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Tori&Orsi di Lombardia/ "Iniziative bresciane", strong buy dagli alti margini

di Alessandro Pedrini per Affaritaliani.it Milano

PILLOLA DI BORSA

Iniziative Bresciane è sbarcata in Borsa all’AIM il 15 luglio 2014 collocando circa 1,7mios di azioni ordinarie (il 27,8% del capitale) ad un prezzo di 21 euro per azione e raccogliendo sul mercato 22,6 milioni di euro. Dalla quotazione ad oggi il titolo ha segnato un +6%, preformando meglio dell’indice. Il massimo storico è stato toccato alla fine di marzo di quest’anno, toccando i 26 euro per azione. Poi una continua fase di discesa del valore dell’azione, anche a causa dei dati poco brillanti del primo trimestre 2015. Capitalizzazione tra le prime dell’AIM, scambi nella media.

PER SAPERNE DI PIU’

Iniziative Bresciane è una azienda di Breno (Bs) in Vallecamonica. Nata nel 1988 è attiva nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nella produzione di elettricità da impianti idroelettrici. Il modello di business della società è quello di individuare i siti potenzialmente interessanti, progettare, costruire e gestire gli impianti sia di medie che di piccole dimensioni. Il Gruppo detiene, direttamente o attraverso le società partecipate, numerosi progetti in corso di sviluppo, concessioni già̀ rilasciate e impianti idroelettrici già in funzione che, per la quasi totalità̀, beneficiano dei certificati verdi o della tariffa unica omnicomprensiva, avendo ottenuto la qualificazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili da parte del GSE. La società̀ opera principalmente in Italia: gli impianti idroelettrici sono localizzati nelle province di Brescia, Bergamo e Cremona. Ad oggi gli impianti in esercizio sono 18 con una potenza installata di 22,1 MW con una produzione di 116,7 GWh.

GLI IMPRENDITORI CAMUNI AZIONISTI DI RIFERIMENTO

L’azionista di riferimento della società è la Finanziaria di Valle Camonica che detiene la maggioranza con una quota del 57,80%. Tale finanziaria vede come soci un gruppo consistente di imprenditori e professionisti prevalentemente della Valle Camonica tra cui spiccano il Gruppo Gold Line Spa con quasi il 20% e la Carlo Tassara con il 5,9%. Gli altri azionisti rilevanti della INBRE sono l’Istituto Atesino di Sviluppo con il 14,40% e il fondo Arca SGR con circa il 6%.

TITOLO SOTTOVALUTATO

Dopo quasi un anno dallo sbarco in Borsa, il titolo è, a nostro giudizio, sottovalutato. I fondamentali dell’azienda sono ottimi, l’EBITA margin è tra i più alti dell’intera Borsa e il modello di business è vincente. Quest’azienda, analizzando i diversi indici finanziari, non risulta a rischio bolla, diversamente da altre società dell’AIM che registrano performance a due/tre cifre con multipli di mercato fuori da ogni logica e fondamento economico-finanziario. Al 30 maggio 2015 (ultimi dati ufficiali di Borsa Italiana) la società segnava una capitalizzazione di mercato pari 87 milioni di euro, tra le più alte dell’intero indice, con una media giornaliera di scambi di circa 65.000 euro.

BATTISTA ALBERTANI PRESIDENTE

La società è condotta da Battista Albertani, un manager di consolidata esperienza, che è anche Presidente di Calisio Spa, la finanziaria veneto-trentina. Albertani è anche consigliere di sorveglianza di UBI Banca e presidente della Finanziaria di Valle Camonica. Gli altri membri del CDA sono: Riccardo Parolini (V. Presidente), Sergio Caggia, Giorgio Franceschi, Carlo Gorio, Giovanni Nulli e Maurizio Zannier.

TRASPARENZA SOCIETARIA

IN.BRE spicca per trasparenza, serietà e fruibilità dei dati economici e finanziari. Nel mercato AIM è certamente una delle società con un sistema informativo tra i migliori. Tutte le informazioni sono facilmente accessibili e chiare.

BILANCIO 2014 DA INCORNICIARE, EBITDA MARGIN AL 79%  E DEBITO IN CALO


Il Gruppo IN.BRE ha chiuso il 2014 con ricavi pari a 19 milioni di euro, in aumento del 25% rispetto ai 15,2 milioni dell’esercizio precedente. L’EBITDA segna un incremento del 27% passando da 11,8 milioni di euro del 2013 ai 15 milioni di euro del 2014. L’EBITDA margin nel 2014 (anche questo in crescita rispetto all’esercizio precedente) è stato pari al 79%. Il ROE lordo passa dal 13% del 2013 al 17,71% del 2014, mentre il ROI (indicatore di redditività della gestione operativa) passa dal 6,7% al 10,14%. Numeri da record che pongono la società tra le prime dell’intero listino. IN.BRE chiude l’anno con un risultato netto pari a 5,13 milioni di euro, in crescita del 30%. La Posizione Finanziaria Netta è negativa per 40,4 milioni di euro in netto miglioramento rispetto ai 72,4 milioni di euro dell’esercizio precedente, grazie anche all’effetto quotazione.

IL METEO FRENA I CONTI DEL PRIMO TRIMESTRE 2015

Nei primi tre mesi del 2015, il Gruppo ha registrato ricavi netti consolidati pari a circa 3,0 milioni di euro, comunque in linea con la media quinquennale. La flessione rispetto ai ricavi netti consolidati al 31 marzo 2014 (4,4 milioni di euro – dato pro-forma) è prevalentemente dovuta alle condizioni climatiche registrate nel trimestre, meno favorevoli rispetto a quelle eccezionali registrate nel primo trimestre 2014. Al 31 marzo 2015, il margine operativo lordo è pari a 2,1 milioni di euro, con un’incidenza percentuale sui ricavi netti consolidati pari al 70%. L'indebitamento finanziario consolidato netto, pari a 39,7 milioni di euro, è in diminuzione di 0,6 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2014.


I RISCHI E LE OPPORTUNITA’

L’unico rischio significativo con il quale il Gruppo deve fare i conti è quello relativo ai rischi connessi ai finanziamenti e agli affidamenti bancari in essere. Alla data del 31 marzo 2015, il Gruppo presenta una posizione finanziaria netta negativa per 39,7 milioni di euro, a fronte di un indebitamento quasi integralmente a tasso variabile. Ciò espone l’azienda al rischio di tasso di interesse seppur coperti in parte tramite IRS (circa il 22% del totale).
Una buona notizia per IM.BRE è il decreto legge del governo appena passato che estende gli incentivi per il settore delle rinnovabili (anche se con aliquote più basse rispetto al passato regime) oltre la scadenza del tetto massimo dei 5,8 miliardi di euro, previsto per gli impianti non solari.
L’azienda appare ben gestita, in crescita costante e con margini invidiabili. Il debito è sotto controllo e in continua diminuzione. Il Gruppo crea valore per gli azionisti e produce flussi di cassa costanti e in crescita. Il business è in continua evoluzione e numerosi sono i progetti in cantiere che a breve vedranno la luce.
IM.BRE è sicuramente un titolo da comprare.

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