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Milano
Un'idea: fondere Serravalle e FNM. Di Sergio Luciano

di Sergio Luciano

E fondere la Milano-Serravalle dentro Ferrovie Nord Milano? E’ solo un’idea, forse destinata a rimanere ai margini del vero ”tavolo” finalmente apertosi tra gli enti locali lombardi sulle sinergie tra due delle aziende di trasporto pubblico locale più importanti d’Italia, Trenord e Atm. Ma è un’idea che nella pausa natalizia potrebbe lievitare.

La Provincia di Milano - ente votato alla dissoluzione, a scamso di sorprese legislative improbabili – non è riuscita infatti a vendere la sua principale partecipazione autostradale, quella nella Milano-Serravalle, che gestisce l’autostrada A7 Milano-Genova (fino a Serravalle Scrivia, appunto) e molte altre arterie metropolitane di pregio: le tangenziali milanesi A50, A51 e A52), la tangenziale di Pavia con il relativo raccordo con la A7, e il tratto conclusivo della superstrada Milano-Meda nel territorio di Lentate sul Seveso.
Per ben tre volte l’Asam – la holding che per conto della Provincia controlla tutto questo ben di Dio – ha pubblicato un bando per cedere il suo 52,9%, ma i termini dell’ultima tentata vendita si sono chiusi il 6 dicembre scorso senza esito. Grava contro la vendita il cumulo di obblighi che la società ha nei nuovi progetti di sviluppo autostradale milanese, Pedemontana e Tem, di cui è socio di riferimento: e i due progetti, pur molto attraenti, stanno attraversando una fase di “massimo assorbimento di cassa”, e andrebbero quindi massicciamente finanziati.

Ecco perché pur avendo manifestato interesse verso Asam, gruppi seri e solidi come Atlantia, Fondo F2i, Strabag e Toto si sono poi tirati indietro, anche se pare che Strabag (vincitrice della gara per la realizzazione del secondo lotto della Pedemontana) sia rimasta in campo.

L’impasse sulla vendita della Milano-Serravalle è quindi un’ipoteca sul completamento delle due nuove autostrade in project financing: occorre un “socio forte. Ed è abbastanza imbarazzante il “piano B” prospettato dal presidente della Provincia, il pur volenteroso Podestà, di quotare in Borsa la Serravalle: perché sarebbe forse praticabile ma solo con un forte “sconto” che alla fine nuocerebbe agli interessi della stessa Provincia. Di qui l’idea di “fluidificare” l’operazione sfruttando un “veicolo” societario che quotato è già, ed è sotto il controllo della Regione Lombardia, cui in fondo va la regia dei trasporti sul territorio. Conferendo Asam in Fnm la Provincia potrebbe fare cassa e in parte lanciare un forte aumento di capitale sul mercato, aperto ad investitori istituzionali di ogni genere, salvo poi dare a chi volesse la possibilità di raccogliere diritti ed affermarsi come primo azionista del futuro raggruppamento logistico e di trasporti, che tra l’altro raggiungerebbe una “massa critica” rilevante anche sul piano internazionale.
Ma forse è un progetto troppo “federale” per poter superare l’ostacolo dei veti incrociati tra le diverse forze politiche locali e, ancor più, le varie lobby che si contendono il piatto dei trasporti lombardi.

Tags:
fnm serravalle







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