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Alla borsa di Milano non piace la Vita dei renziani

Alessandro Pedrini per Affari italiani Milano

PILLOLA DI BORSA

“Vita Società Editoriale” è sbarcata in Borsa all’AIM il 22 ottobre del 2010 collocando circa 2,7 milioni azioni ordinarie ad un prezzo di 0,94 euro cadauna e raccogliendo sul mercato 2,53 milioni di euro. Il primo giorno di quotazione è stato un successo con un rialzo del 6,38%. La luna di miele con il mercato è però durata poco, anche a causa della pesante crisi economica che ha colpito in modo particolare il settore dell’editoria. Dalla quotazione ad oggi il titolo ha iniziato una continua fase di discesa. Oggi vale circa 0,1070 euro per azione. La performance a due anni segna un -47%, a un anno del -32% e a tre mesi del -11%. La capitalizzazione di “Vita” è la più bassa del mercato (1,7 milioni di euro) e gli scambi, quando ci sono, sono insignificanti (media giornaliera di 1.640 euro, secondo gli ultimi dati del mese di maggio forniti da Borsa Italiana). Da sottolineare che la società non distribuisce dividendo come da statuto, andando contro quello che è il principio stesso di investimento finanziario in una azienda (non considerando il fine etico del progetto no-profit).

PER SAPERNE DI PIU’

Il gruppo editoriale milanese “Vita” è costituito dalla capogruppo “Vita Società Editoriale Spa” e dalla controllata al 100% “Vita Makers srl”. “Vita Editoriale Spa”, si legge dal bilancio, è la prima media company italiana specializzata nei temi del Terzo Settore. E’ leader nell’informazione sui temi della società civile, del non profit, della responsabilità sociale e della sostenibilità. Dal 1994 pubblica il noto periodico “Vita”, mensile dedicato al racconto dell'attualità con un occhio sui temi e gli eventi italiani e internazionali. Attraverso il sito internet “vita.it” garantisce l’informazione e l’aggiornamento quotidiani con particolare attenzione al Terzo Settore. Il Gruppo offre inoltre competenze digitali innovative, consulenza e tecnologia per affiancare imprese e organizzazioni. “Vita” rappresenta il primo caso di società quotata il cui statuto prevede la non distribuibilità dei dividendi. Gli eventuali utili possono essere destinati a sostegno del Piano Strategico e del piano di investimenti che la società intende perseguire.

K GROUP SRL, FIDUCIARIA SANT’ANDREA E LA FONDAZIONE VITA, PRESIEDUTA DA VINCENZO MANES, GLI AZIONISTI DI RIFERIMENTO

Il Capitale Sociale è composto da circa 15,7 milioni di azioni ordinarie per 0,28 euro nominali cad. Gli azionisti di riferimento sono: · K Group Srl 25,02% · Fiduciaria Sant’Andrea Srl 13,65% · Fondazione Vita 8,16% Il flottante è pari al 53,17% I soci di K Group Srl sono per il 99% ancora la fiduciaria Sant’Andrea Srl che scherma i soci e per l’1% da Fabio De Marchi. La Fondazione Vita, che vede l'amico del premier Renzi, Vincenzo Manes alla presidenza, si attesta a poco più dell'8%.

PERFORMANCE, SCAMBI E CAPITALIZZAZIONE DRAMMATICI

Il gruppo “Vita” è stata una delle prime aziende a quotarsi all’AIM in Italia. A quasi cinque anni dalla quotazione, gli azionisti che hanno scommesso su quest’azienda no profit lombarda, si leccano le ferite. Perdite elevate del titolo, capitalizzazione bassa e scambi poco significativi non giocano certo a favore degli azionisti che lentamente vedono svanire i loro risparmi investiti in questa azienda. Ecco le performance ad oggi: a 2 anni: -47%; a 1 anno: -32%; a 6 mesi: -10% a 1 mese: -7% Al 30 maggio 2015 (ultimi dati ufficiali di Borsa Italiana) la società segnava una capitalizzazione di mercato intorno a 1,7 milioni di euro, la più bassa dell’intero indice, con una media giornaliera di scambi di circa 1.600 euro (anche questa la più bassa dell’AIM).

RICAVI ED EBITDA 2014 IN CRESCITA, PERDITA PER 214MILA EURO E PFN IN PEGGIORAMENTO

“Vita Società Editoriale” chiuso il 2014 con un valore della produzione a livello consolidato in aumento del 47% (da 3.265 mila euro a 4.804 mila euro) grazie alla crescita sia per linee esterne realizzata attraverso l’acquisizione di un ramo d’azienda dalla K Group Srl (azionista di riferimento), sia per linee interne, in particolare dei ricavi per prestazioni servizi editoriali. Il ramo d’azienda acquisito è costituito da una piattaforma tecnologica all’avanguardia denominata QOOB per la gestione di contenuti multimediali e la successiva distribuzione su tutti i device disponibili sul mercato, e di un team in grado di garantire un approccio evoluto al mercato dei progetti di comunicazione digitale, in particolare sui temi di riferimento del Gruppo Vita. Tale conferimento ha però visto crescere i costi della produzione del 45%, passando da 3,2 milioni di euro a 4,6 milioni di euro. L’EBITDA è positivo per 152mila euro rispetto ai 48mila dell’esercizio precedente. L’EBITDA margin è pari al 3,16% in crescita rispetto all’1,47% dell’esercizio precedente ma comunque molto al di sotto della media dei competitor. Il 2014 segna una perdita di 214mila euro rispetto ai -241mila dell’esercizio precedente. La Posizione Finanziaria Netta 2014 evidenzia un indebitamento finanziario netto per 2,2 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 945mila euro del 2013.

IL FUTURO

Con grande impegno il Gruppo sta puntando ad una diversificazione dei servizi che si dividono in tre linee di business: contenuti, consulenza e tecnologia (quest’ultima da metà 2014). I contenuti saranno sempre più integrati con gli aspetti di comunicazione digitale e tecnologici. Le attività di consulenza si concentreranno sui temi della CSR e della sostenibilità e sull’offerta di servizi per la gestione della filantropia, con forte azione commerciale e sarà dato significativo impulso al processo di internazionalizzazione del Gruppo Vita puntando sull’irrobustimento dell’ufficio di Bruxelles e grazie al lancio, nel secondo semestre 2015, del sito dedicato a ‘Vita International’. Si completerà poi il processo di razionalizzazione dei costi avviato nel secondo semestre 2014 in coerenza con la strategia adottata e saranno unificate le due sedi attualmente operative. La lenta ripresa economica in Italia potrebbe ridare fiato al settore editoriale (crisi greca permettendo) ridando ossigeno all’azienda. I conti 2014, nonostante un aumento dell’indebitamento finanziario e la perdita di 214mila euro, sono in miglioramento con una stima per 2015 di ulteriore crescita. La Borsa però, a parte un breve periodo iniziale, non ha mai amato il gruppo “Vita” che ha visto ridurre il suo valore in modo significativo. Ora la palla passa al management e agli azionisti di riferimento che devono riflettere con attenzione se non sia il caso di pensare ad un delisting del titolo.

Tags:
vita società editorialematteo renzitori&orsivincenzo manes
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