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Di Mrs. Lina Smith

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Il super Premiolino a casa Micheli. Tonno, ceci e chiccherie. Upper

di Mrs Lina Smith
E’ arrivato alla 59esima edizione, una vita, in pratica. Il Premiolino, uno fra i più antichi e importanti  premi giornalistici italiani (come lo definisce Wikipedia), è stato assegnato, per la prima volta, a casa di Francesco Micheli. Era d’uso un evento in Comune ma, questa volta, si sono aperte le porte delle fantastiche sale e del giardino più ambiti di Milano. Nel tempo Il Premiolino è stato assegnato a Sergio Zavoli, Oriana Fallaci,  Giorgio Bocca, Indro Montanelli Eugenio Scalfari, Leonardo Sciascia, Pier Paolo Pasolini, Arrigo Levi, Mauro De Mauro, Lietta Tornabuoni, Natalia Aspesi, Guido Rossi. L’attenta e prestigiosa giuria (Presidente Chiara Beria di Argentine, vicepresidente Piero Colaprico, Giulio Anselmi, Ferruccio de Bortoli, Milena Gabanelli, Massimo Gramellini, Enrico Gramigna, Enrico Mentana, Donata Righetti, Valeria Sacchi, Beppe Severgnini, Gian Antonio Stella, Carlo Verdelli e Roberto Olivi per BMW Italia) dopo vari incontri ha decretato i vincitori 2019, sempre sei, e con varie motivazioni: Francesco Piccinini, Paolo Bricco, Giovanni Cupidi, Claudia Di Pasquale, Paolo Berizzi, Francesco Sabatini.

Una sfilza di nomi d’effetto, il gotha del giornalismo italiano, il meglio del meglio che più non si puo’, si è riunito per i festeggiamenti. E non poteva che essere così. Appartenere a una élite, non è un caso. Atmosfera come si conviene tra signore milanesi agghindate all’uopo, bacianti per il saluto ma solo sfiorandosi, mai appoggiando le labbra sulla pelle. Chiacchiericcio, il giusto (che la cultura non vuole berciature inutili). Abiti sobri, niente esagerazioni né esibizioni di gioielli. Tutto low profile, anche i discorsi, in piedi, durante l’aperitivo (straordinario tonno, crema di ceci con piovra, pollo con salsa speciale) tra un “ciao” e un “anche tu qui”, niente gossip da spiaggia nonostante abbronzature che reggono. Risate contenute, senza sbellicamenti o strilli sconvenienti. Che dire, ogni cosa perfetta. Anche il menu firmato Filippo La Mantia che si aggirava tra gli ospiti (ravioli alla Norma, ricciola all’agghiotta, cannolo palermitano).

Bello vedere Stella Pende, Maria Luisa Agnese, Allegra Bossi Pucci, Roberto Spada, Paola Trifirò, Marta e Annibale Brivio Sforza chi nella sala dell’Ermellino, chi in quella del Pappagallo, chi al piano inferiore dove, di solito, si tengono i concerti. Notata la mancanza di de Bortoli. Tutti hanno sperato di ascoltare, anche per poco, Gile Bae, la giovane straordinaria pianista olandese di origine coreana, che vive e studia in Italia da oltre dieci anni, che da Micheli si è già esibita. Peccato. Si spera un un’altra occasione.

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