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Milano
livia pomodoro

di Lorenzo Lamperti

Una dichiarazione un po’ ironica. Ma chissà, forse un retropensiero c’è anche: Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, ad Affaritaliani.it commenta così l’ipotesi di Raffaele Guariniello (procuratore di Torino) Guardasigilli: “Vorrà dire che farò domanda anche io per fare il ministro della Giustizia…” Poi sceglie di non rispondere alla domanda sulla protesta dei parlamentari di centrodestra al Palazzo di Giustizia di Milano mandando un “bacio”. Infine, spiega: “Se ci sentiamo sotto attacco? No, il tribunale non è mai sotto attacco. Il tribunale sta semplicemente facendo il suo dovere”. Poco prima, intervenendo al convegno “Il borgo della giustizia”, aveva attaccato: “Prima che arrivassi io sulla gestione dei locali del Palazzo di giustizia è stato fatto uno scempio”

UN BACIO NEL CANNONE – “Scusi, presidente Pomodoro, poco fa durante il convegno al quale ha preso parte si è parlato del Tribunale di Milano come di un luogo che rappresenta la storia della città. Lei che cosa ha provato quando ha visto i parlamentari del Pdl manifestare sui gradoni e nei corridoi del Palazzo di giustizia?”. A questa domanda Livia Pomodoro preferisce non rispondere, opponendo ai cannoneggiamenti del centrodestra un semplice bacio, portandosi la mano verso le labbra. E dire che il fuoco di Silvio Berlusconi e dei suoi fedelissimi nelle ultime settimane si è fatto molto intenso. “In risposta all’azione golpistica dei magistrati”, sostengono i pidiellini. Già, perché prima è arrivata la condanna in primo grado a un anno per il caso Unipol. Ricordate la famosa intercettazione Fassino-Consorte: “Abbiamo una banca” finita su Il Giornale edito da Paolo Berlusconi? Ecco, l’ex premier è stato condannato per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio. Poi è stata, o sarebbe stata, la volta del processo Ruby (primo grado) e di quello sui diritti tv (appello). Sentenze che dovevano arrivare entro il mese di marzo ma che, dopo il recente legittimo impedimento nonché il ricorso alla Cassazione dei legali del Cavaliere per far spostare i processi a Brescia, con ogni probabilità slitteranno come minimo ad aprile.

“IL TRIBUNALE FA SOLO IL SUO DOVERE” – Insomma, il presidente Pomodoro preferisce non buttarsi nella mischia e non alimentare polemiche che hanno già coinvolto i massimi livelli istituzionali, dal Csm all’Anm fino al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Capo dello Stato che qualcuno, nei corridoi del Palazzo di giustizia milanese, ha accusato di “cerchiobottismo” dopo il suo invito a non privare Berlusconi della possibilità di partecipare alla vita istituzionale del Paese, permettendogli di “gestire il difficile momento politico”. Nonostante l’assalto del Pdl (fatto non solo a parole, vista la manifestazione di qualche giorno fa e la prossima discesa in piazza prevista per sabato 23 marzo), Pomodoro non si sente nel mirino di nessuno e dichiara ad Affari: “Il tribunale non è sotto attacco”. E ribadisce con forza: “Il tribunale sta facendo solo il suo dovere”.

“GUARINIELLO MINISTRO? FARO’ DOMANDA ANCHE IO” – Ma non si vive di soli processi a Berlusconi. In questi giorni delicati ci sarebbe anche da provare a costruire un governo. Uno dei papabili al ruolo di ministro della Giustizia sarebbe anche Raffaele Guariniello, procuratore di Torino e grande esperto sui temi dell’ambiente e della salute. Lui stesso ha ammesso ad Affari di essere lusingato da queste voci. Se le si chiede un commento su questa ipotesi, Pomodoro risponde con ironia: “Ah sì, e che devo dire? Farò domanda anche io per fare il ministro della Giustizia…”

“PRIMA DI ME UNO SCEMPIO” – Poco prima, Pomodoro è  intervenuta all’Urban Center di Galleria Vittorio Emanuele durante il convegno “Il borgo sulla giustizia”, moderato dal direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino e organizzato dall’avvocato Guido Camera.  Sul palco anche il presidente della Corte di Appello di Milano Giovanni Canzio, la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e il presidente dell'associazione Interessi Metropolitani Pier Giuseppe Torrani. Tutti a discutere di urbanistica e tribunale. E il presidente del Tribunale ha attaccato: “Prima che arrivassi io, nel 2007, era stato fatto uno scempio sui locali del Palazzo di giustizia”. Ha definito “scandaloso” il non aver dedicato gli immobili che erano disponibili a realizzare un palazzo dell’avvocatura, preferendo affittarli ad altre attività. E spiega: “Anche la forma è importante. Quando lavoravo al Tribunale dei minorenni avevamo messo a punto un bellissimo edificio. Dopo i lavori di ammodernamento lì dentro c’erano sempre meno litigi e sempre più rispetto. Vorrei tanto che anche per il Tribunale si arrivasse a un risultato del genere, anche per evitare di rivedere cose successe recentemente…”

@LorenzoLamperti

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pomodoro guariniello







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