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Milano

di Fabio Massa

LA DIREZIONE DA PRENDERE.../ "Prima la direzione, poi la segreteria". Pietro Bussolati, nuovo segretario metropolitano del Partito Democratico, ha deciso la timeline per il varo della nuova squadra. Come aveva anticipato ad Affari a pochi minuti dalla sua elezione, entro fine mese varerà la direzione, che verrà votata il 2 dicembre dall'assemblea dei delegati. Successivamente, tra il 10 e il 15 dicembre, la direzione voterà la nuova segreteria. Secondo quanto può riferire Affari, Bussolati ieri ha incontrato i circoli, chiedendo a ciascuna zona di presentare una coppia di nomi, rispettando i generi (quindi un uomo e una donna), che andrà a costituire il gruppone dei 44 rappresentanti in assemblea. Poi ci saranno i membri di diritto (parlamentari e segreteria etc), che ammontano a 27. E infine una quota della direzione sarà direttamente in capo al segretario, con circa un terzo del totale. Questione molto tecnica, ma che avrà grande importanza in vista dell'ordinaria amministrazione futura del partito. Intanto, a livello politico, Bussolati si sta concentrando sulla città metropolitana e sugli emendamenti che andranno fatti alla legge: la più grande sfida che ha la nascitura segreteria e l'intera area del milanese.

SCINTILLE E SCAZZI/ Secondo quanto può riferire Affari, prime frizioni tra Pietro Bussolati e Francesco Laforgia, parlamentare e segretario cittadino uscente. Quest'ultimo avrebbe mandato una lettera a tutti gli iscritti della città di Milano (senza informare il nuovo segretario) per accomiatarsi dal suo ruolo. Tra le righe, anche una critica implicita a Bussolati, eletto - questa la tesi dell'onorevole - da una parte minoritaria degli iscritti (il 33 per cento). La risposta di Bussolati? Grazie e tanti auguri per il lavoro istituzionale. Per la serie: grazie e arrivederci.

QUADRO COMPLETO/ Finalmente è disponibile il quadro completo dei congressi, provincia per provincia, in tutta la Lombardia. La più renziana? Indubbiamente Pavia dove hanno votato 2160 iscritti (terza per importanza dopo Milano con 6937 e Brescia con 2174) e il sindaco di Firenze ha ottenuto il 57 per cento dei voti. Subito dietro Lodi (l'ex sindaco Lorenzo Guerini è uno dei parlamentari renziani più influenti) con il 52 per cento. Cuperlo invece ha la sua roccaforte in Cremona (45,85 per cento) e in Milano (44,04 per cento). Civati può gioire per i risultati della "sua" Monza (29,84%), di Como (24,05) e di Sondrio (22,59 su "soli" 274 votanti). Numeri davvero piccoli per Pittella che ha il suo record positivo nei 102 di Milano e il suo record negativo a Lodi: non l'ha votato nessuno. Quindi, i risultati finali corretti sono questi: 20866 voti totali (il 55,01 per cento del totale). Renzi 44,93 per cento, Cuperlo 38,96 per cento, Civati 15,01 per cento, Pittella 1,10 per cento.

@FabioAMassa

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pd scintille






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