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Milano

 

roberto rampiFoto da Facebook

di Fabio Massa

Tanto tuonò che non piovve. Alessandro Alfieri, dopo l'addio di Maurizio Martina, è diventato il coordinatore regionale lombardo dei democratici. Subito inizia l'iter per formare la nuova segreteria, che rispecchi il cambio alla guida del partito. Come ha riferito Affaritaliani.it, in un primo tempo si ipotizzava l'entrata di vari esponenti nuovi. Invece, alla fine, salvo Luca Gaffuri all'organizzazione, nulla cambia.

Roberto Rampi, ex responsabile organizzativo del Partito Democratico regionale, in un'intervista ad Affaritaliani.it spiega: "Non c'è nessuna innovazione, l'importante era consolidare in vista del congresso. Non è una fase per volti nuovi, è una fase di garanzia. Gaffuri? Malgrado tutto quello che si dice conosce perfettamente il Pd". Infine, sulla Lombardia: "Il nostro obiettivo è di andare avanti sulla politica di Martina, quella del patto civico con esponenti della società civile. Ambrosoli? Dai circoli è visto come un elemento organico al Pd"

L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Onorevole Roberto Rampi, la nuova segreteria è stata varata. Anche se definirla "nuova" è forse un po' eccessivo...
Bisogna che noi capiamo e interpretiamo il passaggio. Non c'è innovazione, né ci doveva essere. Il nostro intento era quello di consolidare in vista del congresso. Maurizio Martina e io avevamo sottoscritto un impegno: avere persone a tempo pieno per operare sul territorio. Alessandro Alfieri, che era il vicesegretario di Maurizio Martina, è diventato il coordinatore politico. Io ho fatto il mio passaggio di consegne a Luca Gaffuri, che diventerà responsabile organizzativo.

Di che cosa si occuperà?
Si occuperà delle feste democratiche, del sito internet, della presenza mediatica. Tornando al livello generale, è hiaro che adesso le scelte da fare sono quelle che ci portano al congresso. A questo gruppo dirigente è chiesta una cosa sola: creare le condizioni per discutere.

Di volti nuovi, malgrado i rumors della vigilia, non ce ne sono stati proprio.
Non è questo il momento per i volti nuovi. Siamo in una fase di transizione. Dobbiamo fare le scelte nel congresso, non adesso. Se avessimo fatto scelte troppo connotate non ci sarebbe stata la funzione di garanzia che invece era richiesta.

Funzione di garanzia?
Sì, certo. Le scelte si fanno con dietro il supporto di chi vota al congresso. Non prima.

Colpisce la scelta di Gaffuri, malgrado qualche incidente di percorso...
Malignità. E' una figura di fiducia del segretario. Il responsabile organizzativo deve essere una figura della quale il segretario si fida ciecamente. Quindi è giusto che sia in segreteria.

Torniamo a parlare di politica: la sconfitta in Lombardia pesa ancora.
Pesa, però la politica non è mica il calcio. Abbiamo perso, ma il progetto politico resta. L'operazione del patto civico non può essere abbandonata. I dati delle amministrative confermano la bontà della scelta che abbiamo fatto ai tempi. Dobbiamo andare avanti a valorizzare gli uomini del civismo locale. Quando si viene schiacciati dalla strategia nazionale, si perde. La proposta nazionale non convince la Lombardia, è chiaro. A me piace dire che non è importante avere ragione, bisogna che qualcuno te la dia. E la Lombardia la ragione non ce l'ha data.

A proposito di patto civico: Ambrosoli si sta muovendo in sintonia con il Pd oppure ha una linea politica autonoma?
Sul piano politico Ambrosoli è visto dai circoli come una figura organica, come una nostra figura. E' rappresentativo per noi. Meritocrazia, onestà, trasparenza... Ambrosoli è uno dei nomi più richiesti dai circoli. Se uno fa l'analisi del voto, tra l'altro, vede che le liste iviche non portano via voti al Pd ma li sommano. Ecco, l'esperienza di Ambrosoli non va buttata.

@FabioAMassa

Tags:
milano rampi pd







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