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Milano
Presentata la riforma della Sanità. Ecco che cosa cambia per i lombardi

MARONI - "Vogliamo fare una cosa giusta, avendo come unico obiettivo l'interesse dei cittadini lombardi". Questa la stella polare del 'Libro Bianco sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia', presentato, questa mattina, a Palazzo Lombardia, dal presidente della Regione Roberto Maroni. Il testo, ha spiegato, "è diviso in due parti. La prima scatta una fotografia del sistema attuale, un'eccellenza con molti punti di forza e con alcuni di debolezza. C'è poi una seconda parte, che ne prefigura non la 'riforma', ma lo sviluppo. Sono proposte, ovviamente, non è un diktat 'prendere o lasciare', perchè vogliamo il più ampio confronto possibile". Il governatore, ha rivelato che la premessa al Libro Bianco, è uguale a quella che scrisse nel 2001 da ministro Welfare, al Libro Bianco sulla riforma del mercato del Lavoro, che poi portò alla Legge Biagi. "Questo Libro Bianco - ha sottolineato - è finalizzato a rendere partecipi tutti gli attori istituzionali e sociali delle riflessioni che Regione Lombardia ha svolto sul sistema sanitario e sociosanitario lombardo, in vista di un confronto finalizzato a ricercare soluzioni confortate dal più ampio consenso"- Il presidente ha voluto rimarcare l'importanza del metodo: "vogliamo fornire una base di partenza per una discussione, che deve essere la più ampia e più condivisa possibile, con tutte le parti in causa - ha detto -. Questo è lo scopo del 'Libro Bianco'". Nella stesura del testo, Maroni ha ricordato che "sono state utilizzate le valutazioni degli esperti della commissione guidata da Umberto Veronesi. "Il professore oggi non è potuto essere qui con noi - ha fatto sapere Maroni -, ma mi ha inviato una lettera, nella quale mi ha scritto 'Sono molto rammaricato di non poter partecipare alla riunione di oggi, ma sono lieto che, nel redigere il documento regionale, si sia tenuto conto delle opinioni e delle risoluzioni della Commissione per lo sviluppo della Sanità lombarda, che ho l'onore di presiedere. Vi prego di contare sulla assoluta volontà della Commissione di assicurare continuità nel lavoro verso soluzioni innovative per lo sviluppo razionale della sanità lombarda'". "Noi siamo esattamente interessati a questo - ha ribadito il governatore -. Partiamo da queste proposte, elaborate dalla Giunta, che mettiamo a disposizione della società lombarda. Ci aspettiamo commenti, critiche, risposte affermative, proposte alternative. Questo processo di discussione e condivisione è quello che vogliamo fare attraverso il dibattito che inizia oggi". "In questi giorni - ha proseguito il presidente lombardo - mi sono convinto del fatto che qualunque approccio a questo sistema, suscita reazioni, che non sempre sono giustificate dalla bontà o meno delle proposte fatte. Mi pare di aver inteso che c'è una preoccupazione da parte di alcuni settori, che temono uno stravolgimento del sistema a danno della parte privata, per enfatizzare solo quella pubblica. Non è coså. Nella sanità privata ci sono molti interessi in gioco, che poi hanno riverberi anche in altri settori, come quello della comunicazione, come si è visto leggendo alcuni commenti e articoli molto aggressivi su certi giornali milanesi. Noi siamo determinati in questo percorso e non ci facciamo condizionare da pressioni, interessi e men che meno da articoli. Vogliamo fare una cosa giusta, avendo come interesse gli interessi dei cittadini lombardi". "Io - ha affermato il governatore - mi metto nei panni del cittadino lombardo, non in quelli di chi ha interessi nel privato o nel pubblico. Voglio fare un sistema socio-sanitario che metta me, cittadino lombardo che non ha amici influenti, che non ha la possibilità di telefonare al professore per avere qualcosa, in parità con chiunque altro. Questo è il mio unico interesse". Il presidente ha ribadito anche di voler essere, insieme ai due assessori alla partita, Mario Mantovani e Maria Cristina Cantù, e al presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Fabio Rizzi, interlocutore diretto delle parti sociali, perchè vuole, ha spiegato, "che sia la Regione, in tutte le sue articolazioni, a essere coinvolta in questo progetto". "Da oggi - ha concluso - parte questo confronto, che si articolerà in una serie di incontri con i settori della sanità e del sociale, con gli operatori e con tutti gli altri soggetti coinvolti, per arrivare a un'altra giornata come quella di oggi, già entro la fine di luglio".

