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Milano

Di Cinzia Boschiero

amos nannini

"Il nostro fondatore, Prospero Moisè Loria, voleva che si assistessero le persone derelitte, si avviassero progetti per i cittadini, per la crescita sociale e culturale, nel mondo della istruzione e del lavoro. E ancora oggi lo facciamo". Con una intervista ad Affaritaliani.it, Piero Amos Nannini, presidente della Società Umanitaria, ripercorre i 120 anni di storia di una delle istituzioni fondanti di Milano. "Come ente morale, tutte le nostre attività uniscono alla divulgazione della cultura a tutti i livelli, una attenzione particolare a favore delle fasce più deboli. Siamo un Centro culturale, formativo e informativo di importanza europea ed internazionale". E sui legami con la massoneria: "Siamo stati fondati da un massone, ma non abbiamo legami massonici. Siamo un ente morale che negli anni si è evoluto e punta alla modernità dell'assistenza ai bisognosi".

Dottor Nannini, festeggiate quest'anno i 120 anni del vostro ente morale, la Società Umanitaria, come è cambiata negli anni questa istituzione che fa parte della storia italiana?
"Siamo rimasti fedeli ai principi del suo fondatore e benefattore Loria  che lasciando 10 milioni di euro importo che era, a quel tempo 1893,  pari a quasi la metà del bilancio del Comune di Milano voleva che si assistessero le persone derelitte,  si avviassero progetti fondamentali per i cittadini e per la crescita sociale e culturale,  il mondo della istruzione e del lavoro. Come ente morale, tutte le nostre attività uniscono alla divulgazione della cultura a tutti i livelli, una attenzione particolare a favore delle fasce più deboli, intendendo con questo termine coloro i quali vengono esclusi dal vivere sociale. Siamo un Centro  culturale, formativo e informativo di importanza europea ed internazionale;  abbiamo creato e potenziato sinergie con enti, associazioni, imprese in Italia e all'estero, proprio per ottimizzare energie che diano concretezza e soluzioni al vivere sociale di qualità. Presso di noi ora ha anche sede il Forum di tutte le associazioni di volontariato nazionale".

Quali sono i progetti con cui fate rete sul territorio?
"Facciamo rete sia per le associazioni di volontariato con cui collaboriamo e a cui diamo spazio per le loro attività che per creare posti di lavoro. L'Umanitaria  è da sempre a fianco di chi ha bisogno e da 120 anni si è distinta con iniziative e battaglie sociali di rilievo basti pensare alle case popolari, alle scuole arti e mestieri di cui è stata fautrice; al Teatro del Popolo; alle case di accoglienza per emigranti; alla Casa del Pane; ai corsi diurni e serali che proseguono con intensità e a tante altre occasioni di divulgazione di valori e cultura quali gli incontri "Libri&Caffè"; la stagione dei concerti; i concorsi per i nuovi talenti della musica , dell'arte, ma non solo".

Come sono in 120 anni evoluti anche gli spazi della Società Umanitaria in Italia?
"Un tempo la Società Umanitaria era presente con uffici di rappresentanza quasi in tutta Italia (da Tirano all'Aquila, da Padova a Modena, da Udine a Firenze, da Ventimiglia a Cesena) e all'estero (da Basilea a Marsiglia, da Monaco a Strasburgo).  Oggi le sedi sono oltre alla sede storica di Milano, ad Alghero, Cagliari, Carbonia-Iglesias; Napoli; Roma e Vailate. Quest'ultima sede, l'ex convento di Santa Maria delle Grazie (eredità dell'ex consigliere dell'Umanitaria Felice Ferri), finalmente è tornata al suo splendore, dopo una lunga e accurata opera di risanamento, recupero e ristrutturazione edilizia, in accordo con la Sovrintendenza per i Beni Archeologici e per il Paesaggio della Lombardia e con il Comune di Vailate. diventerà sede di vari ed utili progetti sociali quali la Casa di Riccardo a favore dei bambini che hanno la sindrome di Asperger; residenza per studenti in difficoltà e centro diurno per anziani".

