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Milano

E’ stata oggetto di diversi “tour” da parte degli esponenti delle istituzioni milanesi, e purtroppo le sue condizioni negli ultimi anni sono tutt’altro che migliorate: è una delle scuole più ammalorate della città, il più lampante esempio di cosa producano anni di mancata manutenzione (ordinaria e straordinaria). E’ la scuola media Cassinis, e ha sede, ancora e nonostante tutto, in un prefabbricato del 1963 in via Hermada a Niguarda, zona 9. Qualche giorno fa, l’ennesimo cedimento che ne riporta le sorti all’attenzione pubblica: si è rotto un calorifero della segreteria, provocando l’allagamento di quella e dell’aula a fianco, l’acqua è filtrata nel pavimento e il controsoffitto ha ceduto. Questa la cronaca dei fatti, a cui sono seguite l’immediata comunicazione agli uffici del Comune competenti in materia, l’uscita dei tecnici e la messa in sicurezza dell’area. “L’atrio è devastato più di quanto già non fosse” spiega la Presidente della Commissione Educazione del Consiglio di Zona 9 Antonella Loconsolo “I ragazzi lo usavano per il tempo libero e ospitava quattro bei tavoli da ping pong vinti da loro in un torneo, e sono stati danneggiati anche quelli”. Piccoli e grandi danni che sono il frutto della politica miope delle precedenti amministrazioni e che non è semplice mettere a posto: nel periodo di ricostruzione della scuola (una ricostruzione da tempo prevista nel Piano Triennale delle Opere ma non ancora finanziata), i 220 alunni dovrebbero essere temporaneamente dislocati in un’altra struttura, peccato che le due scuole più vicine che avrebbero potuto assolvere quel ruolo sono state “cedute” dalla Giunta precedente. Una, in via Val Cismon, è stata affittata all’istituto privato BES il cui contratto è stato rinnovato poco prima di fine mandato; mentre le aule libere della seconda, in via Ciriè, che già ospitava il Cam, sono state affittate a una scuola per parrucchieri che vi ha oltretutto fatto ingenti investimenti. Sembrerebbe restare una sola opzione, quella di dividere in due la scuola e collocare una parte degli studenti nelle aule vuote dell’edificio di via Passerini, e la restante parte nel padiglione Bertarelli dell’istituto di via Cesari: peccato che la logistica scolastica delle lezioni non sia facilmente suddivisibile. E queste sono solo ipotesi nel caso in cui venisse finalmente finanziata una ricostruzione prevista da parecchi anni e sempre rimandata: ancora una volta i vigili del fuoco hanno dichiarato l’agibilità dell’edificio, ma lo stato di emergenza è evidente a chiunque, e ormai da anni i genitori protestano per le condizioni in cui sono costretti a far studiare i loro figli, una protesta raccolta e portata avanti anche dalle istituzioni locali (la Cassinis è stata una delle sei scuole di cui si occupa il comitato Una Crepa in Comune, sorto tre anni fa per chiedere alla precedente Giunta interventi urgenti nei plessi scolastici di zona 9). Come sempre la coperta è corta, e i lavori, che richiedono un investimento di oltre 6 milioni di euro, fino ad oggi sono stati rinviati. La buona notizia, se ce n’è una, è che l’assessore Lucia De Cesaris si è data disponibile a un incontro in CdZ9 sulle problematiche della scuola, e ha ribadito che le sorti dell’Istituto sono tra le priorità del Comune. Ancora una volta non resta che attendere, sperando che l’attesa sia breve e senza ulteriori danni.

A.Pozzi per chiamamilano.it

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cassinis







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