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Milano

di Fabio Massa

A breve dovrebbe arrivare la sentenza. E potrebbe essere una sentenza pesante. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, siamo vicini a un possibile punto di svolta nella vicenda di Serravalle. Niente a che vedere con la vicenda penale che riguarda Filippo Penati. Protagonista è l'attuale presidente del consiglio provinciale, Bruno Dapei. Nel 2005, quando avvenne l'operazione, Dapei era capogruppo dell'allora Forza Italia, opposizione alla maggioranza di Penati. E fin dall'inizio si battè come un leone contro l'operazione che portò Palazzo Isimbardi ad acquistare le quote della società autostradale da Marcellino Gavio per un totale di 238 milioni di euro. Tanto che fece dapprima un ricorso al Tar, e poi un ricorso al consiglio di Stato, facendo leva sul fatto che era stato violato il suo ruolo di consigliere, visto che la decisione sull'acquisto era stata presa senza passare dal Consiglio Provinciale. Ma c'è di più, perché le "stranezze" che Dapei mette in luce sono anche nella tempistica: il 29 luglio la Provincia decide di acquistare le azioni? In 24 ore ottiene un finanziamento da Banca Intesa per 240 milioni. La vicenda della perizia di Vitale si inserisce in quei giorni convulsi.

Ora che cosa potrebbe succedere? Potenzialmente molto. Perché il consiglio di Stato - questo è l'auspicio di Dapei - potrebbe decidere di accogliere il ricorso. E questo avrebbe una conseguenza non di poco conto: la Provincia dovrebbe restituire le azioni a Gavio, allo stesso prezzo al quale le pagò: 8,83 euro. E c'è già chi trema, perché sarebbe davvero un colpo di scena...

@FabioAMassa

Tags:
serravalle incognita consiglio






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