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Milano

La Squadra Mobile di Milano ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronto di Filippo Marcello Tutino, nato a Caltanissetta, 52 anni, con precedenti per associazione mafiosa nonchá in materia di stupefacenti ed armi, già detenuto ad Opera. L'uomo è indagato per concorso in strage pluriaggravata - dalla finalità di terrorismo e da quella di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa "cosa nostra" - per la strage di via Palestro del 27 luglio 1993 e in cui persero la vita il Vigile Urbano Alessandro Ferrari, i Vigili del Fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, ed il signor Moussafir Driss. Tutino avrebbe fornito supporto logistico al gruppo di persone incaricate di compiere la strage, avrebbe inoltre prelevato Gaspare Spatuzza e Francesco Giuliano alla stazione di Milano ed avrebbe partecipato al furto della Fiat Uno poi fatta esplodere, nonchá al trasporto dell'esplosivo ed alla sua collocazione nella suddetta auto.

L'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Milano, Anna Laura Marchiondelli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia - Procuratore Aggiunto Ilda Boccassini e Sostituto Procuratore Paolo Storari. Secondo quanto spiegano gli inquirenti, il coinvolgimento di Tutino nella strage (per cui sono già stati condannati altri soggetti, tra i quali il fratello Vittorio) è emerso per la prima volta dalle dichiarazioni di Spatuzza, che hanno trovato vari riscontri; tra essi, le attività investigative svolte tra il 2009 e il 2011 dalla Squadra Mobile di Milano e dal Servizio Centrale Operativo su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che hanno evidenziato l'esistenza di un legame stretto ed attuale tra Tutino e la famiglia mafiosa dei Graviano, che fu incaricata dai vertici di "cosa nostra" di organizzare le stragi del 1993/1994.

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via palestro







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