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Milano

Ne sono passati di piatti sui tavoli delle mense scolastiche milanesi dalla class action che tre anni fa fu intrapresa dai genitori milanesi contro Milano Ristorazione in seguito a numerosi episodi saliti agli onori delle cronache e comprendenti una vasta gamma di problematiche, dalle lasagne pelose alle inadempienze sul contratto, alle gestione del sistema delle rette, passando attraverso tentativi di ottimizzare il sistema degli sprechi e di ridurre la plastica.

Dopo la carne polacca è il turno dei ravioli, anche se stavolta ad esser messa sotto accusa non è la qualità del cibo ma la quantità, anche se stavolta la denuncia non parte dai genitori ma da una maestra, che ha fotografato il piatto servito ad uno dei suoi alunni: 7 ravioli 7, per bambini di 10 anni di età. Immediata è scattata la protesta dell’associazione di consumatori Codacons contro MiRi, che ha replicato appellandosi al regime di grammatura degli alimenti che “rispetta le indicazioni delle Linee guida nazionali per la ristorazione scolastica del Ministero della Salute e delle linee guida regionali, validate dalla Asl di Milano ad ogni revisione del menù, che viene rielaborato periodicamente, anche su base stagionale, nonché il contratto di servizio con il Comune, garantendo, quando gradito, la possibilità di chiedere porzioni più abbondanti o di bis”.

Peccato che queste indicazioni vengano rispettate solo a parole.“La porzione di un piatto di ravioli nella mensa scolastica delle scuole medie corrisponde a circa 15 ravioli, pari a 110 grammi secondo le grammature a crudo disponibili sul sito del fornitore. Facile desumere le quantità per le scuole elementari e materna, che prevedono rispettivamente 90 e 70 grammi, vale a dire intorno ai 12 ravioli per i bambini delle primarie e ai 9 per l'asilo” sostiene la Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa di Milano “Si tratta di porzioni che noi genitori, che facciamo ispezioni durante i pasti in qualità di commissari mensa, a volte non vediamo nei piatti dei bambini. Abbiamo segnalato questa carenza a Milano Ristorazione e al Comune, insieme ad altre, come le rustichelle di pollo, la carne del piatto unico, ma occasionalmente anche la pasta, per non parlare del pane a volte dimezzato nelle quantità e ridotto di peso. Tuttavia ad oggi registriamo cambiamenti solo per il pane, per il resto continuiamo a ricevere segnalazioni, da alcune scuole, di diverso grado, di piatti scarsi”. Insomma in molti casi la teoria non corrisponde alla pratica, e la realtà delle mense milanesi fatica a corrispondere alle linee guida nazionali del Ministero della Salute, oltre al fatto che, sempre come rilevato dale commissioni mensa, la quantità dei cibi è correlata al gradimento degli alimenti da parte dei bambini, che MiRi misura sull abase degli scarti a fine pasto: un metodo non veritiero se si considera che le porzioni servite sono a volte estremamente ridotte.

Il Codacons, da parte sua, promette di sollevare il problema delle dosi in Tribunale, e attende che sia fissata l’udienza dell’azione collettiva già intrapresa e depositata contro Milano Ristorazione, colpevole di non proporre piatti con grammature diverse a seconda dell’utenza a cui sono destinati “come specificato invece nell’allegato n. 7 del contratto stipulato con il Comune”, ma di applicare le stesse porzioni di cibo ai bambini indipendentemente dalla loro età. Tutti argomenti che verranno discussi dalla Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa di Milano con le commissioni mensa della città il prossimo 8 maggio in occasione dell' Assemblea cittadina per individuare azioni e soluzioni per affrontare i problemi irrisolti delle mense scolastiche.

A.Pozzi per chiamamilano.it

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