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Milano

di Maria Teresa Baldini,
consigliera regionale lista civica Maroni

Dobbiamo prendere atto della violenza oltre che psicologica, fisica che oggi subiscono le donne. Quello che preoccupa e' l'aumento esponenziale di violenza fatta da singoli e bande di giovani anche su ragazze minorenni. Ciò denota che oramai vi è una cultura prevalente di un maschilismo e di un maschilismo criminale dove la donna viene vista come un oggetto di proprietà e prevalentemente di soddisfacimento sessuale. Gli eventi che accadono ci evidenziano come vi sia questa forte tendenza. Gli avvenimenti che arrivano a noi tramite i mass media e le forze dell'ordine sono una minima parte e c'è da chiedersi quanti saranno i fatti che accadono realmente e che non ne veniamo a conoscenza. Alle belle e oramai noiose, retoriche e vecchie parole di prendere atto per la difesa delle donne, di portare avanti una cultura di consapevolezza e di rispetto della figura femminile, oggi e 'arrivato il momento di rispondere con i fatti e con dei progetti reali. Creare una cultura e una capacità di difendersi in età adolescenziale significa dire no alla violenza. Vuol dire rifiutare la violenza, mettere un paletto al dilagare della violenza. Difendersi e' il primo passo per un dialogo. Se non c'è' difesa e' come permettere a un tumore che prima e' localizzato , e se non si interviene, di diffondersi a tutto il corpo. Da realtà delinquenziali limitate ad alcune zone siamo passati a non poter uscire di case tranquillamente la sera . Non è questa una riduzione della libertà del cittadino e dei suoi diritti? La mozione in questo momento sperimentale e' rivolta prevalentemente alle ragazze perché sono loro più deboli fisicamente dei ragazzi e più colpite, ma nessuno vuole discriminare anche i ragazzi. La Regione potrà aprire collaborazioni con associazioni sportive per istituire e facilitare corsi di difesa personale aperti a tutti.

La regione deve portare avanti questo progetto per il rispetto della dignità della persona e per la salute psichica e fisica. L'attuazione di questa mozione potrà evitare molti traumi fisici e psichici il cui superamento è difficilmente attuabile , la persona che subisce violenza ne viene ad essere condizionata per molto tempo se non per tutta la vita, nonostante i numerosi trattamenti psicoterapeutici o psichiatrici. Il costo economico e sociale che ne deriva dopo atti di violenza, tra avvocati, medici, periti e contro periti e' molto alto anche per la comunità' senza considerare il fatto che spesso le persone lasciano il lavoro e modificano in termini peggiorativi il loro equilibrio sociale lavorativo. Certamente il costo maggiore e' psicologico ,umano, di civilta' che niente lo puo' ripagare. Per coloro che non sono sensibili a queste tematiche ma vedono la vita e la vita sociale solo in termini economici, ricordo che le conseguenza degli atti di violenza ha dei notevoli costi. I dati dell'organizzazione mondiale della sanità sulla violenza parlano chiaro e sono accessibili a tutti.

Rispondiamo alla violenza tramite lo sport. Proprio con lo sport, attraverso il suo fine che è quello educativo, culturale. Lo sport non è legato solo a parametri fisici ma permette alla persona di formarsi e realizzarsi nella conoscenza dei propri limiti sperimentati su se stessa, proprio attraverso l'attività sportiva. La violenza limita la libertà altrui fino ad annullare l’altra persona come e' evidente nei confronti delle donne ridotte a oggetti..Lo sport insegna ai giovani come strutturarsi sia dal punto di vista fisico che psicologico. Una persona sportivamente formata si sente più libera e più capace di rispettare la libertà altrui, e' difficile che un vero sportivo sia una persona violenta. Il judo, come sport di difesa e ' un modo di dire no alla violenza.

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mozione bimbe







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