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Milano

 

manifestazione prima della scala 3

Con la riunione del Cda della Scala e l'assemblea del Piccolo Teatro, per Milano si prospetta una giornata molto difficile. Anzi "drammatica" secondo l'assessore alla Cultura di palazzo Marino, Filippo Del Corno, che oggi e' intervenuto a un incontro alla Camera del Lavoro sul futuro delle fondazioni lirico-sinfoniche alla luce dei nuovi provvedimenti legislativi. "Noi chiediamo - ha sottolineato - che il governo tenga fede all'impegno che ha preso rispetto all'ordine del giorno presentato da Rampi, di risolvere il problema e non costringere le fondazioni culturali a diventare degli uffici anagrafe, con tutto il rispetto per chi ci lavora. Con questo decreto di fatto e' cosi'".

Secondo l'assessore all Cultura del comune di Milano dietro c'e' "un disegno molto pericoloso. C'e' piu' di un errore. Si vuole trasformare un teatro in un ufficio anagrafe, ma nei teatri non si forniscono solo servizi". L'auspicio e l'invito e' quello di rivendicare con orgoglio che la produzione di spettacolo e gli investimenti in cultura possano costituire terreno fertile per l'economia della citta'. Il percorso da seguire, secondo l'assessore, da parte delle fondazioni liriche dovrebbe essere unitario anche riconoscendo l'eccezionalita' di alcune situazioni, come quella del teatro alla Scala di Milano CHE sta seguendo un percorso solitario. "Noi ci stiamo apprestando a ospitare un grande evento internazionale - ha ricordato Del Corno - che se riuscira' bene riposizionera' di fatto l'intero sistema paese al centro del mondo. Ci sono caratteristiche di eccezionalita' delle istituzioni culturali della nostra citta' che vanno riconosciute per via legislativa, come per altro gia' accaduto al Piccolo Teatro che dal 1991 e' teatro d'Europa. L'eccezionalita' di Milano in questo momento e' il punto politico: o viene riconosciuta o ne trarremo le conseguenze".

VERGNANO - Il teatro alla Scala di Milano, che tra circa un'ora riunira' il suo Cda sugli effetti del Dl Cultura "avrebbe fatto bene a parlare negli incontri avvenuti prima" del decreto. Una piccola nota polemica da parte di Walter Vergnano, presidente dell'Anfols, l'associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche, per l'atteggiamento del teatro scaligero. "Ovviamente - ci tiene a precisare Vergnano - non e' obbligatorio far parte dell'Anfols. Se la Scala ritiene non sia rappresentativo. E' una scelta che fa quel teatro, assolutamente legittima".

Tuttavia Vergnano nota che "agli incontri con i sovrintendenti la Scala era assente cosi' come agli incontri con i presidenti delle fondazioni il sindaco non c'era. Non so perche' non sia venuta". "A me dispiace - sottolinea - che la Scala fosse l'unica assente quando il ministro ha invitato tutti i sovrintendenti. A tutti noi sarebbe stato utile conoscere la posizione della Scala". Anche perche' "l'opera lirica e' un bene nazionale e se si trovano soluzioni comuni va meglio per tutti" ha spiegato Vergnano.

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