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Milano

 

 

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di Fabio Massa

Filippo Penati, come preannunciato da Affaritaliani.it, ha completato il suo noir "La casa dei notai", che arriva nelle librerie a metà novembre per i tipi di Robin Edizioni. Ora, in un'intervista, svela qualcosa sul protagonista e la trama: "Tutto ruota intorno al commissario Giorgi, una persona normale, amante delle Harley. Deve indagare sulla morte di una donna, moglie di uno dei notai più famosi della città". Riferimenti a persone reali? "Nulla di volontario. Poi se qualcuno li vuole individuare...".

Una copia la manderà a Bersani? "Sì, certo. La manderò a tutti. Io sono completamente pacificato e non serbo rancore per nessuno". Infine, sulle vicende politiche spiega: "Oggi è finita un'epoca. E' il giorno di Letta e di Alfano, che ha portato il Cavaliere a fare una figura ridicola..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Come le è venuta l'idea di scrivere un libro giallo?
Sono un appassionato di libri gialli. Ho letto tutto Simenon, più volte, per dirne una. Appena avevo un po' di tempo mi ci immergevo. Una grande passione. L'idea di costruire una trama credo sia una cosa che accomuna tantissimi lettori. Ne ho avuta l'occasione e l'ho fatto.

Le è piaciuto, insomma.
Sì, se devo dirla tutta ho interesse che in tanti lo leggano. Ma il piacere che mi ha dato realizzarlo già mi ha ripagato dello sforzo. E' stata una cosa che non avrei pensato.

Chi è l'eroe?
E' un commissario, e non è un eroe. Si chiama commissario Giorgi, è una persona normale, non ha nessun vezzo e nessun vizio, nessun elemento caratterizzante come l'impermeabile di Colombo. Ha qualche problema familiare e una figlia adolescente, ha una passione per le Harley-Davidson. Ne possiede una che tira fuori dal garage nella bella stagione. E' una persona che con le sue deduzioni accompagna il lettore a scoprire insieme la trama.

Ci sono colpi di scena all'ultimo momento?
No, sono stato onesto con il lettore. Non ci sono colpi di scena, in questa vicenda. La trama vede il delitto di una persona importante, esponente di una famiglia di notai di una grande città, che però non è definita. La morte di questa donna è apparentemente inspiegabile, così come è inspiegabile la presenza di un biglietto vincente della lotteria, vicino al corpo.

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Si è ispirato a qualche personaggio reale?
No. Io non l'ho fatto. Poi se qualcuno vorrà riconoscere qualche fatto della realtà o qualche personaggio riferito alle mie vicende personali... diciamo che non ho fatto nulla volontariamente.

Le sue vicende personali hanno influenzato la stesura di questo libro?
Sì, nel senso che ho trovato il tempo di farlo, avendo deciso di lasciare tutti gli incarichi politici. Sicuramente hanno influito perché ho deciso di cambiare vita. La fase attuale, dal punto di vista politico, rispetto anche a quello che è successo oggi, conferma che c'è bisogno di un ricambio della classe dirigente. Oggi è finita un'epoca.

E' la fine di Berlusconi?
Non solo. E' la fine di un'intera classe politica che ha retto le sorti del Paese negli ultimi 20 anni.

Rinnovamento: sta parlando di Renzi?
Penso che oggi sia la giornata sia di Letta che di Alfano. Entrambi hanno colto la palla al balzo e oggi il gioco è nelle loro mani. Alfano ha costretto il Cavaliere a una figura davvero ridicola. Letta ha fatto un discorso di grande importanza, non ha ceduto nulla a Berlusconi, ha parlato al Paese dei problemi del Paese, anche usando la corda dell'orgoglio nazionale: era tempo che non la sentivamo senza la retorica delle sciocchezze. Ho sentito come gratificante il lungo richiamo all'Expo, che ho contribuito a portare a casa per il lavoro che mi è stato richiesto ai tempi della conquista della candidatura di Milano.

Che cosa succederà?
Succederà che la scissione nel Pdl rimescola tutte le carte e pone anche il Pd di fronte a delle sfide non indolori. Il Partito Democratico dovrà scegliere quale atteggiamento tenere con chi oggi in Italia vuole costruire un centro moderato non più berlusconiano. Oggi è stata la giornata di un cambiamento epocale.

E Renzi?
Sarà la speranza del Partito. Ma oggi va riconosciuta a Letta una grande operazioni.

Una copia del suo libro la manderà a Bersani?
Certo. Ma non solo.

A chi non la manderà?
Non la manderò a chi mi dimenticherò e farò brutta figura. Guardi, le racconto una cosa.

Prego.
Io sono completamente pacificato. Ci sono stati tanti che mi hanno voluto male, ma io non voglio male a nessuno. Io non serbo rancore. So che uscirò riabilitato completamento dal processo, e questa è l'unica cosa che mi interessa.

@FabioAMassa

Tags:
penati noir bersani






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