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Milano

IN CHIESA TUTTO IL PAESE TRA "RABBIA E DOLORE" - Una chiesa 'troppo piccola per fare spazio a tanto dolore'. L'epicentro dello strazio e' la parrocchia di Sant'Alessandro, zeppa, dentro e fuori, delle lacrime e della rabbia delle novecento anime di Ono San Pietro, il piccolo borgo delle Val Camonica dove le fiamme hanno inghiottito martedi' la vita di Andrea e Davide, i due fratellini di 12 e 9 anni. Sono solo le parole del parroco, don Pierangelo Pedersoli, rilanciate dagli altoparlanti, a rompere un silenzio surreale e composto, a prendere a pugni le coscienze di una comunita' intera, visibilmente spaurita e incerta, quasi confusa.

"Padre, perdona loro perche' non sanno quello che fanno", dice don Pierangelo; e la mente di tutti corre al centro grandi ustionati di Padova dove e' ricoverato, in bilico tra la vita e la morte, Pasquale Iacovone, bruciato da quelle stesse fiamme che hanno ucciso i suoi figli. Su di lui pesa l'ombra del sospetto dell'omicidio piu' contronatura che ci sia. Le due bare bianche sono arrivate all'appuntamento piu' drammatico del lungo addio dietro il gonfalone del Comune; dietro di esse, lei, Erica, la mamma, in camicia e pantaloni neri, tenuta a stento in piedi dalla pietas dei parenti. "Come fa a non essere turbato il nostro cuore, quello dei parenti, di questa comunita', e' troppo grave cio' che e' accaduto. Il modo in cui le vite di questi due angioletti e' stata interrotta", ha detto nell'omelia il vescovo vicario di Brescia, Vigilio Mario Olmi. "Santo, santo il Signore", ha cantato il coro della parrocchia, facendo risuonare le note tra le stradine di un borgo scosso, sfregiato nell'intimo, offeso senza piu' rimedio, orfano dei figli piu' teneri.

"Signore ricevi le nostre paure e trasformale in fiducia, ricevi la nostra rabbia e trasformala in speranza, ricevi le nostre morti e trasformale in resurrezione", e' il saluto finale di don Pierangelo da dentro la chiesa, meta finale di pellegrini distrutti dal dolore e dall'incredulita'. Quasi in contemporanea si sono aperti, sullo spiazzo davanti la parrocchia, i portelloni dei due carri funebri. Da li' a poco hanno accolto, accompagnate dall'applauso della comunita', le due bare che se ne sono andate via tra un tripudio di palloncini bianchi e blu lanciati verso il cielo dagli amichetti dei due fratellini. "Davide e Andrea sono gia' cosi' lontani", dice un bimbo di Ono San Pietro, il borgo della Val Camonica cosi' addolorato e che sente gia' la struggente mancanza dei suoi figli.

rogo bimbi morti 500

ROGO DI BRESCIA, PAESE IN LACRIME -

Ono San Pietro dice addio ad Andrea e Davide, i due fratellini di 12 e 9 anni, morti nel rogo della loro casa martedi' scorso.

Il piccolo comune di 900 anime della Valcamonica si stringe attorno alla mamma Erica, ai nonni materni Caty e Lino che, nella loro abitazione di via Ronchi, ospitano le bare troppo bianche dei due fratelli. Il Comune ha dichiarato una giornata di lutto cittadino, calato a mezz'asta le bandiere del Municipio e della scuola; i negozi hanno abbassato le saracinesche.

L'epicentro del dolore e' la piccola chiesa di Sant'Alessandro, dove le campane stanno gia' chiamando a raccolta la comunita' per dare l'ultimo addio ad Andrea e Davide. Di fronte la chiesa telecamere e macchine fotografiche a dare notorieta' a una comunita' silenziosa e fiera che questa fama l'avrebbe evitata volentieri: "Siamo distrutti dal dolore, i nostri angeli ci mancano gia'", dice un'anziana nonna del paese. Davanti alla facciata della parrocchia, che appare cosi' piccola per ospitare un dolore cosi' grande, gli striscioni degli amici di Andrea e Davide in cui giurano "di non dimenticarvi mai". Dai manifesti mortuari affissi per le stradine del borgo spicca gia' la damnatio memoriae che sembra aver colpito il papa', Pasquale Iacovone, 40 anni, in bilico tra vita e la morte all'ospedale grandi ustionati di Padova. Nei manifesti il cognome 'affidato' ai bimbi e' Patti, quello di mamma Erica. L'unico accenno al padre sembra essere nell'ultima riga, in quelle due parole: a ricordarvi sono i 'parenti tutti'. Su Pasquale Iacovone gravano pesanti indizi sulla morte dei bimbi, anche se la Procura per adesso ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. La famiglia ha disposto il divieto di accesso in chiesa a telecamere e fotografi. A celebrare la funzione (alle 15), in una giornata troppo soleggiata per Ono San Pietro, il parroco Pierangelo Pedersoli e il Vescovo di Brescia Vigilio Mario Olmi.

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