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Milano

Gentile direttore,
capisco che, alla luce dei più noti avvenimenti di carattere nazionale e internazionale, le notizie di un Consiglio di zona possano apparire non appassionanti, persino non avvincenti. Ma, dato che l’ordinamento del nostro Paese, anche se a passi lenti, procede verso il decentramento amministrativo, contemplando un maggiore coinvolgimento delle istituzioni più prossime ai cittadini, sento il dovere di porre alla ribalta mediatica un fatto increscioso, materializzatosi nell’ambito del «Cdz 9». Penso, infatti, che alcuni accadimenti non debbano esaurirsi nel perimetro di un quartiere; soprattutto quando mettono in discussione alcuni dei valori cruciali che fondano le nostre comunità, come la famiglia. Oggi, il consigliere del gruppo Pdl Simone Bertoli ha rassegnato le dimissioni dalla carica. Perché? La maggioranza di centrosinistra, costituita dall’asse Partito Democratico-Sinistra Ecologia e Libertà, aveva annunciato (nella conferenza capigruppo svoltasi nella serata di giovedì scorso, al termine della nostra Assemblea) l’imminente voto per sancire la decadenza del collega, “reo” di essersi assentato, per alcuni mesi, dalle riunioni convocate dalla presidenza dell’organo consiliare. Il motivo? A Gennaio, Simone è diventato ancora padre: il suo nucleo familiare è adesso composto da quattro splendidi figli. In tal senso, per ragioni legate alla legittima volontà di favorire la moglie nel primo periodo successivo alla gravidanza, ha scelto di dedicarsi, a tempo pieno, al “nuovo arrivato”. A rigor di regolamento, al quale ci allineiamo doverosamente al di là delle esigenze personali, il collega ha inviato correttamente le deleghe necessarie alla corretta prosecuzione dei lavori delle commissioni. Nessuna anomalia è stata ravvisata nel suo comportamento, tanto più che nulla - in termini di gettoni di presenza - è stato percepito nel periodo di assenza. Eppure, adesso, una cultura evidentemente mutuata dai più noti palcoscenici nazionali, tenta di “colpire” l’avversario attraverso sistemi che nulla hanno a che vedere con la politica. Gentile direttore, più che tentare di “tagliar fuori” dal consiglio il proprio avversario – come poi è avvenuto – ritengo che a prevalere, come in altri ambiti della nostra vita, dovrebbe essere il buon senso. Questa lettera, dopo il passo indietro del collega, mi consente, adesso, di formulare un appello ai colleghi cattolici del Consiglio, compresi quelli che siedono tra i banchi della maggioranza di centro-sinistra, affinché riflettano su quanto accaduto. Stiamo parlando di un uomo, peraltro preparato e appassionato, penalizzato solo ed esclusivamente per aver deciso di assumersi le responsabilità di padre, decidendo di sacrificare, come pochi uomini fanno (questa è la circostanza da condannare), un segmento della propria vita professionale e politica.
 
Cordialmente,
Marzio Ferrario
Consigliere di Zona 9

Tags:
consigliere pdl







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