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di Fabio Massa

I conti non tornano. Anzi sì. L'assessore al Bilancio presenterà ai capigruppo di maggioranza e opposizione una prima informazione su quello che sarà il bilancio di previsione 2013. E saranno dolori. Perché la soluzione è stata trovata, ma a costo di lacrime e sangue. Vediamo i numeri, tenendo presente che il "buco" è di 437 milioni. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it l'assessore Francesca Balzani può contare su tagli alla spesa degli assessorati di circa 130-140 milioni di euro. Un incremento di oltre 20 milioni rispetto ai 108 preventivati inizialmente. La leva fiscale e tariffaria, ovvero l'aumento di tutto l'aumentabile, è stata stimata dalla giunta, come possibile, a quota 237 milioni di euro. Quindi, rimangono da trovare circa 60 milioni. La soluzione trovata a questo rebus è nel "congelamento" dei progetti. In pratica, tanti progetti e servizi per la città, per l'ammontare di 60 milioni, non verranno annullati ma non verranno neppure confermati. Semplicemente, rimarranno "congelati" in attesa di copertura finanziaria.

L'idea politica che sta alla base è semplice. Entro venerdì viene varato il bilancio. E visto che non c'è possibilità di avere una interlocuzione risolutoria con il governo di Roma in questi pochi giorni, si inizia a trovare una soluzione-tampone. Intanto si intensificherà fortissimamente la pressione di Giuliano Pisapia. Alcuni dell'inner circle pisapiano insistono perché vada all'assalto del governo, che con la vicenda di Expo, dove è stato nominato sottosegretario Maurizio Martina invece di Davide Corritore, uomo di fiducia del sindaco, ha tirato uno schiaffone non da poco al primo cittadino. In pratica, questa è la lettura di Palazzo Marino, si è voluto significare che piazza Scala conta poco o nulla in chiave nazionale. In più c'è la partita dell'Imu. Anche su questo, Pisapia (come tutti i sindaci italiani), è rimasto inascoltato. La leva dell'Imu valeva da sola 115 milioni. Senza quella leva, giocoforza si arriva a quota 0,8 di Irpef, il massimo possibile.

E veniamo al capitolo tasse e tariffe. Duecentotrentasette milioni non sono noccioline. Aumenterà praticamente tutto. Ogni tassa possibile, ogni tariffa possibile. La parte più difficile sarà spiegare alla città perché il bilancio è in queste condizioni. Un compito complicato, per il quale il sindaco avrà bisogno anche dei partiti, compreso quel Pd che sostiene Letta, contro il quale Pisapia potrebbe doversi scagliare, causando un nuovo cortocircuito politico e la riproposizione del binomio democratici pisapiani-democratici antipisapiani.

@FabioAMassa

Tags:
bilancio milano pisapia







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