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Milano

di Fabio Massa

Larghe intese o conta a scrutinio segreto. Sono due le opzioni che ha davanti il Pd milanese per eleggere il nuovo segretario metropolitano. Al primo turno era stato Pietro Bussolati a prevalere. Renziano, dopo una campagna elettorale molto aggressiva mediaticamente, Bussolati è arrivato a un'incollatura da Arianna Cavicchioli, sostenuta da Primavera Democratica. Terzo, a sorpresa, David Gentili, che ha raccolto molto in città e soprattutto in zona 7. Infine, al quarto posto Arianna Censi, che ha sancito la sconfitta di Area Democratica.

A urne ancora "calde" proprio Area Dem si era subito detta disponibile a confluire al secondo turno, nel quale voteranno i delegati e non i tesserati. L'appuntamento è per lunedì, e gli incontri sono continui. Nei prossimi giorni ogni mozione convocherà i suoi per decidere che cosa fare. Ad oggi la situazione vede però le due componenti minoritarie (Area Democratica e il gruppo di Gentili) ampiamente spaccate. Da una parte, in Area Dem - secondo quanto risulta ad Affari - c'è chi si vorrebbe smarcare dall'alleanza con Bussolati, in caso di una conta a scrutinio segreto, e dunque in assenza di un accordo complessivo. Ancor più confusa la situazione tra i "gentiliani". I gruppi dei cuperliani, capeggiati dal segretario uscente Roberto Cornelli, e dei civatiani, che ha in Anna Paola Cova e in Lorenzo Zacchetti gli esponenti di spicco, stanno perseguendo, immediatamente da dopo il voto, politiche autonome. In particolare sono "pregiati" i voti dei delegati civatiani proprio perché slegati da logiche di partito "nazionali". Potrebbero quindi decidere dove confluire, anche se sembra possibile che possano scegliere l'opzione Bussolati.

A questo punto sono due le strade che può prendere il partito milanese. Da una parte c'è quella delle larghe intese. Una convergenza quindi tra Bussolati e Cavicchioli, che si apra però anche ad altre forze riformiste, in una logica ampiamente slegata da quelle nazionali. Dall'altra parte c'è la conta segreta, che però potrebbe finire in qualunque modo, visto che - secondo i calcoli dei vari gruppi - il distacco è risicatissimo e sono molti gli indecisi. In più, a gettare benzina sul fuoco, c'è la possibilità che la Cavicchioli possa sopravanzare, nel segreto dell'urna, il "vincitore" Bussolati. Immediatamente, per il partito, si rievocherebbe il paragone con i 101 di Prodi. L'attacco dei renziani sarebbe frontale proprio sul fattore della trasparenza e del trasformismo. Insomma, il Pd di Milano è a un bivio. E non è detto che prenderà la strada giusta.

@FabioAMassa

Tags:
pd milanese







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