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Milano

di Fabio Massa

In sesta commissione Ambiente, in Regione Lombardia, è andata in scena la guerra del fango. Da una parte gli agricoltori, gli smaltitori e Confeservizi, l'associazione che sotto la presidenza di Giovanni Bordoni riunisce quasi cento aziende operanti nel campo dell'acqua e della depurazione. L'argomento era la nuova legge per lo smaltimento dei fanghi. Un argomento poco conosciuto, ma di grande valore sia economico che ambientale. Le aziende di Conferservizi, su circa 800mila tonnellate di fanghi trattati e depurati, riutilizzano per l'agricoltura circa 500mila tonnellate, in ossequio alla direttiva europea che vuole si preferisca il riutilizzo alla distruzione. In pratica, i fanghi depurati invece che finire come fertilizzanti nelle campagne, dovrebbero andare al termodistruttore. Alla fine, a chiudere (per adesso) la vicenda ci ha pensato il relatore Fabio Altitonante, che ha rinviato la legge. "Ne discuteremo ancora perché da una parte è impensabile che fanghi certificati finiscano all'inceneritore, e dall'altra però non si può tollerare che, per esempio a Pavia, nel 2013 non si sia effettuato neppure un controllo", spiega ad Affari Fabio Altitonante. Il pericolo, neppure tanto velato, è che la Lombardia possa diventare una terra dei fuochi. "Il problema è che il 60 per cento dei fanghi arriva da fuori dalla Regione. Dobbiamo garantire più controlli", conclude Altitonante.

@FabioAMassa

Tags:
regione fanghi







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