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Milano
Sterminò la famiglia, Lissi ottiene il rito abbreviato: "Uccisi i figli perchè li amavo troppo"
carlo lissi, cristina omes

Il giudice del tribunale di Pavia Luisella Perulli, durante l'udienza preliminare di martedì 21 aprile, ha concesso che Carlo Lissi sia giudicato con rito abbreviato. Il 31enne che nella notte del 14 giugno 2014 uccise nella sua villa di Motta Visconti la moglie Cristina Omes di 38 anni ed i loro due figli Giulia, 5 anni, e Gabriele, 20 mesi, potrà dunque sperare in uno sconto di un terzo della pena. Il triplice omicida non era presente in aula, dove c'era invece Giuseppina Redaelli, mamma di Cristina e nonna di Giulia e Gabriele. "Sarà presente in una delle prossime udienze, per raccontare quanto è successo – ha spiegato il legale di Lissi, Corrado Limentani -. È molto afflitto per quanto è successo e disposto a espiare la giusta pena per le sue responsabilità". Sono dodici le parti civili che si sono costituite complessivamente a processo. Come previsto dal legale della famiglia Redaelli, l'avvocato Domenico Musicco, la difesa di Lissi ha chiesto per il proprio assistito la semi-infermità mentale, sulla scia di una perizia psichiatrica che ne proverebbe un "vizio parziale di mente". La parte civile ha chiesto e ottenuto un'altra perizia psichiatrica d'ufficio. L'incarico sarà assegnato nella prossima udienza, prevista per il 14 maggio.

I VERBALI: "AMAVO UN'ALTRA ALLA FOLLIA" - Lasciano sgomenti alcuni passaggi dei verbali nei quali gli inquirenti hanno raccolto le testimonianze di Lissi, come riportato dal Corriere. Così il giovane informatico ha raccontato dell'infatuazione per una collega di lavoro, che ha iniziato a roderlo interiormente: "Ho conosciuto Maria a marzo. Condivideva la mia passione per la moto, abbiamo iniziato a parlare, andavamo a pranzo insieme, la nostra intesa aumentava. Non abbiamo mai avuto rapporti sessuali, lei aveva una relazione e mi ha detto che non avrebbe mai tradito il partner. Ma io ho creduto che lei fosse il vero amore. Ho iniziato a pensare alla separazione, avevo visto che ci poteva essere il divorzio veloce, ho chiesto a due miei colleghi: uno mi aveva detto di avere dovuto affrontare qualche sacrificio economico e di avere perduto l’affetto dei figli per colpa della ex moglie". Ed ancora, raccontava ai magistrati lo scorso 28 febbraio: "Avevo tanti pensieri, ma il mio fine era lei, avrei sopportato di stare da solo per qualche tempo con la prospettiva di attenderla. Pensavo a lei ogni momento libero. Non so se voi vi siate mai innamorati alla follia? Sentivo lo stomaco in subbuglio, attendevo sempre di vederla, pensavo a lei in continuazione. Volevo la separazione ma ero bloccato, preoccupato del giudizio dei miei genitori, dei parenti di lei, angosciato dal timore di una conflittualità in cui il rapporto con i figli ne avrebbe risentito".

"LEI PIANGEVA E GRIDAVA 'NO'" - La vita coniugale come una gabbia. Ma il delitto non sarebbe stato premeditato: "Mi consideravo un buon papà e un pessimo marito. Prima di conoscere Maria ho avuto altre due esperienze extraconiugali con colleghe". La sera stessa del delitto, aveva confessato alla moglie: "Le ho detto che non ero felice, che mi ero innamorato di un’altra ragazza. Lei era incredula. Poi mi ha detto che mi odiava, che stavo rovinando una buona famiglia". Quindi, il tragico racconto del triplice omicidio: "Eravamo nella taverna. Ha cercato di tirarmi due sberle, l’ho bloccata. Poi è scappata di sopra e l’ho inseguita con il coltello che ho preso dal ceppo in cucina. Il primo colpo l’ho indirizzato al collo mentre ero alle sue spalle. Lei piangeva disperata e gridava 'no'. Poi ha tentato di scappare dalla porta d’ingresso ma l’ho riportata dentro. Cristina ha iniziato ad urlare chiedendo 'perché? perché?', ma io non riuscivo a fermarmi. Ho pensato di concludere il disastro sia con i figli che con me. Sono salito in cameretta e ho fatto quello che ho fatto. Mi pare di avere colpito prima Giulia, poi Gabri. Ho cercato di farlo su di me ma non ho avuto il coraggio". Perchè uccidere anche i figli? "In quel momento non volevo che soffrissero senza il padre e la madre perché li amavo troppo. Però non riesco a spiegarmi neanche io..."

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