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Milano

 

 

onorio rosati

di Fabio Massa

 

Onorio Rosati, consigliere regionale lombardo, ex segretario della Camera del Lavoro, interviene in un'intervista ad Affaritaliani.it sulla vicenda di Aler, che ormai è il tema principale all'ordine del giorno in Regione Lombardia. "Dobbiamo intervenire subito sulla governance, dopo aver verificato lo squilibrio sistemico dell'azienda. Dobbiamo vedere se tutte le operazioni del passato sono state autorizzate dalla Regione e se erano nella mission di Aler". Sull'idea di più Aler per Milano Rosati frena: "Non è percorribile. Ma la struttura gestionale deve essere vicina al cittadino". Infine si scaglia contro le occupazioni: "Non si può dare riconoscimento politico a chi teorizza l'occupazione generalizzata degli alloggi sfitti". E sui 30 milioni ad Aler Milano: "Abbiamo rischiato che non si accendessero i riscaldamenti. Adesso si paghino i fornitori". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Consigliere Rosati, ha visto che cosa sta succedendo sulla vicenda delle case popolari e di Aler?
Sicuramente c'è l'esigenza in tempi molto brevi, e mi auguro che le divisioni interne alla maggioranza non portino a differire la data del 26 novembre, di un intervento molto massiccio per quanto riguarda la governance, a partire ovviamente da quella di Milano. Noi abbiamo chiesto di avere tutti i dati. E' stata nominata una società che dovrà fare una verifica dei vari bilanci. Mi pare evidente che la criticità è legata all'Aler Milano. Quindi è vero che qui bisogna fare una riforma complessiva, ma dobbiamo avere in mente il capoluogo.

Insomma, situazioni diverse.
Esatto. Non si possono comparare la realtà di Milano e le altre. Il problema è che qui c'è uno squilibrio tra le risorse di Aler e i costi effettivi nella gestione del patrimonio. Questo è un problema enorme perché è uno squilibrio strutturale. Poi c'è il tema delle acquisizioni. Andiamo a vedere che cosa è stato fatto in questi anni dal punto di vista degli interventi non solo nella gestione ma anche dal punto di vista dei nuovi insediamenti abitativi. Verificheremo se le operazioni fatte erano nella mission di Aler oppure no. E' evidente che Aler si muove per un processo autorizzativo che arriva dalla Regione. Dobbiamo capire se tutti gli interventi sono stati autorizzati. E se sì, perchè sono stati autorizzati.

Per adesso siete in fase di analisi, quindi.
Sì. E' difficile fare una riforma mirata e utile senza avere a riferimento quelli che sono stati i problemi che hanno portato a un disavanzo strutturale di questo tipo. Il commissario parla di "squilibrio sistemico". Ma vorrei capire quanto c'è di cattiva gestione e quanto c'è di carattere strutturale.

L'assessore alla Casa del Comune, Daniela Benelli, ha detto che è necessario avere più di due Aler per Milano.
Noi dobbiamo distinguere quel che è il cda e la governance dalla struttura di carattere gestionale. Dal punto di vista gestionale c'è bisogno di essere il più vicino possibile ai territori e ai quartieri. Non penso che la soluzione sia quella di fare un'ulteriore Aler. Anche perché l'ipotesi della Regione è di fare un'Aler unica. Comprendo però gli aspetti critici di un'Aler che gestisce 90mila alloggi. Tantissimi. Dal punto di vista politico non è percorribile l'ipotesi di fare due Aler.

Poi c'è il tema delle occupazioni.
Noi stiamo vivendo con molta preoccupazione questa nuova ondata di abusivismo e di occupazioni nella città di Milano. Creano disagio ai cittadini e pregiudicano la possibilità di entrare in un alloggio a 22mila persone in paziente lista d'attesa. Su questo dobbiamo essere molto fermi, anche nel dialogo con alcuni comitati. Non dobbiamo discutere solo di governance, ma anche riformare la legge di accesso alle case popolari. Noi abbiamo più di 50mila famiglie in lista d'attesa in tutta la Lombardia. Queste persone hanno bisogni ai quali dobbiamo dare una risposta. Non si può dare riconoscimento politico a chi teorizza l'occupazione generalizzata degli alloggi sfitti.

Infine, un problema risolto è quello dei 30 milioni che la Regione ha mandato ad Aler.
Questi soldi sono arrivati? Bene, bisogna dare soluzione alle centinaia di situazioni aperte per quanto riguarda il pagamento dei fornitori. Ci sono società che hanno erogato servizi e che non sono state pagate. Se non ci sarà al più presto una soluzione positiva, ora che i fondi ci sono, le criticità esploderanno. Ma ci rendiamo conto che a Rozzano le autogestioni sono in forte crisi per questo? Fino a qualche giorno fa non avevano neppure la certezza che il riscaldamento sarebbe stato acceso. Non vorrei che questi 30 milioni non si capisce dove finiscono: devono essere usati per pagare i conti.

@FabioAMassa

Tags:
rosati pd







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