con una campagna elettorale in corso, avvitarsi su congressi e congressini, potrebbe essere una mossa suicida. Quindi, nel Pd si sta aprendo una riflessione globale che riguarda anche la segreteria regionale, per la quale è dato in pole position Alessandro Alfieri (con Roberto Cornelli in qualità di sfidante). Insomma, il caos è tanto. E qualcuno inizia a pensare che una prorogatio degli attuali vertici sia l'unica soluzione per uscirne.

@FabioAMassa

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pd roma provinciale







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