MANTOVANI - E' la persona, il vero protagonista del 'Libro Bianco sullo sviluppo del sistema socio sanitario in Lombardia', presentato oggi a Palazzo Lombardia. Una persona che può scegliere liberamente dove curarsi in strutture pubbliche o private, certo di trovare all'interno di tutto il percorso di cura quella eccellenza del Sistema sanitario lombardo ben noto e gli strumenti adeguati in risposta ai nuovi bisogni emergenti. Queste in sintesi le linee guida tracciate dal vice presidente e assessore alla Salute Mario Mantovani che, intervenendo oggi alla presentazione del 'Libro Bianco' sulla sanità del futuro, ha sottolineato come "All'interno dell'articolato documento andiamo a ribadire alcuni principi cardine del Sistema sanitario lombardo come la libertà di scelta e la pari dignità nei diritti e doveri tra erogatori pubblici e privati. Una libertà di scelta, che va estesa non solo ai luoghi di cura, ma anche a chi potrebbe accompagnare il paziente nel suo percorso diagnostico terapeutico all'interno del sistema sanitario". "Una sfida ambiziosa quella che lanciamo oggi - ha detto Mantovani - poichè da un lato intendiamo tenere alto il livello di eccellenza delle strutture ospedaliere e sanitarie lombarde, dall'altro porre attenzione ai nuovi bisogni emergenti cui la riforma deve fornire una risposta, primo tra tutti quello della cronicità". Oggi, infatti, abbiamo il 30% di pazienti cronici che assorbono il 70% delle risorse regionali in materia sanitaria". "Fondamentale è anche il tema della ricerca e dell'innovazione - ha posto l'accento Mantovani - perchè non c'è buona cura senza ricerca, innovazione e capacità di motivare al meglio tutti gli operatori del Sistema sanitario, anche grazie all'aggiornamento e alla formazione". "Questa volontà di apertura - ha aggiunto l'assessore alla Salute - è quanto caratterizzerà il percorso d'ascolto che si è aperto oggi con la presentazione del 'Libro Bianco'. Adesso spetta ai tavoli della politica, alle parti sociali e a tutti gli operatori del mondo sanitario confrontarsi e dare il proprio contributo per operare al meglio, in modo da aggiornare rispetto alle nuove esigenze la sanità lombarda, partendo dal livello di eccellenza che ha già raggiunto".

M5S - Per M5S Lombardia le ipotesi di riforma presentate da Roberto Maroni, con un libro bianco, questa mattina sono ancora "abbozzate e indefinite". "Ci attendevamo la presentazione di una riforma, abbiamo assistito all'esibizione retorica di un metodo di lavoro che arriverà forse a una riforma che ci viene rappresentata come condivisa, quando condivisa non è." dichiara Dario Violi, consigliere del Movimento 5 Stelle. "Già i saggi voluti dal presidente della regione sono stati ignorati, come denuncia il dottor Alberto Zangrillo, direttore dell'Unità operativa di Anestesia e rianimazione generale e dell'ospedale San Raffaele e componente della commissione di dodici saggi: "Sulla riforma della rete territoriale ospedaliera non mi risulta che sia stato consegnato l'esito del nostro lavoro. Non c'è stato alcun riscontro. Nè tantomeno il nostro lavoro è stato consegnato al presidente Roberto Maroni, all'assessore regionale alla Salute Mario Mantovani e nemmeno al direttore generale Walter Bergamaschi. Ne sono certo. Perchè ufficialmente il lavoro della commissione non è ancora terminato". "La proposta, per ora, contiene tanti bisogni della politica e non della sanità come la tutela del sistema privatistico sulla quale Maroni ha insistito con particolare veemenza. Il libro bianco contiene pagine e pagine di ipotesi e di parole retoriche condivisibili come trasparenza, efficienza, riqualificazione e taglio dei costi, ma siamo ancora ad anni luce da quella chiarezza che attendevamo arrivasse da chi governa sulle sue reali intenzioni. Sono poi assenti dal dibattito temi di enorme rilevanza come il precariato degli operatori sanitari, la mancanza dei controlli sui pazienti e non sulle cartelle cliniche, lo stravolgimento del sistema di remunerazione degli operatori sociosanitari che dovrebbe pagare la salute e non la malattia come oggi, la gestione degli appalti, la prevenzione e la valutazione ex ante dei provvedimenti assunti dagli assessorati sulla salute dei cittadini. Certo non mancheremo, fatti i debiti approfondimenti, di far avere alla Giunta le nostre proposte per una reale riforma della Sanità Lombarda attenta ai bisogni dei cittadini. Proposte già esposte in più occasioni all'assessore Mantovani" aggiunge Silvana Carcano. Per il consigliere M5S Paola Macchi: "Il metodo di condivisione con gli operatori della sanità non ha evidentemente funzionato o è risultato una farsa. Di fatto è la politica che ha scritto queste pagine. Nel merito, ad esempio, c'è davvero poco in questa riforma sulle persone in condizione di cronicità (malati psichiatrici, anziani non autosufficienti, persone con disabilità, persone affette da dipendenze da sostanze, ecc.) di cui oggi si occupano due assessorati, con una frammentazione di risorse e competenze inutile. La riduzione dei ricoveri dei malati cronici, ha comportato l'intasamento degli ambulatori e soprattutto un maggior carico assistenziale delle famiglie che frequentemente lamentano difficoltà e disservizi. Per questi malati ci sembra davvero poca cosa pensare a modalità innovative di erogazione dell'assistenza sanitaria come ad esempio la "Telemedicina" che dovrebbe consentire magicamente di superare i vincoli della distribuzione territoriale, delle competenze e della frammentazione degli interventi sui malati cronici. Ci saremmo aspettati, su questo, proposte d'intervento concrete ed efficaci , che il M5S intende far avere alla Giunta".

