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Milano

di Fabio Massa

E' la sfida nella sfida, quella delle preferenze. La sfida tra compagni di partito per chi siederà in consiglio regionale. Sulle preferenze si conta il consenso personale, che costituisce il peso da far valere per qualunque tipo di partita successiva. Così, chi è nella Lega Nord e nel Pdl userà i voti nominali per ottenere (o cercare di ottenere) un posto in giunta. Chi invece è nel Pd giocherà una partita radicalmente diversa, quella che porterà al rinnovo di tutti gli organi dirigenti. Maurizio Martina, segretario regionale, dovrà prendere atto della sconfitta. Roberto Cornelli, segretario metropolitano, può vantare un ottimo risultato su Milano ma tuttavia, in ogni caso, per entrambi vale la regola che stanno andando a scadenza. Discorso complesso, fatto di veleni che cominceranno a distillarsi già nelle prossime ore.

Sulla piazza di Milano, dunque, chi sono i vincitori e i vinti? Iniziamo proprio dal Pd. Al numero uno delle preferenze, con una quota nettamente inferiore rispetto a due anni e mezzo fa (come preannunciato da Affaritaliani.it), c'è Fabio Pizzul. L'esponente cattolico arriva a 8344. Al secondo posto, ed è la vera sorpresa di queste elezioni, è Massimo D'Avolio. Sindaco di Rozzano, città dove ha stravinto il Pd, che non si è mai rassegnata a colorarsi di verde, malgrado una storica visita di Bossi nei suoi anni migliori, D'Avolio ha ottenuto il secondo posto a 7024 muovendosi sotto traccia, fuori dai radar. Bacini di consenso territoriali, certo, ma anche bacini fuori dai soliti schemi nei quali si sono uccisi gli altri candidati. Al terzo posto Onorio Rosati. Il leader della Cgil aspirava a un ruolo di leader, questo è certo. Si ferma a 6727 che gli consente di entrare sicuramente in consiglio. Così come in consiglio entra anche Carlo Borghetti, sponsorizzato da Patrizia Toia, con 4992 preferenze. Il quinto posto è di Sara Valmaggi che entra con 4552. Il pronostico pre elettorale si è rivelato esatto: solo una delle due donne sostenute da Franco Mirabelli, numero due del Pd al Senato, riesce a entrare al Pirellone. Delusione per Pietro Bussolati, primo dei non eletti a 4092 voti. Era sostenuto da Pierfrancesco Maran e dal circolo 02PD, che si era collocato come una vera e propria potenza sul panorama milanese. Non è bastato. Scendendo, c'è Ariana Cavicchioli, a 4008. Sopra i 3000 solo in tre: Marco Re e Arianna Censi. Sorprendente il risultato di Diana De Marchi, la consigliera provinciale accreditata di pochi migliaia di voti alla vigilia: ne ottiene 3605 e con questi potrà reclamare ruoli importanti nel partito quando Palazzo Isimbardi andrà in soffitta (se ci andrà mai). A quota 2617 si colloca Marta Battioni. Di certo non soddisfatto può essere Fabrizio Vangelista: sostenuto dal segretario provinciale Roberto Cornelli, arriva addirittura 12esimo: 2501 preferenze.

Cambiando fronte, nel Pdl è chiarissimo chi comanda. Le carte le dà Mario Mantovani, segretario regionale, uomo vicinissimo a Berlusconi. Uomo che può vantarsi di essere la voce del Cavaliere in Lombardia. Sindaco di Arconate, classe 1950, è il re delle preferenze: 12972. Nessuno come lui. Molto staccato l'esponente ciellino, Luca Del Gobbo, che riesce a compattare il gruppo a 9120. Alessandro Colucci, figlio dell'ex questore della Camera Francesco, si conferma uomo fortissimo in campagna elettorale: 7154 preferenze. Poi c'è Fabio Altitonante, sostenuto dall'ex assessore Stefano Maullu ma non dal presidente della Provincia Guido Podestà, che invece ha sostenuto Bruno Dapei (ma senza fare campagna elettorale attiva). Altitonante ha preso 5723 preferenze, Dapei 1033. Giulio Gallera arriva a 5600, Luigi Pagliuca a 2776. Valentina Aprea sotto quota 2000: 1735, mentre Roberto Di Stefano, il giovane che ha sfidato la sinistra nella sua roccaforte, Sesto San Giovanni, ottiene una onorevole quota 1323.

Della Lega Nord passano i favoriti: su Milano indubbiamente l'ex presidente del consiglio Fabrizio Cecchetti e Jari Colla. Anche il nuovo Miglio di Maroni, ovvero Stefano Bruno Galli, ce la fa ed entra in consiglio. E' il secondo della lista Maroni.

@FabioAMassa

Tags:
preferenze pd d'avolio







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