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Milano
"Sono venuto qui apposta per denunciare l'endemica assenza di risorse umane ed economiche alla procura di Monza che viene trascurata ingiustamente dal ministero della Giustizia". Non usa mezzi termini il procuratore della Repubblica di Monza Corrado Carnevali, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'operazione "Clean city" eseguita oggi dalla guardia di finanza su coordinamento dei pm monzesi Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo. "Forse proprio perchá siamo un ufficio virtuoso - ha proseguito Carnevali -, dobbiamo lavorare senza risorse, mentre altre procure anche adiacenti, la procura di Bergamo per non fare nomi, pur coprendo un bacino giudiziario minore gode di un organico superiore e di recente se lo è vista aumentare per ragioni che non comprendo".

Oltre 200 militari della Guardia di Finanza di Milano e Monza stanno eseguendo l'arresto di 26 persone (14 in carcere e 12 ai domiciliari) nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Monza su appalti pubblici truccati e tangenti a politici e amministratori locali. L'operazione riguarda quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia, e i capi d'imputazione contestati sono corruzione, turbativa d'asta, truffa aggravata ai danni di ente pubblico ed emissione di fatture false. Tra le persone coinvolte, cui se ne aggiungono 15 con l'obbligo di dimora, ci sono anche un sindaco del Milanese, tre assessori, funzionari comunali e provinciali e imprenditori. Sequestrati beni per 14 mln di euro.

In tutta Italia sono in corso perquisizioni e sequestri nell'operazione 'Clean City', che riguarda appalti truccati e tangenti in lavori di raccolta di rifiuti urbani per 260 milioni. In manette politici e impendiori delle province di Milano, Frosinone e Andria.

In questa indagine "è emerso che la corruzione è diventato un sistema per aggiudicarsi gli appalti pubblici e questo si traduce in concorrenza sleale agli altri imprenditori e finisce per danneggiare l'intera economia in questo momento di crisi". Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Monza Corrado Carnevali, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'operazione "Clean city" eseguita oggi dalla guardia di finanza su coordinamento dei pm monzesi Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo. Carnevali - che ha voluto ringraziare oltre che la guardia di finanza, i magistrati e il personale amministrativo della procura che dirige per il lavoro svolto - ha dichiarato che nei quindici anni in cui si è occupato di perseguire i reati contro la pubblica amministrazione, non gli ß mai capitato di assistere con l'occhio e l'orecchio dell'inquirente a un'attività di corruzione tanto sistematica. Nemmeno quando a Milano dirigeva il dipartimento che specificamente si occupa di questo tipo di reati.

Il procuratore, ha poi voluto "tranquillizzare il Comune di Monza che qui non è coinvolto, perchá l'appalto oggetto dell'inchiesta è stato concluso dall'amministrazione precedente". Il riferimento è all'appalto per la raccolta dei rifiuti del 2009, del valore di 127 milioni di euro, vinto dalla Sangalli Giancarlo & C. srl, la società al centro dell'inchiesta. Per questo appalto sono finiti tra gli altri agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e turbativa l'ex assessore comunale all'Ambiente Giovanni Antonicelli, e in carcere la dirigente dello stesso settore Gabriella Di Giuseppe.

Infine, Carnevali ha voluto "tranquillizzare oltre mille dipendenti della Sangalli Giancarlo and C. srl, rassicurandoli che l'intervento dell'attività giudiziaria non influirà sui servizi stessi che continueranno fino alla scadenza dei contratti".

METROPOLITANA MILANESE

Appalti "oliati" anche per la pulizia di spurghi, manutenzione tombini e griglie corsi d'acqua assegnati nel corso degli anni dal 2002 al 2012 per un valore 13,5 milioni. Sono incolpati di corruzione e turbativa d’asta due funzionari del Servizio Idrico Integrato di M.M., Riccardo Zanella, ancora in servizio e Vincenzo Dodaro, oggi in pensione (entrambi in carcere). Con loro, Stefano Stucchi, Paolo Genovese (entrambi ai domiciliari), Carlo Alfonso Barzaghi, Luigi Massimo Samele, Daniele D'Alfonso, Marco Mauri, Dario Morganti, Alberto Marazzato, Claudio Zaccagnini, Giulio e Tullio Zanetti (per loro disposti obbligo di dimora) e Laura Milanesi, dipendente dell’azienda (ai domiciliari). Anche in questo caso i funzionari si sarebbero adoperati per redigere capitolati favorendo la Sangalli, mentre gli imprenditori, ripresi a loro insaputa dai finanzieri durante una riunione, si sono accordati illecitamente per spartirsi alcuni lotti.

