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Milano
"Non voglio dire niente prima del giudizio del giudice, ma spero che il giudice capisca che ha ucciso papà con 40 martellate.Quel giorno sono entrato in negozio e ho visto le impronte di sangue di papà che deve aver cercato di tenersi su mentre quello lo colpiva. Gallo ha poi rubato mille oggetti, mai restituiti, mentre lui rantolava. Come si fa in questo caso a non dare l'ergastolo?". È lo sfogo del figlio di Giovanni Veronesi, il gioielliere ucciso il 21 marzo da un ex tecnico dell'impianto di video sorveglianza, a margine del procedimento a carico di Ivan Gallo. "Come si fa a non dare l'ergastolo? - ha proseguito il figlio della vittima, parte civile nel procedimento con l'altra figlia -. Capisco fosse stato un incidente, un colpo di pistola, ma qui lui è andato per uccidere papà e lo ha ucciso a tradimento, perchá lo conosceva". A Gallo la procura non ha contestato l'aggravante della premeditazione.

Lo scorso ottobre il pubblico ministero Giancarla Serafini aveva chiesto la condanna all'ergastolo per Ivan Gallo, il disoccupato di 39 anni che il 21 marzo ha ucciso con 40 martellate il gioielliere Giovanni Veronesi, 75 anni. Oggi il difensore, l'avvocato Antonio Ranieli, ha invece invocato per il suo assistito la concessione delle attenuanti generiche, che eviterebbero all'imputato la condanna al massimo della pena. Il giudice per l'udienza preliminare Alfonsa Ferraro, davanti al quale è in corso il procedimento con rito abbreviato, ha rinviato la sentenza al 20 dicembre, dopo aver dato la parola alle parti per le repliche. L'omicidio è avvenuto nella gioielleria di Veronesi in via dell'Orso nel quartiere Brera. Gallo era stato arrestato in Spagna dopo una fuga durata cinque giorni e aveva poi confessato di aver ucciso il gioielliere nel tentativo di rapinarlo, disperato per la sua drammatica situazione economica. Quando ha ucciso Veronesi, era stato da poco licenziato dall'azienda che si occupava anche dell'impianto di videosorveglianza della gioielleria. È accusato di omicidio con le aggravanti dei motivi abietti e futili, della crudeltÖ, della condizione di minorata difesa della vittima e del nesso causale tra la rapina (altro reato contestato) e l'omicidio. Aggravanti che hanno portato il pm a chiedere per lui l'ergastolo, nonostante l'abbreviato preveda lo sconto di un terzo sulla pena, che in questo caso è costituito dalla mancata richiesta di isolamento diurno in carcere.

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gioielliere veronesi







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