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Milano

 

 

IL MESSAGGIO DI GENTILI

"I delegati eletti in assemblea provinciale, collegati alla mozione in appoggio alla mia candidatura, hanno condiviso e sostenuto, non senza distinguo, la mia proposta di votare Arianna Cavicchioli nel ballottaggio che si terrà stasera, nella sala della Provincia in via Corridoni, per l'elezione del nuovo segretario metropolitano del Partito Democratico. Ultimo e decisivo momento di un percorso congressuale ricco, di contenuti, di confronti, che ha messo pienamente in luce il grande patrimonio che il Pd possiede. Patrimonio di competenze, radicamento, passione per la politica. Arianna, persona di grande valore ed esperienza, dà le garanzie necessarie per portare avanti il segno di rinnovamento che abbiamo voluto offrire al partito in questo congresso: un partito partecipato, che sappia scegliere, che si dia regole per valorizzare circoli e iscritti; un partito che pone l'etica nell'amministrazione pubblica primo elemento di governo. Un grazie a tutti gli iscritti che hanno creduto in questo progetto, che hanno sottoscritto la mia candidatura, che hanno permesso di farmi conoscere e, soprattutto, di far conoscere i contenuti e le proposte che assieme abbiamo condiviso. Il percorso per un Pd migliore prosegue". E' quanto dichiara David Gentili, consigliere comunale e candidato al primo turno alla segreteria metropolitana del Pd.

di Fabio Massa

 

Si diceva: a Milano non si gioca una partita nazionale. Eppure, nella conta all'ultima scheda di questa sera, per la segreteria provinciale del Pd, che vede opposti Pietro Bussolati (renziano) e Arianna Cavicchioli (Primavera Democratica), di locale c'è davvero ben poco. Primo dato: secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it la Cavicchioli non si ritirerà. Nè adesso, nè all'ultimo minuto. La spaccatura in Primavera Democratica, che si era verificata all'inizio del ponte dei morti, è stata ricomposta. Seppur con grossi mal di pancia. Perché per tanti esponenti di Primavera finire al ballottaggio insieme alla segreteria uscente di Roberto Cornelli, con la quale c'era stata molta polemica negli anni scorsi, pare più che altro una beffa.

Ma le contraddizioni non finiscono qui. Anzi, per dir la verità iniziano proprio in campo renziano. Riepiloghiamo: alla vigilia del primo turno, che ha visto quattro candidati in lizza (Censi per Area Dem, Bussolati per Renzi, Cavicchioli per Primavera e Gentili per civatiani e cuperliani), non si trova la quadra tra Franco Mirabelli e Lorenzo Guerini, esponenti nazionali di Area Dem e renziani. Quindi, tutti contro tutti al motto di "Milano non subisce le logiche nazionali". Peccato però che, a urne chiuse, iniziano a girare prima gli sms e poi arriva il documento pro-Bussolati dell'area Censi. Smentendo tra l'altro la campagna fatta dal candidato contro la Fondazione Quercioli, proprietaria degli immobili nei quali sono in affitto i circoli, che è presieduta da un esponente di ferro di Area Dem, Franco Cazzaniga. L'accordo, in pieno clima da primarie nazionali, si salda senza via d'uscita. Tanto che si vocifera che per la Censi sarebbe già pronto un posto di responsabilità in segreteria. Ma - malgrado l'asse - il numero dei delegati non basta a garantire la vittoria a Bussolati. Così come l'appoggio convinto di Cornelli e i suoi, nella mozione Gentili, non basta a garantire la vittoria ad Arianna Cavicchioli. Anche in questo caso, incredibilmente, i cuperliani tornano con i cuperliani e la saldatura, nonostante vecchie e puntute ruggini, si verifica.

A questo punto lo scenario vede solo i "civatiani" come ballerini, perché ogni coppia si è riunita (Cuperlo con Cuperlo, Area Dem con Renzi). In questo fronte, c'è chi dice che voteranno compattamente per Pietro Bussolati. C'è invece chi dice che Pippo Civati sia molto innervosito per la direzione presa dalla dirigenza locale, capeggiata da Lamberto Bertolè, anche a fronte della battaglia sul tesseramento che sta conducendo a livello nazionale. Ricordiamo che pure su questo, a Milano, ci fu polemica. Ma c'è anche chi dice che Civati non si sia assolutamente espresso sul locale, lasciando piena libertà. Intanto, secondo quanto può riferire Affari, nella riunione della mozione di ieri sera David Gentili si è espresso pubblicamente in favore della Cavicchioli, e nella giornata di oggi uscirà con le sue motivazioni politiche. Resta da vedere quanti delegati lo seguiranno. Insomma, c'è grande confusione. Resta il fatto che Pietro Bussolati è il favoritissimo della vigilia, sicuro della vittoria al punto da voler sfidare la conta per una legittimazione più ampia. E sul fronte opposto Arianna Cavicchioli pare giocare più una partita nazionale che una partita locale, visto che se sarà sconfitta potrà diventare il punto di riferimento dell'area Cuperlo su Milano. Appuntamento in via Corridoni per saperne di più, in un partito nel quale volano gli stracci, tra le macerie. E nel quale, in caso di sconfitta ci saranno recriminazioni e conseguenze all'interno delle correnti.

@FabioAMassa

 
IL COMUNICATO DELLA MOZIONE CIVATI
 
Rilevato con dispiacere che la mozione Gentili si è divisa sulle scelte da fare nella fase assembleare del congresso milanese, ci è giunta voce che una parte dei suoi delegati starebbe preparando un documento di sostegno alla candidatura di Bussolati. Avendo deciso di separare nettamente le dinamiche congressuali locali da quelle nazionali, qualsiasi iniziativa in quello o altri sensi è quindi da intendersi a titolo strettamente personale dei suoi firmatari, e non deve in alcun modo contenere riferimenti alla dinamica nazionale. Vi chiediamo di vigilare in tal senso, per evitare spiacevoli smentite.
 
Paolo Cosseddu - Thomas Castangia
Coordinamento nazionale mozione Civati
 
IL COMITATO PITTELLA
 
“Sappiamo che sono ore febbrili di trattative sui contenuti e sui programmi e rispettiamo molto il travaglio che anche a livello territoriale sta vivendo il nostro partito.” – dice Mattia Granata coordinatore a Milano della mozione Pittella – “E’ un momento cruciale e Milano rappresenta e anticipa, come sempre, i processi che avvengono a livello nazionale.
I due candidati sono persone valide, energiche e competenti. L’unico avviso che ci sentiamo di promuovere, e che ci pare il più sentito nei circoli, tra gli iscritti, nei simpatizzanti, è di non strappare il tessuto del partito, di non radicalizzare visioni che possono essere composte per gli ideali e i valori che ci uniscono. 
A Milano, inoltre, l’unità del partito oltreché un esigenza degli iscritti, è necessaria in vista della istituzione – finalmente – dell’area metropolitana su un territorio vasto che ha bisogno della rappresentanza dei problemi della città e delle specificità della provincia. 
In questo congresso, finalmente, è emerso un forte bisogno di innovazione e non esiste modernità senza profonde radici e ideali.”
 

 

Tags:
pd milano cavicchioli






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