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Milano

di Fabio Massa

Eccola, quindi, la bozza di riforma delle Aler lombarde. Ancora non si sa il numero delle aziende, ovviamente, perché è in corso una battaglia politica non da poco nella maggioranza (con il solo Pdl che propone tre numeri differenti), ma Affaritaliani.it può anticipare lo "schema" sul quale stanno lavorando gli uffici dell'assessorato alla Casa e il pensatoio di politici e tecnici che dibattono sulla vicenda. Il "modello" da seguire sarà quello delle Asl. Esisterà quindi, con tutta probabilità, un presidente unico per volontà di Roberto Maroni, che aveva lanciato un pietrone nello stagno, mesi fa, proponendo l'agenzia unica. Poi, sotto, un numero da 5 a 7 società territoriali, ognuna delle quali esprima un amministratore delegato che successivamente nomini un direttore generale e un direttore tecnico. Questo, e il dettaglio non è certo sfuggito alla politica, garantirebbe molti meno posti di derivazione "partitica" rispetto ad oggi, ma comunque una cifra che si aggira tra i 15 e 21 totali.

Intanto continua a trascinarsi la vicenda legata al nuovo direttore generale di Aler Milano. Raffaele Tiscar, il dg designato, che avrebbe dovuto firmare e prendere l'incarico dal 5 di novembre, ancora non ha deciso se subentrare oppure no a Domenico Ippolito, l'attuale dg. Tiscar, uomo gradito a Cl, vicinissimo a Sanese, del quale era "compagno di banco" ai tempi della corrente di Sbardella in Parlamento, secondo quanto risulta ad Affari, avrebbe chiesto però l'allontanamento immediato dall'azienda di Ippolito, con il quale il rapporto si sarebbe incrinato nella vicenda del rinnovo dei contratti a vari esponenti di Fratelli d'Italia attualmente in Aler. Il vertice di Aler avrebbe infatti chiesto al dg alla Casa (Tiscar) della Regione, che cosa fare. La risposta sarebbe stata una presa di distanza e, sostanzialmente, un "fate vobis". Dopo quasi tre settimane di fibrillazione, adesso c'è il giallo anche su Tiscar. Ha firmato o no? Si insedierà domani oppure no? L'incertezza è grande e inceppa tutto un meccanismo che si sarebbe messo in moto. Non è infatti un mistero che la subcommissaria Maria Pia Redaelli, già dg alla Casa prima di Tiscar, avrebbe chiesto di poter tornare in Regione a ricoprire il suo posto. Su questo si è però scatenata una tempesta politica che ancora non si è placata. Insomma, Aler ancora in alto mare. Tra i debiti che crescono e le autogestioni pronte a scatenare una guerra senza precedenti. Perché quando un sistema collassa, c'è sempre qualcuno che si fa male per primo: i cittadini.

@FabioAMassa

Tags:
viaggio aler






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