AMBROSOLI - "Serviva una rivoluzione copernicana per garantire il miglior futuro alla sanità lombarda. Invece il documento parte già con aspirazioni limitate, senza volare alto, e possiamo immaginare come arriverà alla fine del percorso. L'impressione è che si procederà a un'opera di manutenzione, con una mediazione al ribasso tra le forze di maggioranza e un netto ridimensionamento degli annunci iniziali". Lo afferma Umberto Ambrosoli, consigliere regionale del Patto Civico, commentando la presentazione del Libro bianco sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia. "La parola riforma scompare dall'orizzonte di questa giunta, sostituita nelle dichiarazioni del presidente Maroni e nel titolo stesso del Libro bianco dalla parola sviluppo. E una prima lettura del documento conferma che molti dei nodi critici del modello lombardo non vengono affrontati con la necessaria determinazione. A partire dal rapporto tra politica e sanità. Nulla di decisivo è detto sul tema, sulle responsabilità gestionali e professionali, sui conflitti di interesse presenti. E ugualmente nulla si legge sul rovesciamento delle attuali logiche di selezione e promozione di manager e professionisti, dettate da criteri di lottizzazione e appartenenza partitica. Se poi, dopo anni di investimento sulla produttività ospedaliera e sulla competizione, era auspicabile che si decidesse di rilanciare finalmente la prevenzione, l'aspettativa resta delusa. Perchè anche su questo aspetto il Libro bianco tace. E c'è un ultimo punto importante. Ridisegnare l'intera offerta sanitaria, riequilibrando il rapporto tra servizi erogati dal pubblico e dal privato dovrebbe essere un obiettivo fondamentale. Invece nulla si dice su come rendere competitivo il pubblico".

LEGA NORD - "Crediamo che il principio della libera scelta fra pubblico e privato nella sanità lombarda vada certamente confermato, ma nel contempo siamo per un potenziamento ed un rafforzamento della sanità pubblica." Coså Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale, commenta la presentazione del Libro Bianco sulla sanità, avvenuta oggi a Palazzo Lombardia." "In altre parole - prosegue Romeo - il pubblico deve poter competere alle stesse condizioni del privato e non a condizioni inferiori, come succede attualmente. Siamo inoltre del parere che la qualità delle cure non debba essere condizionata dall'economicità del risultato. Per questa ragione - conclude il capogruppo leghista - offriremo tutto il nostro supporto al lavoro del Governatore Roberto Maroni e riteniamo un ottimo punto di partenza le linee guida presentate stamane nel Libro bianco sullo sviluppo sociosanitario in Lombardia. "

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