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Milano

 

 

ROSSI AD AFFARI: "NON VOLEVO POLEMICHE CON ROMA"

 

Assessore Rossi, il presidente del Coni Lombardo Marzorati dice che è meglio non dividersi tra Milano e Roma. Si rischia l'appoggio su Expo. Dice che lei ha fatto una mossa azzardata. Poteva parlarne in giunta del Coni...
Prima di tutto vorrei dire che il presidente Malagò è in Argentina. Ma la mia non voleva essere né una provocazione né una lite. Sono stato chiaro con Malagò di persona: conosceva il mio pensiero.

Allora come è andata?
Quando il premier Letta ha parlato di Olimpiadi ha parlato di Italia, non di Roma. E' il presidente del Coni che porta avanti la candidatura, ovviamente. Ma mi compete sottolineare una cosa che Marzorati dovrebbe sapere: stiamo ragionando sul che cosa fare sull'area Expo dopo le Esposizioni. Stiamo ragionando su una cittadella dello sport. Se per caso ci fosse questa possibilità, con uno stadio nuovo, piscina nuova, un impianto di atletica, allora penso che avremmo delle strutture sportive nuove che sarebbero la miglior candidatura possibile per Milano. Ovvio che oggi non ha un senso. Ma in prospettiva ne avrebbe eccome...

Insomma, nessuna polemica?
No, proprio no. Non voglio essere polemico con il presidente Malagò, con il quale vado d'accordo. Né volevo ingenerare uno scontro tra Milano e Roma.

Dal Comune, fino ad adesso, silenzio tombale. Lei della sua idea ne aveva parlato con Chiara Bisconti, assessore di Pisapia?
Con la Bisconti mi trovo il 16 e penso di parlarne in quell'occasione. La candidatura si farà nel 2015, c'è tutto il tempo. Il mio era solo un messaggio per chiarire che in lizza ci potrebbe essere anche Milano.

Cambiamo discorso: che cosa ne pensa della vicenda del Palalido?
Bisogna risolvere al più presto. Anche perché non credo che si possa abusare della pazienza del signor Armani. Non credo che questa possa durare ancora tanto.

@FabioAMassa

di Fabio Massa

 

 

Nessuna sorpresa. Ancora una volta, Milano contro Roma e Roma contro Milano. Prima Expo 2015, adesso le Olimpiadi 2024. Una lite figlia dell'altra. Con contorno di veleni assortiti ed elezioni varie. Ecco la vicenda, a grandi linee. Giovanni Malagò viene eletto presidente del Coni alcuni mesi fa. Antonio Rossi, assessore della Lista Maroni in Lombardia ed olimpionico, spara la bordata: "Ho sostenuto Lello Pagnozzi (l'altro candidato). Con così pochi elettori c'è qualcuno che ha fatto il doppio gioco". Poi, nel cuore della canicola agostana, un'altra stoccata: "Mi fa piacere che il presidente del Coni abbia ripresentato il dossier delle Olimpiadi 2024 bocciato dal Governo Monti - ha commentato l'assessore regionale allo Sport - ma credo che ora la candidatura di Roma possa essere sostituita da quella di Milano". E - ultimo atto - le dichiarazioni di ieri con le quali accoglieva la possibile candidatura dell'Italia dopo la vittoria del Giappone: "Anche Milano può avere le sue carte per candidarsi alle Olimpiadi del 2024".

La diatriba tra Rossi e Malagò rischia di avere effetti importanti. Perché - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - in occasione di Expo 2015 venne stipulato un vero e proprio patto tra la Capitale e la Capitale morale: "A voi l'Expo, a noi le Olimpiadi". Salvo poi, a dirla tutta, rimangiarsi in parte la promessa con le celebri parole di Giulio Tremonti: "Cara Letizia (Moratti), vuoi i soldi su Expo? Guarda che lo Stato non è tuo marito". E giù a tagliare gli investimenti, a botte di centinaia di milioni. Adesso, Rossi e Maroni danno l'assalto alle Olimpiadi. Il governatore invoca l'aiuto di Giuliano Pisapia, che proprio sullo sport, però, ha più di una grana. Ad esempio quella del PalaLido, dove si sarebbe dovuta costruire la "casa" dell'Armani Jeans, ma nel quale è stato trovato l'amianto. Risultato? Tutto bloccato. Tanto che il primo cittadino potrebbe incontrare lo stilista proprio per trovare una soluzione. Intanto l'Olimpia vagabonda qua e là, tra periferie e Forum di Assago. Dalla giunta di Milano, non a caso, per adesso sulla vicenda delle Olimpiadi non è arrivata neanche una parola. Anche perché, non certo sulle posizioni di Rossi si è attestato Pierluigi Marzorati, ex campione di basket e attuale presidente lombardo del Coni, che su Affari aveva già stigmatizzato il primo scontro tra Malagò e l'assessore: "C'è stato un episodio spiacevole tra Antonio Rossi e Giovanni Malagò. E' venuta fuori una polemica inutile tra Milano e Roma. Ma non ci deve essere competizione. Roma aiuta Milano per Expo, e si deve fare viceversa", spiegava. Adesso Marzorati torna sull'argomento: "Chi decide la candidatura è il presidente del Coni. E' molto brutto che ci mettiamo in contrapposizione. Dobbiamo pensare ad Expo 2015: tutti quanti dobbiamo stare assieme. Se ci mettiamo contro, va male anche Expo 2015, tra ripicche e ritorsioni. Rischiamo che Roma ci venga addosso. Una mossa azzardata di Rossi? Sì: è anche membro del consiglio nazionale, prima di far dichiarazioni poteva sentire il suo presidente". Insomma, dura trovare l'intesa su Milano olimpica se anche il Coni regionale ti dà contro ed è guidato da un fedelissimo di Malagò. E si attende la replica di Roma, dove i Palazzi della politica potrebbero decidere - una volta in più - di colpire Milano dove gli fa più male. Nel portafoglio.

@FabioAMassa

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Tags:
milano roma olimpiade







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