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Di Mrs. Lina Smith

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L'antipatico Craxi, il grande Martelli e l'onnipresente Ruth. Upper
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di Mrs. Lina Smith

C’era chi c’era allora. Età media settant’anni. Sala piena, sedie inserite tra gli scaffali dei libri della Feltrinelli di piazza Piemonte . La Shammah, uno dei relatori, che non perde il vizio e si mette a dare ordini da regista facendo sedere la gente in piedi alle spalle di chi dovrà parlare. “È arrivato Martelli?”, chiedono signori che come minimo sono coetanei e al massimo amici. L’evento è succulento: la presentazione del libro dell’ex delfino di Craxi: L’Antipatico, Bettino Craxi la Grande Coalizione. Dove per Grande Coalizione s’intendono i poteri forti del tempo. Il luogo, per la presentazione, è scomoda per un libro del genere: su Craxi a Milano, era prevedibile un afflusso notevole.

Si riconoscono tra il pubblico Massimo Fini, Carlo Tognoli, Gianluigi da Rold, Elisabetta Sgarbi, l’editore, Pier Gaetano Marchetti. Non si comincia, applausi per accelerare i tempi. Si sa: la cena, a una certa età, è cosa sacra. Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, puntualissimo. E se Martelli è in ritardo Beppe Sala è bloccato a Roma per le Olimpiadi. Arriverà molto tardi e dirà “che prima di intitolare la strada meglio un dibattito in consiglio comunale su Craxi”. Prende in mano il pallino la Ruth nazionale. “La simpatia non è la dote di un politico“, dice. La regista legge pagine del libro, c’è chi se ne va, chi si annoia perché vorrebbe sentire Martelli. E non sai più chi è il protagonista della serata. Ormai, la cara Ruth, parla da trenta minuti. E decide tutto lei. Glielo dice perfino il paziente Claudio. Legge le pagine 204 e 205: dove si parla “di forza legale violenta”, dove si affonda il coltello nella piaga “è legale privare i cittadini della libertà e tenerli prigionieri per settimane e per mesi finché non confessano ciò che chi lo interroga vuole che confessino? È legale ...?”. Una serie di domande che termina con “la condanna della giustizia italiana da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione della vita privata di Bettino Craxi”. Finalmente prende la parola Martelli che fa un escursus della vita di Craxi, la sua giovinezza milanese, la rinascita del partito socialista. Un remember. Fino a “non ci tengo a ricordare Di Pietro, non è educativo”. Senza dubbio una lezione di storia, la sua storia, vista da Martelli. La platea ascolta. Esiste, la platea. E questo è un buon modo - vale per tutti - per evitare il pauroso oblio.

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