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di Fabio Massa

Guido Podestà non ci sta. Usa toni forti, il presidente della Provincia di Milano. Generalmente molto pacato, questa volta usa  termini inequivocabili per definire il testo licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera: "Definirlo confuso è poco. Alla fine i cittadini non spenderanno di meno. Non saranno rappresentati da chi hanno eletto". Con tanto di contorno politico: "Chissà come mai le città metropolitane cambiano anche colore politico. La sinistra batte il centrodestra 10 a 0". E, infine, sul tema autostradale, spiega: "Non hanno considerato le conseguenze sul bando per la vendita di Serravalle che si chiude il 6 di dicembre". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Podestà, il testo della "svuota province" proprio non le piace.
No, non mi piace. Già il decreto Del Rio non era certo una cosa buona. Ma la riscrittura se non peggiora quanto era già pessimo, poco ci manca. Tra l'altro non rispetta tutta una serie di norme. 

Per esempio?
Per esempio quando dice la Corte Costituzionale.

Perché?
Guardi, il primo problema è sulla rappresentanza istituzionale. Le aree metropolitane rappresentano circa un terzo del Pil del Paese. Con questo colpo di mano la sinistra ne controllerà 10. Il centrodestra 0. Eppure i cittadini si erano espressi in modo diverso: la Provincia di Milano non è di sinistra.

Ma governerà Pisapia.
Esatto. Con uno strano principio di rappresentanza, tra l'altro, visto che il sindaco viene eletto da circa un milione e trecentomila cittadini e il presidente della Provincia da oltre tre milioni di abitanti.

Provoco: è arrabbiato solo perché il commissario della città metropolitana sarà Pisapia e non lei.
No, assolutamente. Dico di più. Nè io né Pisapia, credo, abbiamo voglia di occuparci di un sistema giuridico ormai confuso e contraddittorio. Parliamo di competenze: come fa il primo cittadino di Milano a conoscere la realtà dell'hinterland milanese se non se ne è mai occupato?

Però le Province costano e sono inutili.
Falso. Sbagliato. Secondo uno studio della Bocconi siamo gli enti più efficienti. Secondo la Corte dei Conti non ci sarà nessun risparmio e anzi un aggravio dei costi. Sa qual è la verità?

Quale?
Che prima amministrare era un atto gratificante e importante. Poi è diventato un atto eroico. Adesso, con le ultime evoluzioni, sta diventando un atto masochistico.

Che cosa succederà alle infrastrutture che la Provincia ha in pancia?
La legge dice che passeranno in capo alla Regione per due anni e poi verranno trasferite alla città metropolitana. Con evidenti problemi di legittimità. Perché la Regione è soggetto concedente: diciamo che è come se fosse a un tempo controllore e controllato. Tra l'altro chi ha fatto questa legge non si è reso conto delle conseguenze dei suoi atti.

Perché?
Perché noi abbiamo in corso un bando per la vendita di Serravalle. Un mio assessore ha parlato di turbativa d'asta. Io non mi spingo a tanto, ma secondo lei quale sarà l'impatto sui potenziali investitori? Questa poca chiarezza giuridico istituzionale favorirà l'ingresso di acquirenti? E ho pure altre domande: la Regione è pronta a prendersi i debiti lasciati da Penati, originariamente di 240 milioni, che ammontano ancora a 130 milioni di euro? E le garanzie concesse dalle Province saranno manlevate dalle Regioni?

Concludiamo con una valutazione generale.
Non posso che definire il provvedimento confuso e schiavo di una affermazione errata di Letta quando si insediò. Disse che le Province erano inutili. In Sicilia le hanno abolite, grazie ai poteri dello statuto speciale. Sa che cosa è successo?

Che cosa?
Che sono sparite nove province. E sono nate 36 unioni di comuni. Proprio un bel risparmio, non c'è che dire.

@FabioAMassa

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di Fabio Massa

Guido Podestà non ci sta. Usa toni forti, il presidente della Provincia di Milano. Generalmente molto pacato, questa volta usa  termini inequivocabili per definire il testo licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera: "Definirlo confuso è poco. Alla fine i cittadini non spenderanno di meno. Non saranno rappresentati da chi hanno eletto". Con tanto di contorno politico: "Chissà come mai le città metropolitane cambiano anche colore politico. La sinistra batte il centrodestra 10 a 0". E, infine, sul tema autostradale, spiega: "Non hanno considerato le conseguenze sul bando per la vendita di Serravalle che si chiude il 6 di dicembre". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Podestà, il testo della "svuota province" proprio non le piace.
No, non mi piace. Già il decreto Del Rio non era certo una cosa buona. Ma la riscrittura se non peggiora quanto era già pessimo, poco ci manca. Tra l'altro non rispetta tutta una serie di norme. 

Per esempio?
Per esempio quando dice la Corte Costituzionale.

Perché?
Guardi, il primo problema è sulla rappresentanza istituzionale. Le aree metropolitane rappresentano circa un terzo del Pil del Paese. Con questo colpo di mano la sinistra ne controllerà 10. Il centrodestra 0. Eppure i cittadini si erano espressi in modo diverso: la Provincia di Milano non è di sinistra.

Ma governerà Pisapia.
Esatto. Con uno strano principio di rappresentanza, tra l'altro, visto che il sindaco viene eletto da circa un milione e trecentomila cittadini e il presidente della Provincia da oltre tre milioni di abitanti.

Provoco: è arrabbiato solo perché il commissario della città metropolitana sarà Pisapia e non lei.
No, assolutamente. Dico di più. Nè io né Pisapia, credo, abbiamo voglia di occuparci di un sistema giuridico ormai confuso e contraddittorio. Parliamo di competenze: come fa il primo cittadino di Milano a conoscere la realtà dell'hinterland milanese se non se ne è mai occupato?

Però le Province costano e sono inutili.
Falso. Sbagliato. Secondo uno studio della Bocconi siamo gli enti più efficienti. Secondo la Corte dei Conti non ci sarà nessun risparmio e anzi un aggravio dei costi. Sa qual è la verità?

Quale?
Che prima amministrare era un atto gratificante e importante. Poi è diventato un atto eroico. Adesso, con le ultime evoluzioni, sta diventando un atto masochistico.

Che cosa succederà alle infrastrutture che la Provincia ha in pancia?
La legge dice che passeranno in capo alla Regione per due anni e poi verranno trasferite alla città metropolitana. Con evidenti problemi di legittimità. Perché la Regione è soggetto concedente: diciamo che è come se fosse a un tempo controllore e controllato. Tra l'altro chi ha fatto questa legge non si è reso conto delle conseguenze dei suoi atti.

Perché?
Perché noi abbiamo in corso un bando per la vendita di Serravalle. Un mio assessore ha parlato di turbativa d'asta. Io non mi spingo a tanto, ma secondo lei quale sarà l'impatto sui potenziali investitori? Questa poca chiarezza giuridico istituzionale favorirà l'ingresso di acquirenti? E ho pure altre domande: la Regione è pronta a prendersi i debiti lasciati da Penati, originariamente di 240 milioni, che ammontano ancora a 130 milioni di euro? E le garanzie concesse dalle Province saranno manlevate dalle Regioni?

Concludiamo con una valutazione generale.
Non posso che definire il provvedimento confuso e schiavo di una affermazione errata di Letta quando si insediò. Disse che le Province erano inutili. In Sicilia le hanno abolite, grazie ai poteri dello statuto speciale. Sa che cosa è successo?

Che cosa?
Che sono sparite nove province. E sono nate 36 unioni di comuni. Proprio un bel risparmio, non c'è che dire.

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podestà serravalle







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