Voi siete nati formando artigiani, muratori, lavoratori che ancora oggi vi ricordano con gratitudine , ma quanto oggi servono ancora le realtà come la vostra che diano sostegno per le professioni semplici eppure così utili e richieste anche dalla società civile?
"Oggigiorno occorre sempre di più saper rivalutare le professioni cosiddette umili, che poi in verità umili non sono da un lato perché servono tantissimo al mondo civile e poi perché sono sempre più richieste e a volte meglio retribuite di quelle con laurea. L'umanitaria con la Casa del Pane ad esempio forma panettieri, pasticceri; con i corsi formiamo artigiani; ma diamo anche la possibilità , tramite l'Università di mediazione linguistica, di poter imparare bene le lingue da docenti. Senza la conoscenza delle lingue non si va da nessuna parte in un mondo in continua evoluzione come il nostro".

Il vostro board lavora gratuitamente?
"Tutto il board, consiglieri ha nomina senza portafoglio e tutti si impegnano costantemente e con dedizione, concordando con Presidenza e Direzione generale le priorità mese per mese. Le finalità, lo ripeto, sono rimaste quelle del fondatore, Prospero Moisè Loria, mecenate milanese di origine mantovana : l'assistenza e la beneficenza dei diseredati; l'assistenza mediante la valorizzazione dello studio; dell'istruzione e del lavoro. Ancora oggi molte persone da noi ritrovano la strada, riscoprono nuove discipline, approfondiscono ed acquisiscono competenze; donano il loro tempo per cause sociali e di assistenza meritorie. Oltre ai corsi, nel sociale, tra i progetti principe della Società Umanitaria c'è il programma Mentore  che significa avere volontari che si affiancano a ragazzi in difficoltà e donano un'ora alla settimana a dare loro sostegno per ricondurli sulla via dello studio e della crescita personale e dell'autostima".

A suo tempo era stato firmato un protocollo d'intesa fra i sei enti storici della formazione di Milano tra cui l'Umanitaria, cosa ne è scaturito?
"Intanto negli anni  l'Umanitaria si è certificata a livello di qualità ISO 9001-2000, nell'ambito della formazione professionale e specifica il suo intervento nell'area del disagio e dello svantaggio sociale: nelle periferie, per la scuola, in carcere. Su questa linea, era stato firmato un protocollo d'intesa tra i Sei Enti Storici della Formazione di Milano sotto l' egida del Comune di Milano, al fine di realizzare un patto di rete. Proprio il concetto di Fare Rete ci differenzia da altre realtà, lavoriamo assieme al territorio e per il territorio con etica e trasparenza. Collaboriamo nelle aree della cultura, della  formazione, della promozione, dell'orientamento anche realizzando progetti di inclusione sociale. Le città dove ha sede l'Umanitaria (per ora a Milano, Roma, Napoli, Alghero, Cagliari, Carbonia), legano attività e interventi territoriali ad una filosofia operativa comune che, prendendo in esame i fenomeni più contraddittori della nostra società, possa porvi rimedio sia creando innovativi  progetti-pilota, sia stabilendo accordi di programma con altri enti ed istituzioni. La sinergia territoriale e la capacità di ascolto sono fondamentali e caratterizzano l'impegno di tutto il nostro staff. Non dimentichiamo che la Società l'Umanitaria nel 1906 fece costruire un quartiere operaio-modello in un'ottica socio-educativa dello spazio abitativo a Milano in cui nel 1908 Maria Montessori avviò i contatti per istituire una Casa dei Bambini quale 'esperimento didattico e sociale" poi da riproporre su larga scala "in ogni quartiere e in ogni città'".

Cos'è il programma Humaniter?
"Il programma Humaniter offre alle persone la possibilità di socializzare, di approfondire un certo tipo di studi, di soddisfare la loro curiosità in campi difformi da quelli loro usuali, o semplicemente di restare al passo dei tempi, attraverso un rapporto continuo con il mondo dell'arte, della cultura, dell'informazione. Per fare questo l'Humaniter si basa esclusivamente sulla forza del volontariato (per il supporto alla segreteria, le attività di intervento sociale, tutte le docenze) attraverso un vastissimo programma di Corsi di tutti i generi, diurni e serali. La cadenza dei corsi è annuale, da ottobre a metà giugno; i corsi sono ormai oltre 350, suddivisi in dieci categorie tematiche".

