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Milano
pietro accame

di Fabio Massa

Pietro Accame, consigliere provinciale di Milano del Pdl, lancia un appello in un'intervista ad Affaritaliani.it che riguarda l'ippodromo di Milano: "Con la chiusura della struttura, cinquemila cavalli stanno per andare al macello. Dobbiamo intervenire. E dobbiamo fare in modo che non si verifichi una speculazione edilizia. Il Comune batta un colpo e vincoli l'area"

Pietro Accame, l'ippodromo è ormai morente...
La crisi dell'ippica è una cosa che non si è verificata negli ultimi giorni, ma che ha origini antiche. C'è stata tutta una moltiplicazione dei giochi d'azzardo. Ci sono state le scommesse calcistiche. Questo ha ucciso l'ippodromo, perché adesso chi vuole giocare va nelle sale corse, non all'ippodromo.

DA PALAZZO MARINO/ "Prendiamo atto positivamente dell'iniziativa della Provincia e cogliamo l'occasione per ricordare che l'area del Trotto è già preservata e tutelata dalla destinazione a servizi (sport e verde) assegnatale dal Piano di Governo del Territorio, che impedisce qualsiasi tipo di speculazione immobiliare". Lo ha dichiarato l'assessore all'Urbanistica e Edilizia privata Ada Lucia De Cesaris .

"Abbiamo già incontrato le organizzazioni sindacali sul problema occupazionale che si apre per i lavoratori dell'Ippodromo - ha aggiunto l'assessore alle Politiche per il Lavoro e Sviluppo economico Cristina Tajani - e abbiamo dato loro la nostra disponibilità per trovare una soluzione incontrando anche la proprietà".

Insomma, la crisi viene da lontano.
Esatto. Ma la cosa strana è che all'estero il settore è in crescita. Non solo in Italia ci sono stati problemi, ma all'estero sono state trovate soluzioni manageriali che hanno riportato l'ippica in attivo. Ci sono ippodromi che sono gestiti bene, come a Bologna, e ci sono ippodromi - come quello di Milano - che sono gestiti da queste società parastatali che non hanno dato né stimoli né verve a nuove iniziative del settore.

Poi ci sono gli appetiti immobiliari...
Questo è il vero problema. Su questo vorrei una parola chiara dal Comune di Milano. La proprietà, che mi pare faccia capo a un fondo della famiglia Bonomi, ha rifiutato la proposta di un affitto doppio rispetto a quello che recepiscono attualmente.

L'assessore De Cesaris dice però che l'area sarà tutelata...
Allora perché la De Cesaris non mette una pietra tombale sulla questione, vincolando l'area? Ma vorrei dire di più: l'anello di Milano è il migliore d'Europa. Nel mondo del trotto europeo è come fosse la Scala. E poi c'è il progetto del Milan di fare un'area di hospitality per la Champion's League...

Una speranza o una condanna?
Una speranza. Perché il progetto calcistico può essere molto sinergico a quello del mantenimento del trotto. Le due realtà possono convivere. Tutto il mondo di Milano, con il Comune, la Provincia e la Regione, devono mobilitarsi.

Perché?
Per tre motivi. Il primo è quello occupazionale. Il secondo è che c'è un'esigenza di evitare speculazioni edilizie su un'area di grande pregio. La terza questione è di carattere animalista: si rischia di mandare al macello 5mila cavalli. Una cosa assurda. Sono già andati al macello circa mille cavalli. E' un problema complesso, di carattere anche sociale, che esploderebbe in maniera drammatica se non facciamo qualcosa.

@FabioAMassa

Tags:
pietro accame pdl






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