LA NOTA - Metropolitana Milanese spa comunica di essere parte offesa nell’indagine in corso,  riguardante la manutenzione del settore fognario, che vede coinvolto un dipendente in carico alla Società e  un ex dipendente che invece ha lasciato l’azienda 18 mesi fa.
MM  conferma la piena fiducia nell’operato della magistratura.
Contestualmente è stata avviata una verifica interna in merito al rispetto delle relative procedure aziendali.
In applicazione della normativa vigente il dipendente coinvolto nella vicenda è stato sospeso dal servizio.

Sono sette gli appalti per un totale di 260 milioni di euro che si ß aggiudicata o in un caso ha tentato di aggiudicarsi la Sangalli Giancarlo & C. srl, nel mirino della procura di Monza e ritenuta "l'epicentro del sistema corruttivo" come scrive il giudice per le indagini preliminari Claudio Tranquillo nell'ordinanza d'arresto per i titolari: il padre Giancarlo Sangalli, finito agli arresti domiciliari in ragione della sua età, e i figli Patrizia Annamaria, Daniela e Giorgio Giuseppe, in carcere. In primo luogo, questi ultimi sono accusati di aver pagato due tangenti da un milione di euro ciascuna per aggiudicarsi l'appalto della raccolta dei rifiuti del 2009 da 127 milioni. La prima tangente sarebbe stata suddivisa tra diversi politici e funzionari del comune di Monza per pilotare la gara. Si tratta dell'ex assessore all'Ambiente Giovanni Antonicelli (ai domiciliari); della dirigente del settore Ambiente Gabriella Di Giuseppe (in carcere); dell'ex presidente e di un ex componente della commissione Ambiente, Antonio Gabetta e Daniele Massimo Petrucci, oggi consigliere della Provincia di Monza e Brianza, (obbligo di dimora); di un membro della commissione giudicatrice della gara, Claudio Brambilla, oggi segretario comunale in diversi comuni in provincia di Lecco e Bergamo (domiciliari); e del consulente nominato per predisporre il capitolato tecnico, Stefano Mambretti (ai domiciliari). La seconda mazzetta sarebbe stata versata all'ex presidente e all'ex direttore generale Amsa, Sergio Galimberti e Salvatore Cappello, che hanno l'obbligo di firma.

Gli altri appalti al centro dell'indagine, sono quelli per un totale di 13,5 milioni della Metropolitana milanese spa per la pulizia di spurghi assegnati tra il 2002 e il 2012; il rinnovo del contratto di servizio raccolta rifiuti del comune di Pioltello da 7,5 milioni che è costato al sindaco Antonio Concas il carcere per una tangente da 20mila euro; quello da 3,5 milioni per la manutenzione del cimitero comunale di Monza, che la Sangalli si è aggiudicata attraverso un'associazione temporanea di imprese; l'appalto da 90 milioni per la raccolta dei rifiuti del comune di Andria e Canosa; l'appalto da 25 milioni per la raccolta dei rifiuti nel comune di Frosinone non ancora assegnato; la locazione di un immobile da adibire a sede temporanea della Brianzacque (non perfezionato a causa dell'indagine in corso) e per lo smaltimento di fanghi da 570mila euro. Nell'ambito dell'inchiesta, la Sangalli Giancarlo & C. srl è indagata ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. "Qui si parla di criminalità di impresa - ha spiegato il pm Giulia Rizzo -. Vuol dire che l'impresa si fa parte attiva delle condotte criminose dei corruttori che agiscono nell'interesse stesso della società. Infatti la Sangalli ha acquisito lo status di azienda leader nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Brianza e anche in altre regioni. È la società in primo luogo ad essersi accaparrata il profitto criminale, distogliendolo ad altre aziende". La finanza ha poi fatto luce sui lavori per 120mila euro affidati dal Comune di Monza alla PiGiEmme riconducibile a Giuseppe Esposito, detto Peppe u curto, attuamente in carcere perchá ritenuto il capo di un'organizzazione camorristica operante a Monza. L'inchiesta ha visto coinvolto ancora una volta in presunti episodi corruttivi l'ex assessore Antonicelli, che si sarebbe adoperato per far assegnare appalti all'azienda in cambio di appoggi elettorali.

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