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Milano
Foto Premiazione

Sono stati resi pubblici i nomi dei vincitori della terza edizione del “Ricoh”, il premio per giovani artisti contemporanei che, con una forte connotazione di responsabilità sociale,  crea un ponte tra impresa e arte. Ne sono organizzatori la filiale italiana della multinazionale giapponese e la Provincia di Milano. Per la prima volta la vincitrice assoluta è una pittrice straniera, la 25enne argentina Lucia Guadalupe Guillen, proveniente dall'Accademia di Brera, autrice di un grande olio su tela di cm. 123X100. Se qualcuno pensa che la scelta sia caduta su un'argentina sul grande entusiasmo suscitato dall'elezione di Papa Francesco si sbaglia: la giuria si era riunita l'11 marzo, due giorni prima dell'ascesa al pontificato del cardinale Bergoglio. Una giuria che come sempre comprendeva personaggi del mondo dell'arte (come Giacinto di Pietrantonio, uno dei maggiori esperti italiani di contemporary art, Claudio De Albertis, presidente della triennale di Milano, e la “scultrice della plastica” Caterina Tosoni) abbinati a protagonisti del mondo del business e delle istituzioni, come l'assessore della Provincia alle politiche giovanili, Cristina Stancari, l'amministratore delegato di Ricoh Italia Davide Oriani e l'ex amministratore delegato della Mondadori e della Rinascente, nonché ex presidnete della Juventus Giovanni Cobolli Gigli.
Il Premio Ricoh, oltre a un vincitore assoluto prevedeva un vincitore per tre categorie: pittura/disegno/grafica, fotografia/video art/digital art e scultura/installazione, riconoscimenti attribuiti rispettivamente a Chiara Lera, Duo Rama e Zaio.
Gli artisti, selezionati tra quasi 600 autori under 40, da cui sono stati scelti i 22 finalisti, protagonisti di una mostra tenuta dal 7 al 15 marzo presso lo Spazio Oberdan di Milano, dovevano interpretare con le proprie opere i valori di Ricoh, riassumibili nella formula “Lo sforzo verso l’innovazione, che semplifica la vita e il lavoro, salvaguardando nel contempo l’ambiente e in generale i principi della responsabilità sociale d’impresa”.
I quattro vincitori, durante la premiazione, hanno illustrato il messaggio delle proprie opere in funzione dei valori Ricoh.  «Creo immagini di situazioni semplici e vere, in modo che lo spettatore si ritrovi immediatamente in esse e ne rimanga colpito, coinvolto. Il mio obiettivo è creare un ‘momento di stop’, di riflessione, di armonia con l'ambiente che ci circonda. Nell’opera inviata viene rappresentata una semplice azione quotidiana, ma essa nasconde una metafora: ogni individuo deve, comunque e sempre, sollevare, lavorare, sforzarsi, impegnarsi, in ogni momento della sua esistenza. Sento la responsabilità di comunicare che la vita è una fatica, ma va affrontata con positività e speranza.  Per evidenziarlo, ricorro all’utilizzo di colori caldi, vivaci e brillanti che non creano un’atmosfera violenta bensì intensa ed intima», ha spiegato la Guillen.
Chiara Lera, vincitrice della categoria Pittura-Disegno-Grafica, con un’opera in tecnica mista di cm 212 x cm 190, nata a Lucca nel 1985 e iscritta all'accademia di Carrara, ha così spiegato la filosofia che sottende il suo lavoro: «L’opera ‘Memory of a free festival’ fa parte della mia ultima collezione realizzata su tele riciclate da antichi materassi a righe. L’opera presentata è in linea con i valori dell’azienda Ricoh quali la ricerca. Infatti, pur mantenendo un codice figurativo riconoscibile, la mia ricerca stilistica è orientata verso la creazione di nuove forme, investigando le potenzialità dei materiali scelti sempre in un’ottica fortemente sperimentale. Anche la salvaguardia per l’ambiente è un tema che condivido pienamente preferendo la nobilitazione, attraverso il mio lavoro creativo, di materiali poveri o riciclati, anziché l'utilizzo di materie prime ricavate dallo sfruttamento delle risorse ambientali».
A vincere la sezione Fotografia-Video art-Grafica è stata una coppia di artisti, che si firmano come Duo RaMa. I loro veri nomi sono Federica Marini, di Latina, e Carmelo Raggio, di Cosenza, entrambi provenienti dalla Accademia di Roma. Hanno proposto una stampa monotipo xilografica ispirata alla pavimentazione in sampietrini. Ecco la loro interpretazione: «La ricerca di Duo RaMa mira all’innovazione del linguaggio e dei contenuti dell’arte contemporanea attraverso il recupero e l’utilizzo di tecniche esecutive tradizionali quali la pittura e la stampa a cucchiaio. Queste tecniche sono economicamente sostenibili, a basso impatto ambientale – e quindi in linea con l’attenzione all’ambiente di Ricoh – e rappresentative della centralità e della dignità del lavoro manuale dell’artista».
Zaio (nome d'arte di Marco Tromba, un giovane milanese proveniente da Brera) ha vinto la sezione Scultura-installazione con un’opera a rilievo, molto particolare per la scelta dei materiali utilizzati, come racconta l’autore. «Ho voluto proteggere qualcosa di estremamente fragile: una scoria bruciata, carbonizzata. Una metafora delle più intime tradizioni che, in fondo, sono spesso alla base delle più grandi innovazioni». Una notazione: l’opera, connotata dalla sua fragilità che va protetta, rappresenta l’Italia.
 

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