Come si snoda il vostro calendario di attività?
"È poliedrico: arte, musica, incontri, seminari, eventi, mostre, teatro, kermesse, concorsi. Inoltre realizziamo pubblicazioni e libri di elevato rilievo culturale contribuendo alla cura del patrimonio storico, artistico. Il nostro Archivio Storico e la Biblioteca sono il fulcro della nostra attenzione al presente tutelando il passato".

In 120 anni di attività  la Biblioteca Società Umanitaria è diventata una delle biblioteche specialistiche più significative non solo dell'area lombarda, ma anche a livello nazionale ed europeo nell'ambito della storia del socialismo e del movimento operaio, della storia sindacale, economia e sociale italiana ed europea ed in genere della storia contemporanea. Come riuscite a tutelare questo patrimonio?
"Il catalogo di volumi, periodici, pubblicazioni, opuscoli e documenti conservati presso la biblioteca è di oltre 70mila voci. Abbiamo  avviato un progetto di valorizzazione e di digitalizzazione di ciò che abbiamo: i depositi cartacei  costituiscono il patrimonio dell'Archivio Storico, un complesso più o meno integro di atti, corrispondenze, registri, opere (l'inventario, suddiviso in tre periodi storici- dal 1893 al 1986- è stato recentemente pubblicato in sei volumi) e fotografie di grande valore storico (quasi 2.000 immagini), che documentano oltre un secolo di storia dell'ente attraverso le attività dell'Ufficio Agrario, dell'Ufficio del Lavoro, dell'Ufficio Emigrazione, della Scuola del Libro, delle Scuole professionali".

Quali erano  i rapporti con la Massoneria?
"Forse non è corretto dire che la Massoneria ha fondato importanti organizzazioni sociali e umanitarie; di certo è innegabile però che a fondarle sono stati dei Massoni, a testimonianza profana di ciò che avevano acquisito nella frequentazione delle Logge. Il facoltoso commerciante ebreo e massone, Prospero Moisè Loria; ha consentito che nascessimo e anche oggi proseguiamo ad essere un vero e proprio laboratorio pedagogico e sociale, nell'ottica di un sistema formativo integrato. Noi siamo stati fondati da un massone, ma non abbiamo legami massonici siamo un ente morale che negli anni si è evoluto e punta alla modernità dell'assistenza ai bisognosi".

In un periodo di crisi come questo bastano gli aiuti di  volontari e sostenitori ad un ente come il vostro?
"La raccolta del 5 per mille e la buona volontà non bastano mai: il nostro impegno costante richiede, soprattutto in tempi di crisi, la necessità di dare maggiore visibilità a ciò che siamo e a cosa rappresentiamo, ma soprattutto ai volti di chi è al nostro fianco perché l'Italia va ricostruita dalle fondamenta oggi più che mai con la memoria storica e il Saper Fare. La Società Umanitaria in questo è un fulgido esempio e può dare il suo consistente contributo umano, culturale e formativo, solo se saprà comunicare bene ciò che realizza giorno dopo giorno al fianco dei cittadini. Per avere sponsor , enti e aziende che diano borse di studio o che ci sostengano è importante far sapere cosa facciamo ogni giorno e presenteremo il 25 giugno un  importante libro, sul primo decennio   (1893-1903) della nostra esistenza per spiegare che , già sei mesi prima di essere ufficialmente riconosciuta,  l'Umanitaria c'era, era un Ente vivo, pulsante, pronto a darsi da fare. La nostra storia è stata fatta da riformatori convinti.  I primi due lustri dell'Umanitaria non sono stati anni di stand-by, ma testimoniano l'impegno di un gruppo coeso di uomini e donne che, pur essendo di ideologia non proprio allineata (erano "democratici e socialisti, laici senza partito, massoni, moderati e repubblicani" - come ricordava Giovanni Spadolini), seppero fare fronte comune, dimostrando responsabilità e cuore nel fare vincere un'idea nuova di assistenza, di istruzione e di cultura".

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